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Castello a Mare or Castellammare is an ancient fortress that guarded the entrance to the port at Palermo in La Cala. Extensive remains are visible, some of which are open to the public. There is a Norman keep, a fortified gate or entrance, and remains of a sophisticated Renaissance star-shaped defence.
Epoca normanna
Una prima fortificazione è edificata in epoca araba intorno al IX secolo, edificata rivolta verso il mare per il controllo e la difesa del porto, a ridosso della La Cala, nell'area adiacente alla Kalsa. L'attuale struttura è stata costruita in epoca normanna da Roberto il Guiscardo e dal Gran Conte Ruggero a conquista avvenuta..
Epoca aragonese
Nel 1333 la flotta di Roberto d'Angiò, nell'ambito delle Guerre del Vespro tentò d'assaltarlo. Fino al 1337 fu la residenza preferita del sovrano Federico III di Sicilia che riformò personalmente l'ordinamento delle prigioni in esso ospitate. Le carceri molto vulnerabili dal punto di vista della sicurezza, per via dei frequenti assalti, quando non subivano veri e propri sabotaggi o bombardamenti dall'esterno, motivarono i primi interventi di restauro a carico dei cittadini.
Fino agli eventi contraddistinti dal Giuramento di Castronovo, regnante Martino il Giovane, il maniero ospitò i tribunali della giustizia ordinaria, secondo il privilegio concesso da Federico III di Sicilia. Gli uffici dei tribunali approdano nel Palazzo Chiaramonte-Steri fino al 1598, per essere trasferiti nel restaurato Palazzo Reale. Sotto la reggenza di Bianca di Navarra nel 1417, per garantire la sicurezza della struttura è costruito un fossato, la porta e gli accessi sono dotati di barbacane, sono poste grate e sbarre alle finestre, è completato il tetto, sono aggiunti quegli accorgimenti atti a migliorare le funzioni e la qualità di vita delle persone e delle istituzioni in esso ospitate.
Nel 1445 furono aggiunte altre opere difensive volute da Alfonso V d'Aragona, è documentato il luogo di culto retto da un cappellano, i magazzini d'approvvigionamento di cereali e legname, i locali per la macinatura del grano.
Tra i vari documenti del…
Fino al 1923 la fortezza presentava una cinta muraria quadrangolare bagnata su due lati dal mare, che racchiudeva al suo interno un enorme complesso architettonico, risultato di continue ristrutturazioni e adattamenti alle varie esigenze occorse nel tempo.
Anticamente composto da un grande maschio di epoca araba, alcune parti normanne (come la cappella della Bagnara), bastioni e zona d'ingresso quattrocenteschi, un palazzetto rinascimentale, una chiesa cinquecentesca (la Madonna di Piedigrotta, edificata su un'antica moschea araba), due basse torri esagonali e molte altre strutture e fabbriche di epoca più recente.
Degli antichi edifici rimangono parte della torre maestra, la torre cilindrica e il corpo d'ingresso o "porta aragonese".
1088, In epoca normanna è documentata la chiesa di Chiesa di San Giovanni Battista a Castellammare.
1178, Guglielmo II di Sicilia concede il tempio ai monaci dell'Ordine cistercense del monastero di Santo Spirito. Sull'esempio delle abbazie cistercensi, anche qui è fondato un ospedale.
1516, La chiesetta e l'ospedale di Castellamare seguono le sorti del monastero e ospedale di Santo Spirito aggregati all'Ospedale Grande e Nuovo. La fusione è decretata dall'imperatore Carlo V e riconosciuta con bolla pontificia di Papa Leone X.
1519, La comunità dei napoletani di stanza a Palermo costituisce la Confraternita di San Giovanni dei Napoletani all'interno del tempio.
1526, Nuovi disegni tattico militari decretano la demolizione della chiesa troppo a ridosso di Castellammare nel porto della Cala. La chiesa della Nazione Napoletana si trovava troppo vicino alle fortificazioni, per ordine di Carlo V fu demolita. Ai napoletani è concesso il luogo e la licenza di costruire il nuovo luogo di culto su terreni adiacenti alla chiesa di Santa Maria della Catena.
1580, Divenuta parrocchia col titolo di «San Sivestro».
Nel 1527 i Rettori della Confraternita di San Giovanni Battista la Nazione Napoletana, ottennero dalla Regia Gran Corte l'assegnazione di due magazzini presso il vecchio porto della Cala per costruirvi la loro nuova chiesa, demolita per ordine di Carlo V. La costruzione della chiesa di San Giovanni dei Napoletani fu completata nel 1617.
Cinquecentesco luogo di culto documentato nel recinto del castello.
1590 - 1591, Immacolata Concezione, dipinto di Giuseppe d'Alvino, commissione del viceré di Sicilia Diego Enriquez Guzman, conte di Alba de Lista, scampato al crollo del pontile ligneo del porto, opera documentata.
Porta di Piedigrotta
Varco d'accesso documentato. La porta fu aperta nel 1585 per consentire ai devoti la venerazione dell'immagine di Maria Vergine sotto il titolo di Piedigrotta. Costruzione alta 14 palmi e altrettanto larga, demolita nel 1895.
Dal lato opposto verso settentrione la Porta San Giorgio, demolita nel 1853.
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