La chiesa di San Tommaso apostolo il Vecchio è situata a Messina, in via Romagnosi.
Origini
La chiesetta costituisce un'importante e significativa testimonianza architettonica siculo-normanna dagli evidenti caratteri bizantini, sorta fra il 1061 e il 1101 sotto il Gran Conte Ruggero I di Sicilia quale momento di una ripresa e rilegittimazione dell'ordine monastico basiliano.
Epoche successive
Chiesa di Santa Maria della Concezione delle Vergini Riparate. Nel 1585, essendo stato trasferito il Conservatorio delle Vergini Riparate nel palazzo del barone Vincenzo Villani della Motta, dirimpetto al tempio di San Gioacchino, la chiesa fu utilizzata come luogo di culto dell'istituzione e dedicata alla «Madonna riparatrice delle Vergini». Nel 1607 fu acquistata, insieme al Conservatorio dai Padri Teatini insediatisi a Messina in quell'anno, grazie anche ai consistenti contributi economici della contessa Giovanna La Rocca Cibo e dell'arcivescovo Simone Carafa. Nel 1663 fu edificata dirimpetto ad essa la chiesa della Santissima Annunziata dei Teatini su progetto dell'architetto modenese Guarino Guarini, pertanto la costruzione rimase compresa nel vasto giardino del Collegio dei Teatini con accanto i resti del conservatorio in rovina.
Di questo piccolo tempio, nella sua "Guida per la città di Messina" del 1841, così scriveva Giuseppe Grosso Cacopardo: "… Imboccando nella strada della Pace, s'incontrava la graziosissima chiesa di S. Tommaso, di squisita architettura forse del Montorsoli, i cui ruderi ancor si vedono entro il giardino de' Padri Teatini…"
In seguito alla soppressione delle corporazioni religiose, avvenuta con la legge del 7 luglio 1866, il Convento dell'Annunziata venne ceduto al Comune per uso scolastico ed il giardino venduto a privati insieme alla chiesetta. Questa fu, quindi, adibita a forno ed in tale stato rimase fino al terremoto del…
L'esterno semplice e geometrico è caratterizzato da una costruzione muraria a forma di parallelepipedo dal quale emergono l'abside e il tamburo sormontato da cupola. La chiesa composta da due parti: una corrispondente al santuario a pianta quadrata, centrica, con unica abside orientata ad est e coperta da cupola leggermente depressa, impostata su tamburo circolare bucato da quattro finestre e coronato da una leggera cornice perimetrale in mattoni che sottolinea il passaggio alla cupola, e un vano rettangolare che costituisce l'unica navata, coperto da volta a botte in conci lapidei.
L'interno, con le decorazioni a cornice in pietra con profilature scure su fondo chiaro degli archi, dei piedritti e del coronamento del tamburo, richiama elementi brunelleschiani. Sulla facciata l'iscrizione, un oculo e conci lavici con funzioni strutturali e decorative.
Nel 1555 il viceré di Sicilia Juan de Vega, promosse numerose opere di pietà fra le quali il Sacro Monte della Pietà di Gesù per beneficio di poveri bisognosi. Dal 1585 fino al 1663 il conservatorio e la chiesa ospitarono le Vergini Riparate.
1648, Alla morte di Francesca Balsamo ed Aragona, principessa di Rocca Fiorita, il Senato Messinese acquisì il palazzo della contrada «Montevergine» da destinarsi a reclusorio. Nel 1663 le Vergini furono trasferite, accudite dalle monache terziarie minori cappuccine.
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