Trinaka Etna · Sicilia

MappaCasteddi e ruviniTusa

Alesa Arconidea (Halaesa)

Casteddi e ruvini GrecuPreistòricuArchiològicuMari
Alesa Arconidea (Halaesa)
Fotu: Wikimedia Commons · CC BY-SA

Alesa Arconidea è un'antica città siculo-greca situata nel territorio di Tusa, comune italiano della città metropolitana di Messina, sulla costa settentrionale della Sicilia.

Apprufunnimentu (it)
Storia

Secondo Diodoro Siculo la città di Alaisa fu fondata nel 403 a.C., su una collina distante otto stadi dal mare, nella costa settentrionale della Sicilia, oggi Santa Maria delle Palate, nel territorio del comune di Tusa.
Il nome della città, e del fiume che vi scorre nei pressi (oggi torrente Tusa), deriva dal termine greco alè (incerto vagare), dal verbo alaomai e sembra riferirsi alle popolazioni sicule cacciate dalla propria città conquistate.

Il periodo greco-siculo
Dopo la pace con la potente Siracusa del tiranno Dionigi, Arconide di Herbita concesse parte del territorio più settentrionale della città ai Siculi che l'avevano aiutato durante la guerra e la nuova città ebbe in suo onore il nome di Halaesa Arconidea. Il territorio si trovava al confine tra il territorio sotto l'influenza cartaginese, che arrivava fino al fiume Monalo, oggi Pollina. Nei pressi era già sorto un insediamento di mercenari campani stabilito qui dai Cartaginesi dopo la pace con Siracusa nel 405 a.C.: il nuovo insediamento greco-siculo ha anche il compito di fronteggiare un'eventuale espansione cartaginese nella zona. Le monete coniate ad Alasa hanno come emblema della città una colonna sormontata da un cane, simboleggiando la sua funzione di controllo del territorio: il simbolo è tuttora presente nello stemma comunale di Tusa.
La presenza di un tempio del dio Adrano ('Αδρανιείον), il cui culto era diffuso nella zona dell'Etna, potrebbe indicare una provenienza dei nuovi cittadini da questa zona.
Alesa Arconidea aderì all'alleanza siculo-greca del 339 a.C., condotta da Timoleonte, a capo di una spedizione da Corinto contro il tiranno Trasibulo di Siracusa, con lo scopo di instaurare nella città ordinamenti democratici e di proteggere le città alleate dai governi aristocratici e tirannici e…

Aspetti urbanistici

La città venne dotata nel IV secolo a.C., di mura di fortificazione che circondavano la collina con un circuito di circa 3 km, con tracciato irregolare che segue il rilievo orografico. La cinta era dotata di torri collegate da un camminamento e di almeno quattro porte, due a nord-est, una a sud-est e una a sud-ovest: dalle ultime due, le più importanti uscivano le strade per il porto e in direzione di Herbita e degli altri centri dell'interno.
Le mura sono costruite in opera quadrata pseudoisodoma, con filari di blocchi in arenaria scistosa sulle facciate interna ed esterna e l'intercapedine riempita con muratura a sacco. Restauri successivi, dovuti alla scarsa resistenza agli agenti atmosferici del materiale impiegato, consistettero nella stuccatura dei giunti tra i blocchi e nella sostituzione di alcuni tratti con blocchi in materiale più resistente.
La città si articolava con un sistema di strade perpendicolari all'asse principale, che correva in senso nord-sud (cardo maximus). La via principale, pavimentata con lastre quadrate di pietra disposte a scacchiera, era larga circa 6 m e le vie perpendicolari, larghe tra i 2,30 e i 3,30 m, vi si aprivano a distanza di 32 m l'una dall'altra, formando isolati regolari disposti a terrazza sui pendii, Lo schema urbanistico riprende quello visibile anche nella città di Solunto.

Agorà e monumenti principali

Sulla via principale si apriva nel centro della città l'agorà, su una terrazza aperta verso est sulla vallata del fiume Tusa e chiusa ad ovest da un muro di contenimento del taglio del pendio, sopra il quale corre una strada. L'impianto si deve al II secolo a.C., ma con rifacimenti di epoca imperiale. Davanti al muro di contenimento occidentale la piazza venne infatti chiusa sui lati ovest e nord da un monumentale doppio portico disposto ad L e sopraelevato di circa 50 cm rispetto alla quota della piazza. Il portico aveva colonne esterne in pietra sorreggenti una trabeazione dorica in legno stuccato, e colonne interne in mattoni ricoperti in stucco, con capitelli pure stuccati e dipinti.
Sul fondo del portico si aprono otto ambienti bipartiti (sei sul lato ovest e due sul lato nord), che utilizzano come muro di fondo il grande muro di contenimento: si tratta di sacelli di culto, con nicchie per statue e altari posti nel vano più interno. Uno dei sacelli doveva essere riservato al culto imperiale praticato dal collegio sacerdotale dei seviri augustali e presenta un ricco rivestimento in marmi colorati: vi fu rinvenuta la statua in marmo di una Cerere con iscrizione dedicatoria del II secolo d.C. In un altro dei sacelli fu rinvenuta una grande quantità di iscrizioni marmoree.
La piazza, pavimentata con mattoni, era dotata di un efficiente sistema per la raccolta e lo smaltimento dell'acqua piovana. In essa si trovano delle basi di statue e un podio quadrato più grande, in opera reticolata probabilmente rivestita in origine in marmo, forse utilizzato come tribuna per gli oratori.
Le fasi di realizzazione sembrano essere state almeno tre: in un primo momento furono realizzati i sacelli, che successivamente furono preceduti da un portico singolo, poi suddiviso internamente…

Il territorio

Il territorio della città di Alesa corrisponde a quello dell'attuale comune di Tusa, limitato a nord dalla costa tirrenica, ad est dal torrente Tusa e ad ovest dal fiume Pollina.
I resti antichi del territorio comprendono:

una possibile struttura termale di cui si conservano i mosaici nella zona delle "Case Gravina", forse identificabile come "i bagni" citati dalle "tavole alesine";
forse il ponte sul torrente Tusa ("ponte Riggieri"), che sembra tuttavia di datazione più recente;
torre Migaido, il torrione centrale che risale all'epoca della conquista normanna, alla fine della vita della città di Alesa;
strutture idriche ("Viviere") di captazione di un gruppo di sorgenti per l'acquedotto cittadino, nella località "Fruscio";
la zona dell'attuale contrada Ospedale, a metà strada tra Alesa e Tusa, potrebbe essere identificata, per la somiglianza del significato dei toponimi, con la "via Xenide" citata dalle "tavole alesine": in tal caso si troverebbero in questa zona il tempio di Adrano, il "tapanon" e il "tematesis".

Di Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Leggi tutta la vuci

N brevi

Bigliettu0 €

Dati: Wikidata (CC0). Prezzi e orari cancianu: virifica prima di jiri.

Ndicazioni Mappa

37.99907 N · 14.26202 E

Signala n'erruri o agghiunci un dittagghiu

N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.

Lu puntu sicuru di sta zona ★ Di nun pèrdiri Torna a la mappa

Posti: © OpenStreetMap contributors (ODbL). Testi e fotu: Wikipedia e Wikimedia Commons, CC BY-SA. Mappa: OpenStreetMap.