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Gli anelletti al forno sono un tipo di pasta al forno tipico di Palermo e della sua provincia, ma sono diffusi anche nel resto della Sicilia.
Gli anelletti in ambito familiare sono presenti soprattutto nelle giornate di festa per via della lunga preparazione richiesta.
La pasta che si usa per preparare le teglie sono degli anelletti (pasta a forma di anello) di circa un centimetro e con uno spessore simile a quello del bucatino. Alla base di tale piatto vi è un particolare ragù simile a quello bolognese, con l'aggiunta di piselli.
Tra le numerose varianti di questo piatto, alcune prevedono l'uso di prosciutto, dell'uovo sodo nella farcitura interna, altre della mozzarella, altre ancora del pecorino. In alcune gastronomie si può trovare anche in monoporzioni, dette localmente "timballetti", che vengono preparate in recipienti d'alluminio a forma di tronco di cono. Intesi anche come street food, comodi da portare, in quanto monoporzione, al mare o un pranzo veloce anche al lavoro.
Origini e Influenze Culturali
L'architettura del piatto si fonda sul concetto di timballo, una tecnica di preparazione che risale alla dominazione araba in Sicilia. Il termine stesso deriva dall'arabo "timmala" (contenitore a forma di tamburo), in riferimento alla forma cilindrica dei recipienti utilizzati per la stratificazione degli ingredienti. Sebbene la pasta secca sia un'introduzione successiva, la pratica di cuocere preparazioni composite all'interno di croste di pane o di pasta nasce in questa situazione culturale e storica.
L'origine della forma circolare degli anelletti è oggetto di diverse tesi storiografiche. Una delle più suggestive, di provenienza popolare, suggerisce che i primi pastai (coloro che lavorano la pasta) abbiano tratto ispirazione dagli orecchini delle donne arabe. Molto più probabilmente, la forma dell'anello è stata ottimizzata nei secoli per garantire una struttura meccanica solida allo sformato, permettendo al condimento di infiltrarsi nel foro centrale e al timballo di mantenere la compattezza durante il taglio. Non si sa esattamente da dove venga il piatto. Sappiamo però che proviene dalla zona tra Trabia e Termini Imerese in uno dei numerosi mulini saraceni, nei dintorni di Palermo.
Evoluzione Storica
Tra il XVIII e il XIX secolo, la ricetta fu perfezionata dai Monsù (dal francese "Monsieur"). Il timballo di anelletti rappresentava un piatto di alta rappresentanza, spesso arricchito con ingredienti pregiati come la cacciagione o il tartufo nero delle Nebrodi.
Con l'industrializzazione della pasta e la diffusione dei pastifici nella attuale città metropolitana di Palermo, il formato divenne accessibile alla maggior parte delle classi sociali. Nel corso del Novecento, la ricetta subì una semplificazione degli ingredienti,…
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N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
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