La chiesa di San Pietro, titolo completo chiesa arcipretale insigne collegiata di San Pietro, è un luogo di culto cattolico ubicato in via Serraglio San Pietro, nel quartiere omonimo di Trapani. La particolarità della struttura è che è a cinque navate.
Epoca paleocristiana
La tradizione orale vuole che sia stato il primo luogo di culto cristiano edificato a Trapani, su un preesistente tempio pagano dopo il passaggio dell'apostolo San Pietro, nell'ambito dei primi processi di cristianizzazione da evangelizzazione.
Il primitivo sacro recinto nel corso dei secoli è stato oggetto di numerosi interventi di riconversione e riedificazioni di strutture sempre più grandiose, col fine di rispondere alle crescenti pratiche di culto. Nell'alternanza delle varie dominazioni numerose sono state le attestazioni, le opere di regnanti, sovrani, imperatori, e gli avvicendamenti di titolati architetti.
Epoca normanna
Una prima riedificazione e conseguente ampliamento è documentato per opera del conte Ruggero I di Sicilia nel 1076, per l'evento alla chiesa fu concessa la dignità arcipretale insigne collegiata.
Epoca aragonese - spagnola
Nel XIII secolo, per la fedeltà dimostrata dalla popolazione durante le vicende dei Vespri siciliani, Pietro III d'Aragona effettuò nel tempio il giuramento di mantenere i privilegi della città.
Nel 1535, reduce dalla trionfale campagna di Tunisi, l'imperatore Carlo V d'Asburgo nel corso di una solenne cerimonia fra le sue mura, offrì in dono un raffinato stendardo sottratto alle armate turco-ottomane.
Epoca savoiardo-borbonica
Salito al trono di Sicilia il re di Sardegna, Vittorio Amedeo II di Savoia, il sovrano intervenne nella chiesa di San Pietro nel periodo immediatamente a ridosso l'incoronazione svolta a Palermo: arco temporale della permanenza nel Regno di Sicilia compreso tra il 23 ottobre 1713 e il 7 settembre 1714.
La chiesa fu solennemente consacrata il 29 ottobre del 1726, dal trapanese monsignor Giuseppe Barlotta Ferro dei principi di San Giuseppe, abate di Santa Maria de Parco di…
Il tempio presenta la facciata rivolta ad occidente con torre campanaria affiancata sul lato sinistro, absidi ad oriente. Il prospetto principale offre tre varchi d'accesso. Una quarta porta si apre a meridione con portalino sormontato da timpano ad arco spezzato, e la quinta rivolta a settentrione.
Il portale centrale, delimitato da colonne ioniche con capitelli corinzi, reca un architrave sormontato da timpano spezzato con edicola e nicchia intermedia, all'interno di quest'ultima è custodita la statua raffigurante una Madonna con Bambino altrimenti nota come Madonna del Cardello. Nello scanello i rilievi dell'Annunciazione, la scultura di scuola gaginiana era collocata sul terzo altare di destra. Sotto il piedistallo lo stemma recante il Triregno e le Chiavi di San Pietro.
Sulla crociera si erge la cupola con nervature di tufo, alcuni dei cupolini delle navate esterne conservano parte del rivestimento settecentesco realizzato con scaglie di ceramica giallo-verde.
Interno con impianto basilicale ripartito in cinque navate suddivise da 14 colonne e altrettanti pilastri esterni. Il primitivo tetto ligneo con gli interventi del 1786 fu sostituito da volta in muratura che al presente è decorata da riquadri affrescati. Cantoria addossata alla controfacciata sostenuta da coppia di colonne. Ambiente totalmente occupato da organo, costruito dal palermitano Francesco La Grassa tra il 1836 e il 1847. Nelle nicchie che delimitano il portale centrale, ospitano le statue raffiguranti San Pietro e San Paolo.
Navata destra
Prima campata: Cappella Battistero. Fonte battesimale. Altorilievo ligneo raffigurante Battesimo di Gesù.
Seconda campata:
Terza campata: varco d'uscita meridionale.
Quarta campata:
Quinta campata:
Navata sinistra
Prima campata: ambienti destinati ad archivio.
Seconda campata:
Terza campata: varco d'uscita settentrionale.
Quarta campata:
Pulpito ligneo.
Quinta campata: Cappella del Santissimo Crocifisso. Su reliquiario è collocato il Crocifisso, attribuito a Giuseppe Milanti, tra le statue della Vergine Maria e Giovanni l'evangelista. Ambiente sotto il patrocinio Palmeggiano.
Transetto
Braccio destro: Cappella di San Pietro. Ambiente con statua raffigurante San Pietro sedente in cattedra con abiti pontificali, statua lignea opera di Mario Ciotta, grande baldacchino ligneo.
Braccio sinistro: Cappella di San Paolo. Ambiente con statua raffigurante San Paolo. Dipinto raffigurante San Paolo del 1617, opera di Andrea Carrera.
Absidiole
Absidiola destra: Cappella del Santissimo Sacramento. Ambiente con Crocifisso. Prezioso paliotto e busti incastonati negli oculi del dossale.
Absidiola sinistra: Cappella della Madonna di Trapani. Statua raffigurante la Madonna di Trapani collocata sotto un baldacchino, sostenuto da otto…
L'organo di San Pietro è definito il secondo organo a canne più imponente al mondo ed unico nel suo genere, arrivando a riprodurre gli effetti sonori di quasi tutti gli strumenti musicali, ritenendo sia in grado di riprodurre persino la voce umana. Composto da tre organi e sette tastiere di circa 5 000 canne di varia altezza e spezzatura non tradizionale, riproduce il suono degli ottoni, dei piatti, delle trombe, dei corni, dell'oboe, dei sax e fagotti, dei violini e violoncelli, dei clarini, dei tamburi, del piffero e della cornamusa
L'organo è stato costruito tra il 1836 e il 1847 dal palermitano Francesco La Grassa, per essere danneggiato durante la seconda guerra mondiale a causa di un bombardamento.
Nel 1999 il restauro dell'organo viene affidato alla Ditta Inzoli Cavalier Pacifico dei Fratelli Bonizzi di Ombriano. Nel febbraio 2003 terminano i lavori di restaurazione e l'organo dopo 60 anni di inattività torna ad essere suonato, inaugurato da Luigi Celeghin (il collaudatore), Rudolf Kelber e l'ungherese Janos Sebestyen.
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