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La Biblioteca e pinacoteca Zelantea è una biblioteca e pinacoteca comunale di Acireale. Ha sede in via Marchese di Sangiuliano in un palazzo neoclassico progettato all'inizio del XX secolo dall'architetto acese Mariano Panebianco su incarico dell'amministrazione municipale.
La Biblioteca e la Pinacoteca comunale prendono il loro nome dall'Accademia di scienze, lettere e belle arti degli Zelanti e dei Dafnici, antico sodalizio ancora oggi in attività.
L'Accademia nasce dalla fusione dell'Accademia degli Zelanti, fondata nel 1671, con il sodalizio dei padri dello studio (1834) e successivamente con l'Accademia Dafnica (1934). Per una convenzione stipulata tra il Comune di Acireale e l'Accademia, risalente al 1960, la Biblioteca Zelantea è sottoposta al controllo di una Commissione di sorveglianza composta da tre rappresentanti dell'Accademia e due del Comune.
Nella parte destinata a museo sono ospitati una settecentesca carrozza del Senato acese, il Busto di Cesare (reperto archeologico romano di epoca repubblicana, di alto livello scultorio, cui si attribuiscono le fattezze di Giulio Cesare e rinvenuto nel 1675 nella frazione marinara di Capomulini), una collezione di armi e una bandiera tricolore d'epoca risorgimentale, una collezione di reperti greco-romani proveniente dall'area degli scavi di Santa Venera al Pozzo, alcune raccolte di minerali, monete e fossili e l’antico fercolo di San Michele.
La biblioteca
La biblioteca Zelantea custodisce oltre centoseimila volumi, più 1 650 testate di riviste cessate e in corso, per un totale di oltre 143 000 fascicoli di riviste.
Il patrimonio bibliografico supera oggi le 250 000 unità.
La Biblioteca Zelantea conserva un fondo antico di oltre 56 000 volumi, costituito da incunabuli, cinquencentine, edizioni rare e di pregio, manoscritti.
Sono moltissime le opere da menzionare: l'Encycoledie methodique, Paris, 1782; la Patrologia Graeca e Latina del Migne; le preziose opere di botanica e medicina, scienze naturali di Mattioli, Linneo, Brugnatelli etc.
Da ricordare il prezioso Acis Hortus Regius, erbario pictus, realizzato nel 1811 dal pittore Emanuele Grasso su commissione del farmacista Giuseppe Riggio, costituito da 749 tavole ad acquerello raffiguranti le piante coltivate nell'orto botanico del Riggio.
Tra i fondi di pregio si segnalano:
Incunabuli n. 74, inseriti nel censimento nazionale a cura dell'ICCU;
Cinquencentine oltre 1 000, tra cui aldine, giuntine, giolitine, (la biblioteca partecipa al censimento nazionale delle cinquencentine EDIT 16 a cura dell'ICCU).
Manoscritti n, 370, libri rari e di pregio;
Fondo Corporazioni Religiose soppresse (Cappuccini, Minori Osservanti…
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Palazzo Costa Grimaldi
chiesa di San Benedetto (San Benedetto)
Palazzo ModòN'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
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