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Il castello di Milazzo, conosciuto anche come Cittadella fortificata di Milazzo, è un castello ubicato a Milazzo, in provincia di Messina.
Il castello sorge sulla sommità meridionale della penisola di capo Milazzo e sovrasta il Borgo antico di Milazzo.[5] L'insieme dei manufatti e dei sistemi difensivi costituiscono propriamente la "Cittadella Fortificata", altrimenti nota come Città Murata, i cui principali nuclei abitativi che la compongono sono posti a ridosso delle scoscese pareti nord-occidentali del rilievo.
I manufatti in ordine cronologico seguono uno sviluppo piramidale e concentrico verso il basso, al vertice è posta la parte più antica e via via verso il basso e digradanti verso l'esterno a levante, le varie sovrapposizioni identificabili negli stili delle architetture tipiche delle varie dominazioni. La necropoli e le aree che costituiscono l'agglomerato o i castrum sono ubicati nelle zone pianeggianti della Cittadella:
4000 circa - VIII secolo a.C., Nucleo preistorico costituito da insediamento del Neolitico e Necropoli;
VIII – III secolo a.C., Insediamento greco formato da agglomerato abitativo riconducibile alla dominazione greca;
III a.C. – V secolo d. C., Insediamento romano o Castrum sorto durante il periodo della lunga dominazione romana;
V – IX secolo, Insediamento bizantino o Castrum mutuato dalla dominazione bizantina;
XI - XII secolo, costruzione del dongione normanno con il Salone del Parlamento dalle tipiche peculiarità dell'architettura della dominazione normanna;
XIII secolo, Portale svevo dalle connotazioni tipiche dell'architettura della dominazione sveva;
1266 - 1282, Parentesi angioina, Vespri siciliani e tentativo di riconquista del Castello;
XV secolo, Cinta muraria aragonese, baluardi protettivi ascrivibili all'architettura della dominazione aragonese;
1527, Primitiva chiesa di Santa Maria, la parziale demolizione dell'edificio nel 1568 comporta la costruzione della…
Nel 1820 l'armata napoletana comandata dal generale Florestano Pepe inviata in Sicilia per sedare i moti separatisti muove dalla cittadella di Milazzo a Palermo.
Durante i moti risorgimentali della Rivoluzione siciliana del 1848 Milazzo è al centro degli avvenimenti legati all'assedio e all'eroica difesa di Messina, ma cade, occupata dal generale borbonico Carlo Filangieri il 9 settembre.
Il 20 luglio 1860 la città di Milazzo rappresenta l'ultimo baluardo borbonico prima della conquista di Messina e la definitiva cacciata dalla Sicilia dei Borbone di Napoli. La popolazione ormai stremata ma, rinvigorita dai successi delle imprese Garibaldine, appoggiata dal concreto aiuto delle popolazioni del comprensorio, dopo lo scoppio insurrezionale della vicina Barcellona Pozzo di Gotto e le due Battaglie di Corriolo, affronta la Battaglia di Milazzo per la conquista della Cittadella fortificata. I moti in provincia avevano richiamato il rinforzo delle truppe borboniche capitanate dal colonnello Ferdinando Beneventano del Bosco a sostegno della sparuta guarnigione di stanza nella fortificazione di Milazzo.
La pirocorvetta Tukory, moderna unità della marina borbonica, consegnata alla flotta Sarda dal corrotto capitano Amilcare Aguissola, "invitato" e "convinto" al tradimento dall'ammiraglio Carlo Pellion di Persano, cannoneggia incessantemente il fronte delle forze borboniche, impedendo ogni tentativo di contrattacco e costringendole al temporaneo ritiro e alla successiva resa nella Cittadella fortificata. I segni dei numerosi colpi di cannone sono ancora oggi riscontrabili, infatti, nella parete esterna destra della Chiesa di San Francesco di Paola dove è visibile, incastonata in prossimità del portale d'ingresso, una palla di cannone.
Il 21 luglio, in seguito alla convenzione…
Con l'avvento del Regno d'Italia la città perde la sua importanza strategico - militare e il Castello nel 1880 è declassato da piazzaforte reale a carcere giudiziario. Le segrete e le dipendenze ubicate nelle immediate adiacenze della piazza d'armi interna del primitivo nucleo fortificato, sono adattate a spartane celle per la reclusione dei detenuti. Già in pieno clima di moti rivoluzionari era stato adibito a bagno penale per essere provvisoriamente destinato a quartiere generale militare.
Durante la prima guerra mondiale è adibito a campo di prigionia per i militari austro-ungarici, mentre nel periodo fascista è luogo di detenzione per i condannati per reati di natura politica.
L'utilizzo carcerario terminò nel 1960, seguì un lungo periodo di degrado ed inaccesibilità per la Cittadella fortificata, il Mastio con ripercussioni sul quartiere Storico del Borgo, a metà degli anni '80 sulla spinta di associazioni culturali e soprattutto in coincidenza con l'istituzione della Soprintendenza BB.CC a Messina, cominciarono iniziative atte ad incentivare la conoscenza, il Primo programma Europeo a cui il Comune partecipo fu il Programma "Raffaello" della CE che finanziava il recupero di Siti di interesse storico edificati nel tempo da Popoli Europei; Tuttavia solo col progetto di iniziativa Comunale "Conservazione e Valorizzazione della Cittadella Fortificata di Milazzo Quale bene della Comunità economica Europea", finanziato POR Sicila 2000/2006, approvato GM. 24/2008 ed appaltato si sono eseguiti lavori finalizzati ad arrestare il degrado e recuperare quasi tutte le strutture restituendole alla pubblica fruizione.
Campagna di restauri compresi tra il 1991 e il 2002 relativi al Duomo antico;
Campagna di restauri compresi tra il 2008 e il 2010 relativi a: Mastio islamico…
MuMa Museo del Mare Milazzo
Oggi all'interno del castello di Milazzo ha sede il MuMa - Museo del Mare Milazzo ospitato in una chiesa sconsacrata del 1527 all'interno del Bastione di Santa Maria
Qui sorgeva infatti nel 1527 la chiesa di Santa Maria, primo duomo di Milazzo, trasformato poi in bastione militare e nel 1825 in bagno penale, ovvero un carcere in cui i prigionieri erano costretti ai lavori forzati.
Il MuMa è stato fondato nel 2019 dal biologo Carmelo Isgrò che ha scarnificato un Capodoglio di 10 tonnellate che si era spiaggiato lungo le coste de Promontorio di Capo Milazzo e che era morto a causa di una rete illegale "la spadara" che si era impigliata nella sua coda ed a causa della plastica che aveva ingerito
Il biologo ha poi ricostruito lo scheletro riposizionando la plastica trovata e la rete illegale rispettivamente nella pancia e nella coda dello scheletro del Capodoglio esposto come monito per le nuove generazioni.
Al sui interno si svolgono numerose attività scientifiche e artistiche finalizzate alla sensibilizzazione alla tutela dell'ambiente marino: conferenze, mostre fotografiche, concerti musicali.
Nell'aprile del 2019 il Ministro dell'Ambiente Gen. Sergio Costa ha tenuto una conferenza all’interno del MuMa
Nel 2022 il Museo del mare Milazzo è stato insignito del premio EU4Ocean dalla DG Mare della Commissione Europea ed ha partecipato alla Conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani dell'ONU, presentando il progetto Let's digitize Muma, realizzato in partnership con UNESCO e il gruppo Prada.
Eventi
Nel 1988 fu redatto dall'architetto Antonino Giardina un progetto per un "Teatro estivo entro la Cittadella Fortificata di Milazzo" (pubblicato in "L'Arredo della Città" 4/5, 1988 Ed Sinopia Milano e in AM 8/9 1991 pubblicazione Ordine Architetti…
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Fortino dei Castriciani
chiesa di San Gaetano da Thiene (Chiesa di San Gaetano)N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
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