La cattedrale di San Nicolò è il luogo di culto cattolico più importante della città di Noto, nonché sede vescovile dell'omonima diocesi, in Sicilia. È ubicata sulla sommità di un'ampia scalinata ed è dedicata appunto a san Nicolò.
Dal XVIII secolo al 1996
La facciata appartiene alla tipologia con le due torri laterali e presenta evidenti analogie con la Chiesa Madre di Palma di Montechiaro (1666), la parrocchiale di Versailles e le incisioni della chiesa di Saint Roch a Parigi. Sono presenti delle analogie con la Chiesa di Santa Maria Maddalena (Messina), distrutta dal sisma del 1908. Essa è opera di Rosario Gagliardi, tra i maggiori architetti del settecento europeo. Nella sopraelevazione delle due torri campanarie, ad esempio, le paraste non sono ripetute come alla base, mentre i timpani arricciati indicano un'influenza del Settecento catanese. Le porte principali sono inoltre di ispirazione neocinquecentesca (tratte da Vignola o Domenico Fontana). Il finestrone centrale con "orecchie" e timpano curvilineo è ripreso invece dal repertorio di Andrea Pozzo ed è vicino ad alcune realizzazioni netine di Francesco Paolo Labisi (chiesa del Carmine). Il tempio fu completato alla fine del XVIII secolo, anche se nel secolo successivo fu ricostruita la cupola, in stile neoclassico con tracce neobarocche, per sostituire la precedente (che non era quella originaria), crollata a causa dei terremoti. Nel secolo scorso, intorno agli anni cinquanta, furono apportati vari rifacimenti e modifiche nell'apparato decorativo come il trompe-l'oeil delle strutture verticali e la decorazione a tempera delle volte da parte dei pittori Arduino e Baldinelli, le radicali modifiche dell'altare maggiore e dell'antico organo e inoltre la sostituzione dell'originaria copertura a falde (con struttura in legno) della navata centrale con un pesante solaio latero-cementizio.
I danni del 1996 e la ricostruzione delle parti danneggiate
In seguito al terremoto del 13 dicembre 1990 la chiesa subì alcuni danni strutturali e già…
Esterno
La facciata in pietra calcarea tenera è un esempio di stile tardo barocco, cui non mancano elementi eclettici ed una marcata aspirazione neoclassicista. Si erge sulla sommità di una scenografica scalinata composta da tre rampe risalenti al Settecento ma ristrutturate agli inizi dell'Ottocento. La tipologia della facciata a torri laterali è riferibile alla tradizione architettonica locale siciliana dal tempo dei normanni ed è riscontrabile anche in alcune composizioni francesi del Settecento, cui si ispiravano gli architetti del tempo. È coronata da quattro statue tardo settecentesche (eseguite nel 1796 dallo scultore Giuseppe Orlando e raffiguranti gli evangelisti) e presenta nel primo ordine, fiancheggiati da slanciate colonne corinzie, tre maestosi portali: quello centrale è in bronzo e rappresenta episodi della vita di san Corrado Confalonieri da Piacenza, opera dello scultore siciliano Giuseppe Pirrone (1982).
Interno
L'interno, a croce latina con tre navate, delle quali quella centrale più grande delle due laterali, ha subito numerosi rimaneggiamenti, raggiungendo le attuali sembianze solamente nel 1899, quando fu costruita la cappella del SS. Sacramento. Quasi completamente disadorno fino alla metà del secolo scorso, fu affrescato dal torinese Nicola Arduino e dal bolognese Armando Baldinelli, fra il 1950 e il 1956, a seguito di un voto fatto dal sindaco della città a san Corrado Confalonieri durante la guerra. La ricostruzione in seguito al crollo del 1996 e alla conseguente perdita dell'apparato iconografico ha restituito l'interno all'originario candore.
Nell'abside sono posti due troni vescovili con relativi sgabelli in legno scolpito e dorato (secc. XVIII-XIX), un coro ligneo, lo stemma in marmo del vescovo Angelo Calabretta al centro della…
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Palazzo Trigona di Cannicaro
monumento ai caduti di Noto (war memorial in Noto)N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
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