⛔ Nta stu centru cc'è na ZTL: talìa l'orari prima di tràsiri cu la màchina
La chiesa di Santa Maria dell'Itria, nota anche come chiesa di Santa Maria dell'Itria dei Cocchieri, per via dell'omonima confraternita, è ubicata nel centro storico di Palermo nel mandamento della Kalsa o Tribunali in Via Alloro.
1596 - 1598, Edificata per volontà della corporazione dei Cocchieri come cappella di preghiera sulle preesistenti cripte, lungo la "ruga magistra" della Kalsa, odierna via Alloro, la strada per il porto e dedicata alla Madonna dell'Itria. Nel 1611 la fabbrica del sacro edificio fu ultimata, come si evince da un piccolo cartiglio in marmo posto sopra il portale d'ingresso, “Febrarj 1611“, e gli antichi confrati la vollero dedicare alla Madonna dell'Itria, “Patrona di Sicilia”. La nuova chiesetta, volutamente semplice, era elegante ma non presentava particolari ornamentazioni. La mancanza di fonti documentarie non ci consentono di conoscere esattamente come si presentava l'interno della chiesa, tuttavia non doveva essere molto diversa dall'attuale. Le limitate risorse economiche della confraternita non consentirono ai confrati di realizzare fastose decorazioni, ma la chiesa risultò comunque di aspetto gradevole. Probabilmente risale ai primi anni di vita delIa confraternita la commissione ad un artista siciliano di due manufatti lignei che raffigurano San Riccardo, protettore dei cocchieri, ed un crocifisso di straordinaria bellezza per la espressione di un dolore profondo e divino che l'ignoto scultore vi ha impresso (oggi i due manufatti sono in fase di restauro). Una grande tela, di indubbia qualità raffigurante la “Madonna Odigitria“, dedicataria del sacro edificio, di anonimo autore, era un tempo probabilmente collocata dietro l'altare principale. Questa opera, emblematica della diffusione in Sicilia dell'antico culto bizantino della Vergine “Oδηγήτρια”, attualmente è custodita in sacrestia e necessita di interventi di restauro. La configurazione attuale della chiesa è il risultato delle ricorrenti manomissioni e rimaneggiamenti che nel corso dei secoli a più…
La semplice facciata è caratterizzata da un portale fiancheggiato da due semicolonne che sorreggono un architrave sormontato da un bassorilievo raffigurante la Madonna dell'Itria, in alto due ampie finestre. Incisa al centro la data «Febbraio 1611». L'antico campanile costituito da due loggette con due campane, in tufo a vista, è l'unica testimonianza originale.
Interno: Ambiente unico con abside rivolta al nord, presenta una cornice a dentelli, le pareti sono scandite verticalmente da lesene con capitelli corinzi di stile neoclassico. L'aula è coperta da un soffitto piano a grandi riquadri in stucco dorato con piccoli angeli dipinti.
Ma il vero “gioiello” di tutto il complesso religioso è senza dubbio la “Cripta sepolcrale“, un vasto ambiente sotterraneo a pianta rettangolare che si estende al di sotto dalla chiesa e del sagrato, diviso in due parti da un grande corpo scala: l'ampio locale presenta alle pareti i resti di novanta loculi, destinati ad ospitare i corpi mummificati dei confrati che suscitano non poca curiosità. Un altro ambiente più piccolo il cosiddetto “locale dei colatoi” si trova ad un livello inferiore a cui si accede da una piccola scala (anche se accedervi comporta qualche difficoltà). Il locale può essere considerato una chiesa vera e propria, dato che fu utilizzato per le funzioni religiose come già detto, dalla Confraternita dei Carrettieri prima, e successivamente da quella dei Cocchieri.
Vi si possono notare elementi architettonici di un certo pregio, come l'arco trionfale ribassato sostenuto da due piloni quatrangolari, che introduce all'altare dove si celebravano le messe in suffragio delle anime defunte; i soffitti presentano volte a botte e a crociera e il pavimento conserva ancora dei brani originali di cotto bicromo consumati dal tempo e dal calpestìo. Questo locale fu adibito a sepoltura, in quanto una delle funzioni primarie delle confraternite era quella di dare degna sepoltura ai confrati defunti che ne avevano diritto. Questa destinazione d'uso durò almeno fino agli ultimi anni del secolo XVIII, quando una normativa emanata dal viceré Domenico Caracciolo, confermata dal suo successore principe di Caramanico, vietava di seppellire i morti dentro le mura della città e istituiva i cimiteri pubblici suburbani. La destinazione funeraria è attestata con certezza fin dal 1729 (ma certamente lo era da prima), anno in cui la confraternita dei cocchieri ospitò nella cripta…
Di Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Leggi tutta la vuci
Dati: Wikidata (CC0). Prezzi e orari cancianu: virifica prima di jiri.
38.11545 N · 13.36746 E
N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
Lu puntu sicuru di sta zona ★ Di nun pèrdiri Torna a la mappa
Posti: © OpenStreetMap contributors (ODbL). Testi e fotu: Wikipedia e Wikimedia Commons, CC BY-SA. Mappa: OpenStreetMap.