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La chiesa di San Francesco d'Assisi all'immacolata, o semplicemente chiesa dell'Immacolata, insieme all'ex convento dell'Ordine dei frati minori conventuali, costituisce un polo monumentale ubicato in Piazza San Francesco d'Assisi - nei pressi del ponte omonimo - nel centro storico di Caltagirone.
Epoca sveva
La tradizione locale indica in San Francesco d'Assisi il fondatore dell'istituzione conventuale calatina. Nel 1219, Francesco si recò ad Ancona per imbarcarsi per l'Egitto e Palestina, dove da due anni era in corso la quinta crociata. Durante questo viaggio, in occasione dell'assedio crociato alla città egiziana di Damietta incontrò il sultano ayyubide al-Malik al-Kāmil, nipote di Saladino. Pertanto è verosimile che durante il transito d'andata o di ritorno, il Serafico abbia effettuato delle tappe e soste in terra di Sicilia fondando conventi.
La primitiva struttura era originariamente consacrata a San Michele Arcangelo. Edificata in forme gotiche nel 1236 da uno dei più devoti seguaci di San Francesco, il beato Riccardo, assunse il titolo di San Francesco all'Immacolata, dal momento che i religiosi dell'Ordine dei frati minori conventuali vi introdussero ed incrementarono le devozioni verso il Padre Serafico e per la Vergine Maria sotto il titolo di Immacolata Concezione.
Epoca aragonese - spagnola
Modificata nel XVI secolo, nei suoi cantieri lavorarono a partire dal 1592 alcuni esponenti dei Gagini: Antonuzzo e Giandomenico Gagini junior. Il vicino ponte di San Francesco, costruito nel 1626 - 1666 e successivamente decorato da maioliche, collega la collina del convento con il piano di San Giuliano.
Ricostruita dopo il terremoto del Val di Noto del 1693 in stile barocco sui resti della precedente chiesa. Dell'originaria struttura gotica conserva una cappella con volta a crociera.
Epoca contemporanea
Non si conosce il nome di chi progettò per primo la nuova facciata subito dopo il sisma con quattro nicchie ospitanti figure di santi francescani, tuttavia già nel 1727 furono incaricati gli architetti catanesi Tommaso Amato e Francesco Battaglia di…
Si accede al sagrato attraverso una scalinata a ventaglio, un paio di metri separano il piano stradale dallo spiazzo sacro delimitato da pilastrini e ringhiera in ferro battuto. Ulteriori rampe raccordano il piano antistante i varchi d'accesso col piano di calpestio interno del tempio. Dei tre varchi primitivi sono rimasti attivi il grande portale centrale e il portalino sinistro, l'ingresso destro è stato trasformato i cappella absidata.
La parte monumentale del prospetto è costituita dalla partizione interna compresa fra i due spioventi laterali limitati - questi ultimi - al primo ordine.
Cornicioni - marcapiano con dadi aggettanti in corrispondenza delle colonne più avanzate, ripartiscono in prospetto in tre livelli chiusi da un lunettone sommitale (doppio timpano ad arco sovrapposti, spezzato quello aggettante). Sull'asse mediano verso l'alto si alternano il portale, la nicchia dell'Immacolata, il grande finestrone con cornice e lo stemma dell'ordine.
I grandi altorilievi dei quattro quadranti sono delimitati da colonne di fondo e colonne aggettanti collocate su alti plinti, ornate da capitelli dorici al primo livello e capitelli corinzi al secondo. Al terzo livello grandi volute con riccioli raccordano l'ultimo cornicione, festoni di volute, riccioli e vasotti fiammati completano la decorazione, una croce apicale in ferro battuto chiude la prospettiva.
La facciata rivolta ad occidente si presenta a due ordini su cui campeggiano sculture - stemmi sostenuti da putti e decorati con festoni fitomorfi e foglie d'acanto - riproducenti gli elementi della simbologia mariana: in basso da sinistra la Palma, in senso orario la Torre di Davide, la Porta del cielo e l'albero di Cedro. Al centro, nella nicchia sopra l'ingresso, la statua raffigurante l'Immacolata Concezione. In…
Tracce dell'edificio del XIII sono presenti all'interno nella sagrestia, a sinistra dell'abside.
Navata destra
Controfacciata: Cappella del Santissimo Sacramento Ritrovato. Nel 1807 per perpetuare un evento ritenuto miracoloso fu realizzata la piccola abside con cupolino in corrispondenza dell'entrata laterale destra del prospetto. Nel dicembre di quell'anno dalla chiesa di Santa Maria della Stella fu trafugata la pisside contenente le ostie consacrate. La vigilia di Natale, la pisside con il contenuto intatto fu ritrovata sulla scalinata della chiesa. La cappella celebrativa, chiara asimmetria nel prospetto principale, fu arricchita di stucchi e di una pavimentazione in terracotta dipinta. Al suo interno si ammira una statua lignea raffigurante l'Immacolata Concezione. Nei pennacchi del cupolino, in figure muliebri sono rappresentate le allegorie della Fede, la Giustizia, la Carità e la Speranza. Il cartiglio ornato di foglie d'acanto sull'arcata di fondo recita: "ADORABIMUS IN LOCO UBI STETERUNT PEDES EIUS", versetto 7 tratto dal Salmo 131.
Navata sinistra
XIX secolo, Immacolata, statua vestita di ricchi paludamenti ricamati in oro, opera attribuita a Giuseppe Vaccaro.
?, Reliquiario, raccolta comprendente i corpi di numerosi santi e la reliquia del legno della Santa Croce.
XIX secolo, San Girolamo, Sant'Antonio da Padova, San Francesco d'Assisi, l'Addolorata, il Crocifisso, dipinti olio su tela, nelle rispettive cappelle, opere attribuite a Francesco Vaccaro.
1677, Sant'Antonio di Padova, statua lignea rivestita in argento.
XX secolo, Presepe, grande pannello in maiolica di Antonio Ragona.
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chiesa di San Pietro (San Pietro)
chiesa di Maria Santissima della Neve (Santa Maria della Neve)N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
Lu puntu sicuru di sta zona ★ Di nun pèrdiri Torna a la mappa
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