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La chiesa di San Martino è un luogo di culto ubicato sull'omonima piazza di Erice.
Epoca normanno - aragonese
Il tempio secondo la tradizione orale fu fondato dal conte Ruggero durante la riconquista normanna. Solo al 1339 risale il primo documento che ne attesta l'esistenza.
Epoca spagnola
Nel 1593, la Congregazione del Purgatorio fondata dal missionario cappuccino fra' Vincenzo d'Alcamo e quella detta del «Suffragio» fondata da un altro missionario dello stesso ordine, si fusero costituendo un'unica congregazione che fu insediata nella chiesa.
Tutte le famiglie ericine erano anticamente ripartite in tre gruppi, verosimilmente in base alla giurisdizione parrocchiale per quartiere, facevano capo rispettivamente alla Confraternita di San Giovanni Battista, alla Confraternita di San Martino e alla Confraternita di Sant'Orsola.
Ciascuna confraternita censiva le famiglie di appartenenza, alla morte di ogni componente provvedeva al pietoso compito della sepoltura. La confraternita era governata da un Cappellano e quattro Rettori che collaboravano con lui.
Nei capitoli nominati presso questo tempio erano stabilite alcune regole fondamentali: la chiesa doveva portare sempre il titolo di San Martino, il suo Cappellano era capo e primo Rettore ma, senza alcun dominio sui preti celebranti le messe e gli Offici Divini, che sopra la porta della chiesa dovevano stare congiuntamente gli emblemi dei sodalizi fondatori («San Martino» e del «Purgatorio»), dentro la chiesa come fuori si potevano rappresentare le Anime Purganti e fiamme in pittura o in rilievo, come stabilivano gli Officiali della Congregazione.
Nel 1692 la primitiva chiesa, gotica e di piccole dimensioni, fu demolita e, con l'eredità di Pietro Salerno e di altre eredità aggregate a San Martino, fu ricostruita su pianta rettangolare a croce latina, tre navate ripartite da colonne. Della vecchia…
La facciata principale si presenta con un primo ordine con portale centrale collocato su parete intonacata delimitata da poderosi cantonali in pietra viva. Il secondo ordine rastremato è caratterizzato da paraste binate che delimitano tre finestre tamponate, il tutto compreso fra vasotti fiammati. Il terzo ordine contempla una torretta con quadrante d'orologio e castello campanario in ferro battuto. Ai lati coppie di vasotti fiammati posti in ordine decrescente.
Portale costituito da colonne ionico con capitelli corinzi collocate su alti plinti, il fusto inferiore presenta una decorazione tortile e ghirlande fitomorfi con sviluppo elicoidale. Esternamente decorazioni con volute a ricciolo riproducenti foglie d'acanto e vasotti fiammati. Le colonne sostengono un timpano definito da dadi e cornici aggettanti sormontati da volute a ricciolo e semiconchiglie incluse, chiudono due sculture raffigurante le Anime Purganti. Monumentale cornice intermedia, chiave di volta sormontata da mensola e busto marmoreo sovrastato da iscrizione: "ÆRE COG. PVRG. RÆDIFICATVM".
Controfacciata:
Destro: nicchietta con busto e adiacente scala a chiocciola.
Sinistro: nicchia con statua raffigurante San Vincenzo Ferreri.
Nel prospetto laterale della chiesa si trova una delle edicole votive più antiche della città.
Nella controfacciata, sulla porta maggiore è realizzata la cantoria che ospita l'organo.
L'edificio presenta una pianta basilicale a tre navate, ripartito da colonne. Pavimentazione impreziosita da lastre tombali marmoree risalenti al XVII e XVIII secolo, e da mattonelle maiolicate che riproducono un originario disegno del 1700. Lungo la volta della navata centrale sono realizzati quattro quadroni e otto ottagoni nelle vele con raffigurati personaggi biblici. Altre figure sono presenti nei pennacchi delle arcate laterali. La cupola presenta internamente una delicata decorazione in stucco e un'iscrizione.
Navata destra
Prima campata: Cappella della Signora della Provvidenza. Sulla sopraelevazione dell'altare è collocato il dipinto raffigurante la Signora della Provvidenza ritratta con San Pietro Apostolo e San Giovanni Evangelista, tela ad olio, opera di Vincenzo Manno.
Seconda campata: Cappella di Santa Cecilia. Sulla sopraelevazione dell'altare è collocato il dipinto raffigurante Santa Cecilia ritratta con gli Angeli e Santi, grande tela dell'ericino Pietro d'Andrea.
Terza campata: varco laterale destro, accesso al chiostro ed oratorio.
Quarta campata: Cappella di San Francesco d'Assisi. Sulla sopraelevazione dell'altare è collocato il dipinto raffigurante San Francesco d'Assisi, tela ad olio, di Vincenzo Manno.
Navata sinistra
Prima campata: Cappella dei quattro Santi Martiri Incoronati. Sulla sopraelevazione dell'altare è collocato il dipinto raffigurante i Quattro Santi Martiri Incoronati, tela ad olio dipinta dal celebre Pietro d'Andrea detto Poma.
Seconda campata: Cappella del Trapasso di Nostra Signora. Sulla sopraelevazione dell'altare è collocato il dipinto raffigurante il Trapasso di Nostra Signora, tela ad olio, opera di Vincenzo Manno.
Terza campata: Nell'ambiente è collocata la statua equestre raffigurante San Martino a cavallo e il povero,…
?, Sant'Antonio Abate, statua lignea.
?, Madonna del Rosario raffigurata con San Domenico, gruppo statuario.
?, Dipinto in lavagna raffigurante la Madonna delle Grazie dell'ericino fra' Ludovico Zichichi.
?, San Luigi Gonzaga, olio su tela, opera di P. Sarullo.
?, Affreschi, brani di pitture medievali raffiguranti la Madonna in trono con apostoli, opere provenienti dalla chiesa rupestre di Santa Maria Maddalena.
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chiesa del Santissimo Salvatore (Church of Santissimo Salvatore)
chiesa di Sant'Alberto dei Bianchi (Church of Sant'Alberto)
chiesa di San Pietro (Church of San Pietro)
Museo comunale "Antonio Cordici" (Cordici Museum)
chiesa di Sant'Isidoro e del Beato Luigi (Church of Sant'Isidoro)N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
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