Mappa › Chiesi › Grammichele
La chiesa di San Michele Arcangelo conosciuta come chiesa Madre, è la matrice di Grammichele, in provincia di Catania Titolare della chiesa e patrona della località oltre a san Michele Arcangelo è santa Caterina d'Alessandria. I fedeli scelsero il santo Arcangelo Michele perché protettore dei terremoti.
Nel gennaio del 1693 un forte terremoto distrusse la località di Occhiolà, che aveva come santa patrona Caterina d'Alessandria, compreso la sua grande chiesa matrice, fu quindi il vescovo Francesco Fortezza dell'Arcidiocesi di Siracusa, a ordinare il 18 marzo del medesimo anno, la costruzione di una nuova grande chiesa vietando che venissero edificati ulteriori edifici di culto, prima della chiesa Madre: «di rifabbricarsi in nessun luogo, città o terra della nostra diocesi, chiesa alcuna se prima non sia fabbricata o restaurata la chiesa matrice e, nel caso si sia dato principio a rifabbricare qualche chiesa, facciano cessare i lavori se prima non si sia provveduto alla chiesa Matrice.» Il progetto di una grande chiesa non fu però subito realizzato e nel 1720 parti del territorio destinato alla sua costruzioni furono ceduti all'amministrazione comunale per la costruzione del nuovo palazzo Comunale.
La sua costruzione fu possibile grazie alle offerte della popolazione e del principe Butera Carlo Maria Carafa Branciforti, e il 18 aprile 1693 fu fondata la nuova città di Grammichele con la posa della prima pietra della nuova chiesa matrice dedicata a san Michele Arcangelo. La chiesa fu però edificata solo trent'anni dopo, è infatti del 1722 il bando di concorso, poi vinto dall'architetto Andrea Amato che fu pagato con 15 onze, per il modello in pianta e prospettico della nuova chiesa. Nel 1724 furono quindi ripresi i lavori con la posa della prima pietra tra un grande festeggiamento. Venne assunto come capomastro, Onofrio Grosso che ultimò i lavori delle fondamenta nel medesimo anno. Nel settembre del 1743 risultano ultimati i lavori di parte dell'edificio con i relativi pagamenti. Ma per ultimare la costruzione servirono altri vent'anni, infatti il 19 agosto 1749…
Esterno
L'edificio di culto è posto sul lato orientale dell'imponente piazza a pianta esagonale, anticipato da un'ampia gradinata che rende l'edificio leggermente più arretrato rispetto agli altri palazzi che si affacciano sulla grande piazza. Il fronte principale in stile dorico a salienti progettato dal messinese Andrea Amato, anticipa le tre navate interne, si presenta su tre ordini con volute di raccordo, che formano la composizione a torre che si conclude con un'ampia trifora che ospita le campane. L'ordine inferiore si divide in cinque sezioni da lesene che nella parte laterali si presentano doppie. Nella sezione centrale vi è il portale con paraste in pietra dove è incisa la scritta: «Divo MIchaeli Arcangelo Dicatum». La decorazione modanata superiore ospita due angeli laterali mentre centrale vi è la statua del santo titolare, mentre due nicchie vuote sono poste a lato.
Una cornice marcapiano divide i primi due ordini. Nel secondo con caratteristiche ioniche, vi sono due nicchie vuote nelle sezioni laterali, e una grande apertura centrale atta a illuminare l'aula. Lateralmente vi sono volute di raccordo che operano anche da contrafforti coronate da due puntali. Un'ulteriore cornice divide con l'ordine maggiore dove è presente la trifora con balconcini, che ospita le campane, e divisa da lesene che reggono il timpano triangolare coronato da due balconcini e dalla punta dove è ospitata la croce. Questa parte è opera di Carlo Spada del 1898.
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Interno
L'interno con pianta a croce latina, si sviluppa su tre navate completamente decorate che si collegano con il transetto. La parte ospita la cupola completa di calotta semisferica e coronata dal lanternino. La zona del presbiterio è anticipata dalle due cappelle dedicate al Crocifisso e al Santissimo Sacramento, ed è…
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N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
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