La Chiesa del Santissimo Salvatore o Chiesa Madre o Duomo è la chiesa madre del comune di Partanna, nella Valle del Belice, in provincia di Trapani.
Edificata a partire dal XVI secolo fu danneggiata gravemente dal terremoto del Belice del 1968, successivamente ricostruita e riaperta al culto verso la fine degli anni 70.
Dalla fine della ricostruzione post-terremoto, non è stato fatto più alcun tipo di intervento. Solo nel 2013 sono stati avviati ulteriori lavori di restauro conservativo dell'edificio che hanno riguardato in particolare il tetto, la navata centrale e l'area presbiterale. I lavori si sono conclusi nel 2019.
Il prospetto dell'imponente facciata, stilisticamente a metà tra barocco e neoclassico, rispecchia l'articolazione interna dell'edificio. Essa presenta tre portali: due laterali, più piccoli, con frontoni triangolari classici e quello centrale, con due colonne che sorreggono un frontone rotondo spezzato, che spicca sugli altri sia per dimensione che per raffinatezza.
Parte della facciata è crollata insieme al corpo centrale della chiesa durante il sisma del 1968 ed è stato ricostruito negli anni successivi con uno stile classico semplificato.
Impianto a croce latina con apparato decorativo in stucco realizzato nel 1702 da Vincenzo Messina con la collaborazione dei figli Gabriele e Giacomo.
Cappelle del transetto
Cappella di San Vito (cappella absidale sinistra): decorata a cavallo tra il 1600 e il 1700 dal Messina;
Cappella del Santissimo Sacramento (cappella absidale destra): decorata negli ultimi anni del XVII secolo;
Cappella absidale della Trasfigurazione (capellone centrale).
Cappelle del lato destro
Cappella dell'Addolorata;
Cappella di Sant'Eligio;
Cappella della Madonna di Lourdes;
Cappella di Santo Stefano;
Cappella di Sant'Anna.
Cappelle del lato sinistro
Cappella di Sant'Ignazio e di San Francesco Saverio;
Cappella di San Trifonio;
Cappella di San Pietro;
Cappella del Rosario;
Cappella del Santissimo Crocifisso.
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N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
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