La basilica concattedrale di San Bartolomeo è il principale luogo di culto di Lipari, comune italiano della città metropolitana di Messina, concattedrale dell'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. La chiesa sorge nel cuore della Cittadella e il prospetto principale si affaccia a nord-ovest sulla scalinata che conduce nella parte bassa della città ed è la più grande e antica delle chiese di Lipari. Appartenente all'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, vicariato di Lipari sotto il patrocinio di San Bartolomeo, arcipretura di Lipari, parrocchia di San Bartolomeo. Antica diocesi di Lipari.
Al di là delle scarse e scarne notizie sulle incursioni piratesche e sui fenomeni vulcanici le Eolie – soprattutto dal III al IX secolo d.C. – si impongono all’attenzione del mondo colto e devoto per le vicende del Cristianesimo legate soprattutto al culto di San Bartolomeo che fece per alcuni secoli di Lipari una delle più frequentate mete dei pellegrinaggi del Mediterraneo occidentale e forse una delle cause dell’aggressione dell’838 da parte dell’armata mussulmana capeggiata da Fadhl-ibn-Jàqub.
San Bartolomeo era uno dei dodici apostoli di Cristo conosciuto anche nel vangelo secondo Giovanni con il nome di Natanaele, nativo di Cana, che morì verso la metà del I secolo probabilmente in Siria. Il vero nome dell'apostolo è Natanaele. Il nome Bartolomeo deriva probabilmente dall'aramaico «bar», figlio e «talmai», agricoltore o, secondo un’altra versione, “tholmai” colui che smuove le acque. Bartolomeo giunse a Cristo tramite l'apostolo Filippo. Dopo la risurrezione di Gesù, Bartolomeo fu predicatore itinerante (in Armenia, India e Mesopotamia). Divenne famoso per la sua facoltà di guarire i malati e gli ossessi e fu condannato ad essere scorticato vivo e poi crocefisso.
Forse la testimonianza più antica che parla dell’arrivo e della presenza a Lipari del corpo di San Bartolomeo è quella di San Gregorio di Tours, vescovo e storico, il quale tra il 572 e il 590 scrive:
«La storia del martirio di Bartolomeo narra che egli patì in India [ secondo altre versioni: in Asia]. Dopo lo spazio di molti anni dal suo martirio, essendo sopraggiunta una nuova persecuzione contro i Cristiani, e vedendo i pagani che tutto il popolo accorreva al suo sepolcro e a lui rivolgeva preghiere e offriva incensi, presi da odio, sottrassero il suo corpo e, e ponendolo in un sarcofago di piombo,…
La spettacolare facciata si presenta sulla scenografica scalinata con la sua straordinaria bellezza e slancio verso il cielo. Il lento incedere lungo il percorso pedonale costituisce effetto moltiplicatore degli spazi e dei volumi che gradualmente svelano le magnifiche proporzioni del complesso. Il sito è altrimenti raggiungibile mediante la carrozzabile attraverso la Porta Carraia del Castello ma, questo itinerario è più interessante per la visione dell'intero complesso della Citàti. La facciata è contraddistinta da due ingressi laterali minori e da un portone principale, impreziositi da portali marmorei costituiti da colonne ioniche sormontate da capitelli in stile corinzio che incorniciano gli ingressi fino agli architravi con timpani costituiti da volute a ricciolo. L'architrave dell'ingresso principale reca incisa l'iscrizione "DIVO BARTOLOMEO DICATUM". I due timpani laterali all'interno recano delle steli riccamente scolpite e decorate. Le entrate laterali sono sormontate da finestre vetrate riccamente incorniciate con arco superiore, al centro, la nicchia con emisfero a conchiglia simbolo del pellegrinaggio, contenente la statua del Santo, chiude un finestrone vetrata con timpano mistilineo. Quattro pilastri paraste in pietra viva sormontati da capitelli con modanature, costituiscono le nervature verticali del prospetto fino al cornicione superiore con grande arcata centrale.
Il timpano è costituito da una successione di quattro ordini decrescenti di frontoni rettangolari raccordati da volute con riccioli verso il basso al primo e secondo livello, volute verso l'alto nei restanti livelli separati da cornicioni dalle variegate modanature. Sui contrafforti dei primi due ordini rispettivamente vasi e obelischi tronchi piramidali; all'interno dei frontoni degli…
La navata centrale un tempo ricoperta da tetto a capriate, successivamente con volta a botte, prima della realizzazione degli affreschi realizzata una serie di volte a crociera impreziosite con episodi biblici di superba fattura e di alto effetto scenografico.
Nelle vele della prima crociera si riconoscono in senso orario: La Scienza e le Arti, Sansone e Dalila e il taglio dei capelli, Jael e Sisera, Giuditta e Oloferne con la decollazione.
Vele della seconda crociera: Adorazione del Vitello d'Oro, Aronne e l'acqua che sgorga dalle rocce, Mosè e l'apertura delle acque del Mar Rosso per l'Esodo, la Manna nel deserto.
Vele della terza crociera: la Consegna dei Dieci Comandamenti, la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre, il Diluvio Universale, Abramo e il sacrificio di Isacco.
Sull'arco trionfale al centro, fra figure e angeli, uno splendido stemma a scudo in stucco sormontato da elementi cardinalizi e fregi dorati.
Altari minori in marmo arricchiti da tele del palermitano Antonio Mercurio realizzate 1779 e il 1780.
La navata destra o meridionale o del monastero
Sulla parete esterna della navata destra sono addossati i seguenti manufatti incassati in archi a tutto sesto, rispettivamente gli altari:
Prima campata: Pala d'altare raffigurante San Gaetano da Thiene, olio su tela. Busto ligneo dorato di San Filippo Apostolo.
Seconda campata: Pala d'altare raffigurante l'Assunzione della Beata Vergine Maria, olio su tela. Busto ligneo dorato di San Matteo Apostolo.
Terza campata: Pala d'altare raffigurante la Visitazione della Beata Vergine Maria a Santa Elisabetta, olio su tela. Busto ligneo dorato di San Bartolomeo apostolo.
Quarta campata: Pala d'altare raffigurante Sant'Agatone e la Traslazione delle reliquie di San Bartolomeo Apostolo, anno 264, olio su tela. Busto ligneo dorato di Sant'Agatone, vescovo di Lipari.
La navata sinistra o settentrionale
Sulla parete esterna della navata sinistra sono addossati i seguenti manufatti incassati in archi a tutto sesto, rispettivamente gli altari:
Prima campata: Pala d'altare raffigurante San Michele Arcangelo, olio su tela. Busto ligneo dorato di Santa Caterina d'Alessandria, opera del XVIII secolo.
Seconda campata: Pala d'altare raffigurante la Madonna del Carmelo ritratta con San Simone Stock, olio su tela. Busto ligneo dorato di Santa Lucia Vergine e Martire.
Terza campata: Pala d'altare raffigurante il Transito di San Francesco d'Assisi, olio su tela. Busto ligneo dorato della Beata Vergine Maria, opera del XVIII secolo.
Quarta campata: Pala d'altare raffigurante San Calogero, compatrono della diocesi e della città di Lipari, olio su tela. Busto d'argento di San Calogero, opera del XVIII secolo.
Transetto
Absidiola destra
Cappella…
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N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
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