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La Chiesa Madre Santa Maria la Cava e Sant'Alfio è il principale luogo di culto nella città di Lentini, ubicato in piazza Umberto I. Al tempio spetta e compete il titolo di cattedrale, in quanto in epoca bizantina la città era sede della Dioecesis Leontina e dal 1968 sede vescovile titolare.
Epoca bizantina
Primitiva cattedrale
Il tempio è chiesa diocesana lentinese, sorto intorno al 253 d.C., coincidente con l'anno del martirio di Alfio e dei suoi fratelli al tempo delle persecuzioni cristiane ordite e perpetrate dall'imperatore Gaio Messio Quinto Traiano Decio, poi da Publio Licinio Valeriano e operate dal prefetto Tertullo. Le fonti attestano il proto vescovo Alessandro, pagano convertitosi al cristianesimo, nome assunto Neofito. La tradizione vuole che sia stata la vergine Tecla leontinese, poi elevata agli onori degli altari, a promuovere e finanziare la sua costruzione.
La cattedrale, consacrata il 4 settembre del 261 d.C. alla Beata Vergine Maria sotto il titolo di «Santa Maria la Cava», sorgeva prossima al Castrum Vetus o Castellaccio. Nota come Santa Mara Vecchia, la chiesa fu innalzata nei pressi della casa della nobile Isidora, madre di Santa Tecla, trasformando in luogo di culto cristiano una preesistente costruzione pagana, detta "Basilica degli astronomi". Nelle immediate adiacenze, presso la cava denominata di Santa Margherita al Tirone, è un pozzo che custodì temporaneamente i corpi dei fratelli martiri. Nell'area è documentata la chiesa dei venti Santi Martiri, ospitante le sepolture di altrettanti soldati romani, le cui vicende e la cui conversione al cristianesimo sono legate ai numerosi trasferimenti in terra di Sicilia di Alfio e compagni.
Basilica di Sant'Alfio
Per garantirne una sepoltura cristiana, Tecla e compagni recuperarono temerariamente i corpi dei martiri, custodendoli in un complesso di tre arcosoli scavati nella roccia. I manufatti lapidei sono oggi inglobati in corrispondenza di alcune cappelle della navata destra dell'attuale tempio. La costruzione sorta in corrispondenza dei sepolcri fu edificata per volontà di Santa…
Facciata settecentesca suddivisa in tre ordini.
Sagrato pavimentato con ciottoli bianchi e neri riproducenti motivi geometrici delimitato da artistica cancellata. L'acciottolato presenta una stella centrale con trentadue punte delimitata da tre cornici concentriche articolate in diverse tipologie di intarsiature romboidali.
La chiesa, in stile barocco, ha un impianto basilicale a croce latina, ripartito in tre navate per mezzo di dodici colonne e pilastri di crociera. Ha sei campate nelle navi minori; tre vasti ambienti si aprono sulla navata destra. La cupola ha vele e nervature decorate a stucco in rilievo; nei pennacchi sono affrescati i quattro Evangelisti. Sulla volta della navata centrale si susseguono tre quadroni a fresco, raffiguranti rispettivamente: la Consacrazione di Neofito a vescovo di Lentini da parte dell'apostolo Sant'Andrea, l'Ascesa al cielo dei tre santi martiri accompagnati dalla Madonna, il Battesimo dei primi catecumeni.
Transetto
Absidiola destra: Cappella del Sacro Cuore.
Braccio destro della crociera: Cappella. Dipinto.
Absidiola sinistra: Cappella delle Madonna della Catena. Sopraelevazione con edicola delimitata da colonne tortili contenente la statua in alabastro raffigurante la Madonna della Catena, opera di scuola gaginesca.
Braccio sinistro della crociera: Cappella del Santissimo Crocifisso. Nell'edicola, delimitata da colonne sormontate da timpano, è custodito un artistico Crocifisso, ai cui piedi è la statua della Madonna Addolorata.
Il Putridarium è un insieme di ambienti ipogei utilizzati per le pratiche di mummificazione, scheletrizzazione, scarnificazione e inumazione dei defunti.
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chiesa della Fontana (Fontana)N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
Lu puntu sicuru di sta zona ★ Di nun pèrdiri Torna a la mappa
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