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Cu era
1903–1976 · scrittore italiano (1904-1976) · Catania
Ercole Patti è stato uno scrittore, giornalista, sceneggiatore e drammaturgo italiano.
Gli esordi
Proviene da una famiglia benestante di Catania: suo padre è un noto avvocato e suo zio è lo scrittore Giuseppe Villaroel. 17enne si trasferì a Roma. Dopo la laurea in diritto internazionale nel 1925, inizia la carriera letteraria come giornalista, professione che lo porterà a dare un taglio da terza pagina alla sua produzione. Collabora alla Gazzetta del Popolo, diretta da Ermanno Amicucci e con Il Tevere di Telesio Interlandi, di cui è anche inviato all'estero. Dal 1931 collabora al Popolo di Sicilia, diretto da Piero Saporiti. A metà degli anni '30 tiene una rubrica di critica cinematografica su Il Popolo d'Italia. Dopo il 25 luglio 1943 sostiene Badoglio e, con l'occupazione tedesca della capitale, viene arrestato e resta tre mesi in carcere (ottobre-dicembre 1943).
La notorietà
Frattanto arriva alla notorietà, nel 1940, grazie al romanzo Quartieri alti, una narrazione satirica dell'alta borghesia romana col piglio dell'indagine di costume. Da questo libro, e da Le rendez-vous de Senlis di Jean Anouilh, il regista scrittore Mario Soldati trarrà ispirazione per l'omonimo film del 1945. Con Il punto debole nel 1953 ottiene il "Bagutta del venticinquennale" ed è finalista al Premio Strega. Più tardi, con Giovannino (1954) (in cui inserisce brani di un giovanile romanzo rimasto incompiuto, I Barbagallo o Il signor Barbagallo), finalista al Premio Strega, un romanzo giocato fra Catania e Roma che riporta ai temi dell'apatia giovanile, della sindrome di Peter Pan e della disillusione, Patti definirà più compiutamente la propria fisionomia di narratore moralista, in un punto di incontro fra acume e amarezza. Una tendenza confermata con i tre libri successivi, Un amore a Roma (1956), Le donne e altri racconti (1959) e Cronache romane (1962).
La maturità: una…
Ercole Patti scrive “Molti di questi fogli scritti in varie epoche sono stati sparsi e dispersi su giornali, libri e nei miei cassetti”, infatti per la prima volta tutti questi vari brani sono raccolti in un unico volume dove egli prosegue all'indietro nel tempo alla ricerca della felicità e la trova per sé e per il lettore, ricca delle più sottili voluttà dell'immaginazione, della distanza della memoria e dello stile. In Diario Siciliano coglie con un realismo tinto di elegia gli aspetti e i colori della campagna che si stende intorno a Catania tra l'Etna e il mare, soprattutto a Trecastagni coperta di agrumeti, dove in novembre le arance “hanno la stessa tonalità delle foglie”. Uno di questi brani di diario, allusivamente intitolato Alla ricerca della felicità, può considerarsi la chiave di lettura di tutto il Diario Siciliano: lo sguardo dello scrittore sembra penetrare oltre l'apparenza delle cose, fino all'essenza non soltanto del paesaggio, ma degli oggetti stessi.
“Questa specie di viaggio autunnale compiuto a ritroso”, così come lo chiama l'autore, comincia con un prologo, intitolato L'adolescenza, dove l'autore propone in un tono di poesia autobiografica tutti i motivi con cui egli ha celebrato questo tema: la felicità di sentirsi giovani, pieni d'amore e di ammirato stupore per il mondo e la vita; la scoperta delle piccole gioie quotidiane, comuni, in cui si trova improvvisamente un'intima e segreta bellezza. È come un ritorno alla cassa dell'infanzia in cui il presente si nutre di ricordi che riempiono il cuore di una pace rincorsa da anni inutilmente. Anche il senso di morte evocato nel capitolo "I notabili di Savoca" si colora della suggestione familiare di una continuità di vita, di un accordo tra passato e presente, tra ciò che è stato e ciò che è. Allo…
La storia di Asdrubale che non era mai stato a Bellacittà, Milano, Alpes, 1921. Ristampato come Il racconto dei 15 anni, Milano, Bietti, 1967.
Il paese della fanciullezza, Roma, Edizioni de La Bilancia, 1924.
Due mesi di vita di un giovanotto, Napoli, Casella, 1933.
Ragazze di Tokio. Viaggio da Tokio a Bombay, Milano, Ceschina, 1934. Ristampato con alcune modifiche come Un lungo viaggio lontano, Milano, Bompiani, 1975.
Quartieri alti, Roma, Edizioni Roma, 1940; seconda edizione accresciuta di altri due racconti, 1941; Milano, Garzanti, 1943.
Gli anni che passano, Milano, Garzanti, 1941.
Il punto debole, Roma, Casini, 1952.
Giovannino, Milano, Bompiani, 1954.
A Roma verso il 1921 in Orio Vergani (a cura di), Carosello di narratori italiani, Milano, Aldo Martello, 1955.
Un amore a Roma, Milano, Bompiani, 1956.
Una sceneggiatura in Sipario, n. 122, giugno 1956.
Le donne e altri racconti. Con un Diario siciliano, Milano, Bompiani, 1959.
Un amore a Roma (commedia) in Sipario, n. 159-160, luglio-agosto 1959.
Introduzione a Lori Sammartino, amore a Roma, Milano, Minerva, 1960.
Cronache romane, Milano, Bompiani, 1962.
Piccolo proprietario terriero in Nuovi racconti italiani. 2, presentati da Luigi Silori, Milano, Nuova Accademia, 1963.
Personaggi di fine anno in Racconti italiani 1965, Selezione dal Reader’s Digest, 1964.
La cugina, Milano, Bompiani, 1965.
Catania: Via Rocca del Vento in Giancarlo Fusco (a cura di), Quando l'Italia tollerava, Roma, Canesi, 1965.
Sicilia in Piero Accolti e Gian Antonio Cibotto (a cura di), Lo stivale allo spiedo. Viaggio attraverso la cucina italiana. 32 autori, Roma, Canesi, senza data (1965?).
Un bellissimo novembre, Milano, Bompiani, 1967.
Il racconto dei 15 anni, Milano, Bietti, 1967. Ristampa de La storia di Asdrubale che non era mai stato…
Come le foglie (1935), regia di Mario Camerini, sceneggiatura
Il cappello a tre punte (1935), regia di Mario Camerini, sceneggiatura
Darò un milione (1935), regia di Mario Camerini, sceneggiatura (non accreditato)
Ma non è una cosa seria (1936), regia di Mario Camerini, sceneggiatura
Il grande appello (1936), regia di Mario Camerini, sceneggiatura
Senza cielo (1940), regia di Alfredo Guarini, sceneggiatura
È caduta una donna (1941), regia di Alfredo Guarini, sceneggiatura
Il Bravo di Venezia (1941), regia di Carlo Campogalliani, sceneggiatura (non accreditato)
Documento Z-3 (1942), regia di Alfredo Guarini, sceneggiatura
Quartieri alti (1945), regia di Mario Soldati, romanzo e sceneggiatura
Mio figlio professore (1946), regia di Renato Castellani, attore
Tre storie proibite (1952), regia di Alfredo Guarini, sceneggiatura
Villa Borghese (1953), regia di Vittorio De Sica e Gianni Franciolini, soggetto e sceneggiatura
Tempi nostri - Zibaldone n. 2 (1954), regia di Alessandro Blasetti, sceneggiatura "Gli innamorati"
Un po' di cielo (1955), regia di Giorgio Moser, sceneggiatura
Un amore a Roma (1960), regia di Dino Risi, romanzo e attore
Io amo, tu ami... (1961) (documentario), regia di Alessandro Blasetti, sceneggiatura (non accreditato)
L'amore difficile (1962), regia di Alberto Bonucci, Luciano Lucignani, Nino Manfredi e Sergio Sollima, soggetto "Le donne"
Un bellissimo novembre (1969), regia di Mauro Bolognini, romanzo
La mano nera - Prima della mafia, più della mafia (1973), regia di Antonio Racioppi, revisione dialoghi
La seduzione (1973), regia di Fernando Di Leo, romanzo, sceneggiatura
La cugina (1974), regia di Aldo Lado, romanzo
Giovannino (1976), regia di Paolo Nuzzi, romanzo
Il comune senso del pudore (1976), attore (non accreditato), Quarto episodio
Di Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Leggi tutta la vuci
37.50267 N · 15.08727 E
N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
Lu puntu sicuru di sta zona ★ Di nun pèrdiri Torna a la mappa
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