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Palazzo degli Elefanti

Casteddi e ruvini

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Palazzo degli Elefanti
Fotu: Wikimedia Commons · CC BY-SA

Il palazzo degli Elefanti è un edificio storico di Catania, di cui svolge la funzione di municipio: esso è situato sul lato nord della scenografica piazza del Duomo, ha accanto la Cattedrale di Sant'Agata e di fronte il Palazzo del Seminario dei Chierici. Al centro della piazza, fra i 2 palazzi, vi è anche la Fontana dell'Elefante.

Apprufunnimentu (it)
Storia

Epoca aragonese
Il primitivo edificio, posto sul luogo dell’attuale municipio, era chiamato Palazzo Senatorio o Casa Senatoria o Loggia Senatoria o Loggia Medievale, o semplicemente loggia, e aveva la funzione di archivio comunale. I rappresentanti cittadini si riunivano nel peristilio e, talvolta, tra le sue mura si adunava il parlamento siciliano (le assise documentate: 1281, 1296, 1336, 1353, 1397, 1416, 1460, 1475, 1478, 1494, 1552, 1566).
L’edificio, appartenente al sacro recinto al pari degli altri edifici adiacenti, era definito genericamente col termine di cattedrale, per indicare espressamente il luogo dove si svolgevano le assise e le curiae generales convocate dal sovrano. Le sessioni itineranti del parlamento, tenute nelle fedeli roccaforti di Catania, Messina e altre città demaniali o regie della costa orientale siciliana, erano motivate dalla rivalità tra la fazione latina e quella catalana, rivalità fomentata dai vari esponenti della famiglia Chiaramonte, nucleo dichiaratamente ostile ai membri di Casa d'Aragona.
Alla stessa stregua delle signorie rinascimentali della penisola italiana, il Gran Loggiato destinato alle adunanze pubbliche, a Catania, si perfezionò col termine di loggia o portico, appellativo utilizzato per identificare il Palazzo Pubblico. Nel XV secolo Lope III Ximénez, viceré di Sicilia, dispose che i libri dei privilegi della città e le scritture varie, ascrivibili ai sovrani aragonesi e alla regina Bianca di Navarra, fossero raccolti in ogni parte del regno per essere custoditi negli archivi di questo stabile.

Epoca spagnola
I tumulti di Catania, iniziati il 27 maggio 1647, come locale espressione della rivolta antispagnola siciliana, determinarono la parziale distruzione e il depauperamento dell’archivio cittadino.
Alla sua…

Esterno

L'edificio ha un impianto rettangolare con sviluppo maggiore sull'asse nord - sud, 3 elevazioni che comprendono il piano nobile al livello intermedio. Prospetta sulla barocca Piazza Duomo, ove fronteggia il Liotru e il Palazzo del Seminario dei Chierici. L'ingresso principale rivolto a mezzogiorno, si apre su via Vittorio Emanuele II (già Strada Reale), quello orientale, corrispondente all'ala con sviluppo maggiore, si apre su via Etnea (già via Uzeda).
Il prospetto meridionale e quello corrispondente presentano una teoria di 3 imposte per ala e livello, quello orientale e quello opposto, invece, 5. Le partizioni, scandite da lesene, mostrano finestre ornate con timpano ad arco al piano terra, finestre-balconi balaustrate, arricchite da timpano triangolare spezzato al secondo piano e semplici finestre con cornice e ringhiera con colonnine al terzo.
La facciata d'impronta barocca presenta pilastri - paraste arricchiti alla base da bugne a diamante e a cuscino fino al primo piano, proseguono a mo' di lesene piatte e lisce fino all'architrave della trabeazione, senza capitelli. Il severo bugnato del primo ordine si equilibra coi caldi intonaci e le nervature verticali, realizzate insieme agli ornati in bianca pietra calcarea di Siracusa.
Il portale è compreso tra coppie di colonne binate in granito, collocate su alti plinti, che sorreggono il grande balcone centrale. Sulle mensole aggettanti dell'importante architrave, si stagliano le statue raffiguranti la Giustizia e la Fede, grande stemma intermedio recante le armi della Città di Catania. Ai lati della cornice sono murate 2 targhe commemorative.

Piano terra

Nell'androne sud del palazzo sono custodite 2 carrozze del XVIII secolo, di cui una berlina, usata durante i cortei, nell'ambito dei festeggiamenti di sant'Agata, per condurre il sindaco alla chiesa di Sant'Agata alla Fornace per la processione del 3 febbraio, volta a rinnovare l'offerta della cera, riproposizione del voto del «Senato di Catania» all'amata patrona e protettrice.

Cortile

Contrariamente allo sviluppo perimetrale esterno, il cortile interno si articola in lunghezza sull'asse est-ovest con i portici settentrionale e meridionale di 5 arcate, ciascuno poggianti su pilastri. Nel cortile e negli altri androni sono esposti alcuni reperti di varie epoche e opere d'arte contemporanea, spicca imponente e solitario nell'androne ovest il monoblocco detto Pietra del Malconsiglio.

XV secolo, Sant'Agata, busto.
XIX secolo, Genio di Catania, bassorilievo marmoreo, opera di Antonio Calì.
?, Epigrafe, lapide con elenco delle solennità da osservarsi da parte del "Senato di Catania".
1985, Giovanni Battista Vaccarini, medaglione bronzeo raffigurante l'artista, opera di Antonio Brancato.

Piano nobile

Scalone d'onore.
Sala Bellini
Sala Giunta intitolata a Giuseppe Sciuti.
Salone. Nel Cammarone settecentesco sono documentati affreschi realizzati da Giovanni Battista Piparo.

Nel salone d'onore ed altri ambienti al primo piano sono custoditi dipinti opere del pittore catanese Giuseppe Sciuti:

1890, Episodio della spedizione di Pisacane a Sapri, olio su tela.
1894, Restauratio Aerarii, olio su tela, Salone Bellini.
1903?, San Sebastiano dopo il primo martirio, olio su tela.
1906, Giulio Cesare, olio su tela, pianerottolo scalone.
1908, Presepe, olio su tela.
?, Adultera, olio su tela, Sala Giunta.
Opere d'arte di Emilio Greco, Francesco Contraffatto.

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N brevi

ArchitettuGiovanni Battista Vaccarini

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