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La Riserva naturali orientata Cavagranni dû Cassibile è na riserva ricca di rilevanzi paesaggistichi, antropologichi, idrogeologichi, archiologichi e speleologichi. E' nu canyon scavati dû ciumi Cassibbili. L'area si stenni pi 2700,00 ettari, spartuti tra li 900 dâ zona A (riserva) e li 1860 dâ zona B (preriserva). La riserva fu stituita ntô 1990 eggh'è gistuta di l'Azienda Foresti Dimaniali dâ Riggiuni Siciliana.
Difeso dalle inaccessibili pareti a strapiombo della cava e dalla vicinanza dell'acqua i Sicani, primi abitanti conosciuti di questo luogo, vi hanno costruito una necropoli, ancora oggi difficile da raggiungere.
Intorno al XIII secolo a.C. delle popolazioni della Sicilia sud-orientale, forse spinte da genti italiche più agguerrite, preferirono rifugiarsi in questi luoghi impervi e ben difesi.
Si conoscono almeno due villaggi rupestri, quello settentrionale che si nota subito appena ci si affaccia dal belvedere, e quello meridionale, quasi di fronte. Il primo risale ai secoli XI-X a.C., secondo per suggestione solo a Pantalica, in cui si trovano centinaia di tombe a grotticella e gli ipogei paleocristiani scavati nelle pareti, disposti uno a fianco dell'altro, su ben sei differenti livelli paralleli.
La foce del fiume Cassibile è un luogo storico, poiché, secondo Tucidide (7.80), il capitano Demostene nel 413 a.C. con 6.000 Ateniesi dovette arrendersi alla città di Siracusa.
Questi luoghi vennero utilizzati fino alla prima metà del secolo scorso, infatti poco sopra i laghetti si trovava un monastero, del quale si notano ancora delle rovine e le case di alcune famiglie di Canicattini come i Bombaci e gli Uccello, che traevano il loro sostentamento dalla coltivazione di ulivi, carrube e mandorle.
Questo luogo fu visitato anche dal pittore Jean Houel nel 1777 durante il suo grand tour:
Ciò che rende spettacolari le cave a causa dello scorrimento dei corsi d'acqua, è la morfologia del grande canyon di Cava Grande del Cassibile, il Kakyparis dei greci.
Sul versante nord è possibile osservare un piccolo agglomerato di abitazioni rupestri comunemente noto come Grotta dei Briganti.
Nel versante sud si trova un complesso sistema di abitazioni scavate nella roccia, disposte una accanto all'altra su sei diversi livelli paralleli, collegati tra loro da un sistema di cunicoli e gallerie chiamato dieri di Cavagrande.
Ai margini della riserva, a nord-est, sorgono varie necropoli antiche, nelle quali sono stati trovati ricchi corredi tombali e materiale ceramico: la sua peculiare decorazione, detta piumata o marmorizzata, rientra nell'ambito della cultura Ausonia presente nelle isole Eolie e nella Sicilia orientale intorno al 1000 a.C.
Grotta dei Briganti
Sul versante nord di Cava Grande è presente un abitato rupestre incassato in un'ampia grotta semicircolare naturale, conosciuta come "Grotta dei Briganti". Al suo interno vi sono circa venti ambienti artificiali accessibili mediante scalini incisi nella roccia, databili al periodo di Cassibile e di probabile funzione abitativa, data la presenza di una sorgente naturale. Gli ambienti furono riutilizzati in epoca bizantina e persino in epoca araba. Gli arabi infatti sfruttarono la presenza dell'acqua per conciare le pelli, trasformando la grotta in una conceria.
Ddieri bizantini
Sul versante sud di Cava Grande è presente un sistema di grotte e cunicoli che si sviluppa per circa un chilometro su diversi livelli paralleli. Sono ipogei sepolcrali databili al periodo siculo; furono anch'essi riutilizzati come abitazioni in epoca bizantina. Sono conosciuti come "ddieri" (dall'arabo diyar, casa); sono stati…
Sentiero dei Dieri
Scala Castiddanu
Manghisi - Petracca
Petracca - Russena
Scala Cruci
Scala Mastra Donna
Scala Mennula
Scala Porci
Sentiero Natura Carrubella
Scala Saravagghiu
Scalidda u monucu
Scala di Fosso Calcagno
Regia Trazzera della Montagna
Regia Trazzera Torrero Ferraro
Sentiero di mezza costa
Dei seguenti sentieri solo "Scala Cruci", Sentiero Carrubella" e "Scala di Mastra Donna" sono percorribili ai sensi del regolamento dell'ente gestore, Azienda Foreste Demaniali Regione Siciliana; I primi due sono raggiungibili tramile la strada provinciale n° 4 Avola-Manghisi; mentre il "Mastra Ronna" è raggiungibile dalla Strada Provinciale n° 73 Canicattini - Cugni - Stallaini - Cassibile. Per maggiori info contattare l'Ente gestore al n° 093167450.
La flora di Cava Grande annovera oltre 400 specie vegetali molte delle quali endemiche seppur non esclusive di questo biotopo. Di particolare interesse per l'areale ibleo è il Trachelium lanceolatum, altri endemismi: Cymbalaria pubescens, Odontites bocconei, Ophrys lunulata, Antirrhinum siculum. Con areale mediterraneo troviamo: Chamaerops humilis, Teucrium fruticans, Calendula suffruticosa, Sarcopoterium spinosum, Salvia triloba, Phlomis fruticosa, Ferulago nodosa, Anacamptis longicornu, la rara Ophrys exaltata ed il maestoso Platanus orientalis. Curiose le presenze del bucaneve (Galanthus nivalis), dell'euforbia delle faggete (Euphorbia amygdaloides) e della falsa ortica (Lamium flexuosum); fra le rarità è da segnalare la presenza di una felce tropicale la Pteris vittata.
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Ddieri (Grotta dei Briganti)N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
Lu puntu sicuru di sta zona ★ Di nun pèrdiri Torna a la mappa
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