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Teatro comunale "Tina di Lorenzo" (Town theater "Tina di Lorenzo")

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Teatro comunale "Tina di Lorenzo" (Town theater "Tina di Lorenzo")
Fotu: Wikimedia Commons · CC BY-SA

Il Teatro comunale Tina di Lorenzo, precedentemente noto come Teatro comunale Vittorio Emanuele III, è il principale teatro di Noto. Ha una capacità di 308 posti a sedere che include quattro file di palchi ed una galleria con 88 poltrone.

Apprufunnimentu (it)
Storia

La costruzione
In seguito al devastante terremoto del 1693, che rase al suolo Noto antica, e alla conseguente ricostruzione della città sul declivio del monte Meti, crebbe nei cittadini la volontà di costruire un teatro pubblico, desiderio che si fece sempre più insistente in seguito al grande successo del genere teatrale in epoca ottocentesca.
Per gli spettacoli teatrali era stata attrezzata un'ala di Palazzo Ducezio. Questa sistemazione improvvisata non bastò a soddisfare l'esigenza del pubblico netino, anche in relazione al rango di Capoluogo d'Intendenza che Noto aveva assunto nel 1817 e al periodo di relativa prosperità che la città stava vivendo.
Il 25 giugno 1853, l'intendente Salvatore La Rosa individuò l'area su cui costruire il nuovo teatro, la casa degli eredi di Emanuele Salonia, che venne acquistata grazie all'intervento del marchese Corrado Di Lorenzo Borgia.
Il progetto venne affidato all'ingegnere Francesco Sortino, originario di Noto, che si volle ispirare al Teatro Vittorio Emanuele II di Messina e, in misura maggiore, al Teatro di San Carlo di Napoli.
Il 26 febbraio 1851 si iniziarono a raccogliere i fondi necessari alla costruzione. Venne dunque a crearsi un comitato di facoltosi presieduto dallo stesso marchese Corrado Di Lorenzo Borgia. Era infatti consuetudine del tempo raccogliere denaro dai cittadini più abbienti tramite la prevendita delle logge: l'immobile rimaneva in possesso dell'Ente promotore mentre i singoli palchi venivano riservati ai nobiluomini che ne pagavano un canone annuo.
Il 30 settembre 1853 l'appalto venne concesso all'ingegnere siracusano Vincenzo Ruiz, ma la costruzione del teatro procedette a rilento. Due furono le più importanti battute d'arresto: la prima nel 1858 - per ragioni economiche - anche a causa della defezione…

Architettura

Il Teatro comunale di Noto si erge su un'area di 1075 metri quadrati, su piazza XVI maggio, in pieno centro storico. Realizzato seguendo il gusto neoclassico dominante nel periodo, è costituito da due piani e da una facciata che accoglie un ordine di paraste corinzie intervallate da un portico tetrastilo d'ingresso. Le decorazioni includono arpe, violini, trombe e capitelli a motivi floreali che tentano di avvicinarne lo stile al barocco netino.

L'interno è costituito da una sala a ferro di cavallo, con quattro ordini di palchi ornati da motivi in oro su fondo bianco che si ravvedono nei tredici medaglioni nella seconda fila, decorati con cetra e ippogrifi nel terzo ordine e festoni a rilievo nella piccionaia.
Il meccanismo del palco è stato realizzato sotto la guida di Fortunato Queriau, mentre la doratura del teatro fu eseguita dal pittore Santi Ferrara di Messina.
Al centro del vestibolo del teatro si erge una statua allegorica di arenaria rappresentante la Musica, realizzata dallo scultore Giuliano Palazzolo così come i due trofei musicali, con i quattro treppiedi, seguendo un disegno per il Cassone; le decorazioni del palcoscenico sono invece opera dei pittori Subba e di Stefano.
I pilastri del boccascena ospitavano due tempere su tela raffiguranti le allegorie della Lirica e della Prosa, realizzate dal messinese Luigi Quériau - o da Santi Ferrara - ma successivamente rimosse e ora conservate nella Galleria d'Arte Moderna di Noto.
Il teatro ha una capacità di 320 posti a sedere che include tre file di palchi e una galleria con 80 sedie. Comprende un'orchestra, separata dalla platea da un cancello di ferro, un portico e due scale: una per i cantanti e i professori d'orchestra e l'altra per l'accesso in galleria.

Cronaca teatrale

Il Teatro Comunale di Noto è stato, sin dalla sua apertura, al centro delle attività culturali di Noto, richiamando pubblico anche da altre aree della Sicilia. L'interesse si affievolì in seguito alla seconda guerra mondiale, per poi riprendere vigore intorno agli anni settanta. Gli artisti che vi si sono esibiti includono Tina di Lorenzo, Pierantonio Tasca e Eleonora Duse.

Il periodo inaugurale
Dall'apertura del teatro, avvenuta nel 1870, si misero in scena L'Ebreo di Marlowe, Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, La favorita, Lucia di Lammermoor e Don Pasquale di Gaetano Donizetti, Jone di Enrico Petrella, Pipelet di De Ferrari.

Dalla fine dell'800 all'inizio del '900
Oltre le già citate opere si aggiunsero nuove rappresentazioni come I Puritani di Vincenzo Bellini, Il Marchese del Grillo di Giovanni Mescetti, Don Cardillo, La Traviata di Giuseppe Verdi, Studenti e sartine di Pierantonio Tasca, I granatieri di Vincenzo Valente, Fra Diavolo di Daniel Auber e Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.

Epoca contemporanea
Il Teatro comunale di Noto è stato concesso all'ente affidatario Fondazione Teatro Vittorio Emanuele, che ogni anno organizza e promuove le stagioni teatrali. Nel 2012 il Teatro, e la relativa fondazione, sono stati intitolati alla illustre attrice di origini netine Tina Di Lorenzo.

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