Trinaka Etna · Sicilia

MappaCasteddi e ruviniCatania

Torre del Vescovo (Tower of the Bishop)

Casteddi e ruvini MidievaliArchiològicu

⛔ Nta stu centru cc'è na ZTL: talìa l'orari prima di tràsiri cu la màchina

Torre del Vescovo (Tower of the Bishop)
Fotu: Wikimedia Commons · CC BY-SA

La Torre del Vescovo è una struttura difensiva medievale di Catania, situata nel quartiere Antico Corso, in Via Torre del Vescovo / Via Antico Corso. È parte del sistema difensivo medievale della città ed è adiacente al Bastione degli Infetti.

Apprufunnimentu (it)
Descrizione

La costruzione attuale è a pianta quadrangolare, realizzata in pietra lavica e malta, con frammenti di terracotta inzeppati nella muratura. I cantonali sono rinforzati con blocchi di pietra lavica squadrati. Nella parte superiore sono ancora presenti feritoie per gli arcieri. La torre si conserva parzialmente: dei 4 lati perimetrali ne rimangono solo 3, quelli rivolti verso l'esterno della cinta muraria. L'edificio conserva le saettiere del primo piano; il pavimento di entrambi i piani era probabilmente ligneo. Oggi è inserita in un'aiuola spartitraffico tra Via Torre del Vescovo e Via Antico Corso. A breve distanza, procedendo verso est lungo il perimetro del bastione, è presente una seconda torre a sezione rettangolare, priva di denominazione storica accertata.

Storia

Il sito nella storiografia: il Tempio di Cerere
L'area del Bastione degli Infetti e della Torre del Vescovo coincide, secondo la storiografia del XVII-XIX secolo, con il sito dell'antico Tempio di Cerere della città greca (Katane) e romana (Catina). Nel I secolo a.C. Cicerone, nelle Verrine, definisce il Tempio di Cerere di Catania come antichissimo e religiosissimo: «Sacrarium Cereris est apud Catinenses eadem religione, qua Romae» (Actio secunda in Verrem, Lib. IV). Nel XVII secolo Pietro Carrera, nelle Memorie Historiche della città di Catania (1641), localizza il tempio esplicitamente in quest'area: «Era il sito di esso nella parte Settentrionale della Città, oue hoggi quel bastione ritondo veggiamo non ancor finito, che degl'Infetti è chiamato». Lo stesso Carrera collega l'area alla distruzione del tempio pagano da parte di San Leone, vescovo di Catania nell'VIII secolo, secondo il Breviario gallicano: il santo «dal Torrione della Città posto presso il Bastione degl'Infetti, & esso Tempio di Cerere, orando impetrò dal cielo la distruttione di quello, rimase il nome al luogo». La medesima tradizione è confermata nel XIX secolo da Francesco Ferrara, che riporta come «alcuni resti di torre vicina furono lungo tempo detti torre del vescovo» e che «si credeva che Leone da sopra di essa avesse comandato il saccheggio del tempio». Carrera identifica inoltre il vicino Colle di Santa Sofia — oggi sito dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico G. Rodolico - San Marco di Catania — come il Mons Cereris, l'altura dedicata alla dea, in versi latini: «Mons Cereris, qui nunc Sophiae, sublime iacenti / Florum perpetuo fulcit odore caput». Il Bastione degli Infetti era dunque la sede cultuale, mentre il Colle di Santa Sofia l'altura omonima: due siti distinti che la…

Stato di conservazione

La torre ha subito per decenni un grave degrado, essendo utilizzata come deposito abusivo di rifiuti. Solo a partire dagli anni 2010 si è sviluppata una maggiore sensibilità civica verso il sito, grazie all'installazione di un cancello e di cartelli di sensibilizzazione. Il degrado è tuttavia proseguito, documentato ancora nel 2024 dalla stampa locale.

Di Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Leggi tutta la vuci

Fotu
Torre del Vescovo (Tower of the Bishop) Torre del Vescovo (Tower of the Bishop) Torre del Vescovo (Tower of the Bishop)

Di Wikimedia Commons. Tocca na fotu pi auturi e licenza.

Ndicazioni Mappa

37.50694 N · 15.08042 E

Signala n'erruri o agghiunci un dittagghiu

N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.

Lu puntu sicuru di sta zona ★ Di nun pèrdiri Torna a la mappa

Posti: © OpenStreetMap contributors (ODbL). Testi e fotu: Wikipedia e Wikimedia Commons, CC BY-SA. Mappa: OpenStreetMap.