Il castello Ursino di Catania fu costruito dal re Federico II di Svevia nel XIII secolo. Il maniero ebbe una certa visibilità nel corso dei Vespri siciliani come sede del parlamento siciliano e, in seguito, come residenza dei re di Sicilia della dinastia aragonese, fra i quali Federico III. Oggi è sede del Museo Civico della città etnea, formato principalmente dalle collezioni della famiglia Biscari e del Monastero dei Benedettini.
Prima del castello
Sul sito dove sorge l'edificio attuale è testimoniato uno dei nuclei più antichi dell'abitato catanese, risalente alla prima fase abitativa della polis greca di Katane. Sebbene in passato sia stata ipotizzata sul luogo la presenza di una torre di epoca normanna - la Torre di Don Lorenzo - non solo di essa non c'è traccia alcuna ma gli studiosi tendono a ritenere l'ipotesi di una preesistenza normanna sul sito del castello priva di fondamenti scientifici ed, eventualmente, di ricercarla in altro sito del centro storico cittadino. Gli studiosi ritengono che il castello sia il castrum menzionato nella lettera indirizzata da Federico II al suo architetto, Riccardo da Lentini, quando il cantiere doveva ancora avviarsi.
Medioevo
Il castello Ursino fu voluto da re Federico II di Svevia e la sua edificazione iniziò nel 1239. L'imperatore aveva pensato il maniero come parte di un più complesso sistema difensivo costiero della Sicilia orientale, che includeva, fra gli altri, anche il castello Maniace, a Siracusa, e quello di Augusta, e come residenza imperiale in città. Il progetto e la direzione dei lavori furono affidati all'architetto militare Riccardo da Lentini. Secondo il Correnti sarebbe stato costruito sulla costa per volontà di Federico II e il nome "Ursino" deriverebbe da Castrum Sinus, ovvero il "castello del golfo". Qualcuno, tuttavia, ritiene che in origine il castello non si trovasse sulla costa e la denominazione Ursino sarebbe legata all’omonima famiglia che, nel corso del XIII secolo, lo avrebbe occupato.
All'interno del castello avvennero alcuni dei momenti più importanti delle Guerre del Vespro. Nel 1295 vi si riunì il Parlamento siciliano, che dichiarò decaduto Giacomo II come re di Sicilia, ed elesse Federico III con il nuovo titolo…
La struttura è a pianta quadrata e ogni lato misura circa 50 m. I 4 angoli sono dotati di torrioni circolari con diametro poco superiore ai 10 m e altezza massima di 30, mentre le 2 torri mediane sopravvissute (in origine erano 4) hanno un diametro di circa 7 m. Le mura sono realizzate, tramite opus incertum, in pietra lavica e presentano uno spessore di 2.50 m. Originariamente il castello presentava, alla base, delle scarpate che lo slanciavano, dandogli un aspetto decisamente imponente. Esse sono visibili nel fossato del lato sud del castello grazie agli ultimi scavi effettuati. Il progetto originale probabilmente non prevedeva una merlatura, rara nei castelli federiciani, ma successive modifiche e ricostruzioni della parte sommitale di alcune torri, hanno probabilmente previsto l'inserimento di merlature. La pianta originale si basa sulla relazione tra quadrato e ottagono, con possibile riferimento alla cabala ebraica.
Nel corso dei secoli la struttura originale non ha subito cambiamenti notevoli. Trovandosi a breve distanza dalla principale via d'accesso a sud della città, la Porta della Decima, sita in località Muro Rotto, e circondato da ruderi di antica memoria (dal Bolano in poi, si identificavano a ovest la Naumachia e ad est il Ginnasio), si integrava con i quartieri meridionali della città, i quali si trovarono addossati all'edificio fino ad inizio del XV secolo. Nel 1405 infatti l’abitato che ormai lo soffocava, venne sventrato e il castello fu dotato, inizialmente di una piazza d'armi e poi di un fossato, venendo fortificato e circondato dalla cortina muraria cittadina lungo la quale, in prossimità del castello, si spingevano i 2 bastioni di San Giorgio e Santa Croce. Sul lato settentrionale, che è quello principale ed è ben conservato, era sita l'entrata…
Il lungo periodo durante il quale il castello fu adibito a carcere, tra il XVI ed il XIX secolo, comportò notevoli modifiche strutturali, poiché il maniero federiciano, nonostante la sua ampiezza, non aveva un numero sufficiente di locali che si prestassero ad essere usati come carceri. Così, le grandi sale del piano terra, furono suddivise da nuovi muri e solai, che crearono ambienti minori, in cui i prigionieri stavano come l'anime dannate nei cosiddetti dammusi, cioè celle piccole, oscure e infestate da topi, scorpioni e tarantole.
Una traccia di questa pagina della storia del castello, si trova nelle centinaia di graffiti che riempiono i muri e gli stipiti di porte e finestre di tutti gli ambienti del piano terra (ad eccezione di quelli sul lato nord) ed il cortile interno.
Disegni: si tratta di stemmi, ma anche di teste e volti generalmente disegnati di prospetto, talvolta con intento caricaturale. Fra le rappresentazioni figurate, quelle di maggiore interesse si trovano nel cortile. Si tratta di una torre merlata e di 4 imbarcazioni a 3 alberi, tipi di galeoni in voga fra XVI e XVII secolo, descritti con grande precisione. Molto frequenti anche i simboli di carattere religioso, in particolare la croce e gli strumenti della Passione, nella cui rappresentazione il carcerato ravvicinava la propria sofferenza a quella di Cristo. L'esempio più interessante si trova nel cortile, una grande croce con Nodi di Salomone ai vertici, con scala, spugna, tenaglie e martello.
Iscrizioni: spesso si tratta solo di un nome, una data (la più antica riporta il 1526) e la frase Vinni carceratu. Ma il repertorio è vastissimo e comprende riferimenti alla colpa attribuita al prigioniero, rispetto alla quale egli si dichiara innocente, vittima di complotti o tradimenti, e poi sentenze o…
Nel 198 le Poste Italiane dedicarono al Castello Ursino un francobollo da 40 lire, che fa parte della serie nota come "Castelli d’Italia".
ウィキペディアより、CC BY-SA 4.0 · 記事全文を読む
データ:Wikidata(CC0)。料金と時間は変わることがあります。お出かけ前にご確認ください。
chiesa di San Sebastiano
chiesa di San Giuseppe al Transito間違った時間、通行止めの道、語る価値のある物語。ここに書いてください。ページに反映する前に、人が目を通します。
場所:© OpenStreetMap contributors(ODbL)。文章と写真:ウィキペディアとウィキメディア・コモンズ、CC BY-SA。地図:OpenStreetMap。