La chiesa della Madonna di Monte Oliveto detta «Badia Nuova» è un edificio di culto situato nel centro storico di Palermo. È ubicata su via dell'Incoronazione, il prospetto della costruzione fronteggia le absidi della Cattedrale di Palermo a poca distanza dalla piazza Sett'Angeli.
Il luogo di culto è affiancato da un imponente edificio sorto adattando quel che restava del Vecchio Arcivescovado rimodulato in epoca normanna e dimora del promotore della Cattedrale, l'arcivescovo Gualtiero Offamilio. Le origini del primitivo aggregato con le medesime funzioni risalgono al 444.
1460, Trasferimento della Corte Vescovile nella nuova sede del Palazzo Arcivescovile ubicata sulla strada del Cassaro angolo via Bonello. La costruzione adiacente alla Cappella dell'Incoronata e alle sedi dei Marammieri della Cattedrale è adibita a monastero di Santa Maria di Monte Oliveto.
1527, Acquisizione di tre case dei Marammieri e costruzione della primitiva Cappella di Santa Maria di Monte Oliveto.
1620-1623, Costruzione della chiesa di Santa Maria di Monte Oliveto o «Badia Nuova» su progetto di Mariano Smiriglio, di stile ben inserito nel contesto delle absidi arabo - normanne della Cattedrale.
La facciata del 1628 rivolta a meridione, compresa fra due alte lesene laterali, consta al primo ordine di un ingresso centrale delimitato da finestroni con grate. Il portale è composto da due colonne di marmo grigio con capitelli ionici sormontate da un timpano arcuato e spezzato che accoglie uno stemma coronato retto da due angeli, recante l'emblema francescano. Lo Stemma francescano raffigura due braccia incrociate intorno alla Croce: quello di Cristo ignudo e l'altro di San Francesco coperto con il saio volti a rappresentare la conformità agli insegnamenti di Cristo.
Al secondo ordine, delimitata da una coppia di finestre con grate, è presente la nicchia incorniciata da lesene e timpano triangolare contenente la statua della Madonna di Monte Oliveto.
L'oculo al centro del terzo ordine è affiancato da decorative serie di volute e da figure romboidali. Il prospetto è chiuso da un quarto ordine aggiuntivo costituito da loggia del XVIII secolo che permetteva alle religiose di ammirare il panorama sul piazzale retrostante le absidi della cattedrale e su una porzione del Cassaro.
Addossato alla controfacciata il coro sorretto da quattro colonne in pietra di Billiemi. Il soffitto del sottocoro, costituito da due grandi volte a crociera centrali e due più piccole per le corrispondenti porzioni di navate laterali, è ricoperto dagli splendidi stucchi del grande Giacomo Serpotta e del fratello Giuseppe eseguiti nel 1693. Gli affreschi, con episodi della vita della Santa Vergine, sono realizzati da Filippo Tancredi. I quadroni parietali, attribuiti a Pietro dell'Aquila sono dedicati alla patrona di Palermo Santa Rosalia e raffigurano: Comunione di Rosalia, Nozze mistiche, Santa Rosalia nell'eremo della Quisquina, L'angelo accompagna Rosalia all'eremo.
Nel coro trova luogo l'organo a canne, risalente al XVIII secolo; lo strumento è a trasmissione integralmente meccanica ed ha 7 registri su unico manuale e pedale. È documentata la presenza nella chiesa anche di un perduto organo positivo ad ala costruito nel 1754 da Antonino La Manna che si trovava sulla cantoria alla destra dell'altare maggiore.
La grande cantoria è protetta da una monumentale grata.
Ambiente costituito da navata singola, con due altari addossati alle pareti longitudinali sui quali sono collocati pregevoli opere, le mense sono arricchite da paliotti in agata.
Parete destra
Prima campata: Cappella di San Francesco d'Assisi. Altare con dipinto raffigurante San Francesco consegna a San Luigi di Francia il cordiglio dell'Ordine francescano con la figura del il Papa e San Benedetto il Moro, opera di Pietro Novelli del 1633.
Nicchia con cantoria.
Seconda campata: Cappella della Vergine. Altare con statua marmorea della Vergine Maria d'impronta rinascimentale e richiami gagineschi, opera di Filippo Pennino del 1758.
Parete sinistra
Prima campata: Cappella dei martiri francescani: Altare con dipinto raffigurante i Santi Diecimila Martiri francescani di Giuseppe d'Alvino detto «il Sozzo» e patrocinato dalla famiglia Platamone.
Nicchia con cantoria.
Seconda campata: Cappella del Crocifisso. Altare con Crocifisso ligneo del XVII secolo collocato su artistico reliquiario barocco.
Presbiterio
La lunetta sovrastante l'arco trionfale del presbiterio e decorata con gli stucchi di Giovanni Maria Serpotta raffiguranti la Madonna di Monte Oliveto del 1758. La volta della navata è affrescata da Pietro Novelli, al centro è presente l'Ascensione di Cristo del 1634, altri due quadroni sull'asse longitudinale, sei episodi sono alternati fra le quattro vele laterali che a loro volta contengono medaglioni e cartigli raffiguranti profeti e sibille.
Il presbiterio, di ridotte dimensioni, è caratterizzato dallo spazio circolare, balaustrato e affrescato che si innesta nel catino absidale. La grande pala d'altare è opera di Giuseppe Patania e raffigura la Santissima Trinità.
L'altare maggiore del cappellone centrale completato nel 1818 è realizzato con intarsi di pietre…
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