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Tempio della Concordia (コンコルディア神殿)

城と遺跡 ギリシャ考古
Tempio della Concordia (コンコルディア神殿)
写真:ウィキメディア・コモンズ · CC BY-SA

The Temple of Concordia is an ancient Greek temple of Magna Graecia in the Valle dei Templi in Agrigento on the south coast of Sicily, Italy. It is the largest and best-preserved Doric temple in Sicily and one of the best-preserved Greek temples in general, especially of the Doric order. It is located a kilometer east to the Temple of Heracles.

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Nome

Il nome del tempio si deve ad un'errata interpretazione di uno dei primi storici siciliani, il frate domenicano Tommaso Fazello (vissuto nel XVI secolo), che lo mise in rapporto con il ritrovamento nei paraggi di un'epigrafe latina con dedica alla concordia degli agrigentini che feceva supporre l'intitolazione del santuario alla dea Concordia. In realtà, come dimostrato da successivi studi, l'iscrizione, risalente alla metà del I secolo d.C., non presenta alcun legame con il tempio ed è oggi esposta presso il museo archeologico regionale "Pietro Griffo".

Storia

Fu costruito intorno al 430 a.C. sulla collina dei Templi dell'antica Akragas.

Medioevo
Nel 597 d.C. il vescovo Gregorio II trasformò l'edificio nella nuova cattedrale della città di Girgenti intitolandola ai Santi Pietro e Paolo e distruggendo gli idoli pagani di Eber e Raps. La struttura subì diverse modifiche per adattarla a basilica e l'aspetto risultò assai modificato: fu divisa in tre navate delimitate dalle pareti del naos, forate con dodici archi (tuttora visibili); gli intercolunni furono murati, mentre l'opistodomo fu abbattuto per consentire l'ingresso dalla parte posteriore, dato che le chiese erano orientate ad ovest e il tempio a est. In epoca normanna, la chiesa fu intitolata al suo fondatore, il vescovo Gregorio (ormai canonizzato) e prese la nuova denominazione di San Gregorio delle Rape, forse in ricordo del demone pagano scacciato dal tempio da Gregorio stesso, come testimoniato dal frate domenicano Tommaso Fazello nella sua grande opera storica De rebus Siculis.

Età moderna
Nel 1748 la chiesa fu sconsacrata e nel 1787 iniziarono i lavori di restauro voluti da Gabriele Castello, principe di Torremuzza, Regio Custode delle antichità per la Val di Mazara, e condotti dall'architetto neoclassico Carlo Chenchi, che ripristinò l'antica pianta dell'edificio, abbattendo i muri degli intercolunni, ricostruendo l'opistodomo e riportando l'ingresso ad est.
Il 25 aprile 1787 Goethe visitando Agrigento si soffermò sulla Valle dei Templi dove spese grandi parole per il tempio della Concordia ma pose anche delle critiche alla scarsa qualità del restauro praticato dal Chenchi:

Descrizione

È un quadrilatero di 19,758 metri per 42,230, poco più di un doppio quadrato che occupa una superficie di 843,38 m² e sviluppa un'altezza di 13,481 metri.
Questo tempio ha una pianta di tipo periptero, visto che oltre alla cella centrale doppia in antis (con la presenza di naos e pronao) c'è anche un colonnato perimetrale.
Questo tempio, costruito su un massiccio basamento destinato a superare i dislivelli del terreno roccioso, per lo stato di conservazione è considerato uno degli edifici sacri d'epoca classica più notevoli del mondo greco (430 a.C.).

Su un crepidoma di quattro gradini (39,44x16,91 m) si erge la conservatissima peristasi di 6x13 colonne (porticato che circonda il naos), alte 6,67 m e caratterizzate da venti scanalature e armoniosa entasi verso i 2/3 (curvatura della sezione verticale), sormontata da epistilio, fregio di triglifi e metope e cornice a mutuli; conservati sono anche in maniera integrale i timpani. Alla cella, preceduta da pronao in antis (come l'opistodomo) si accede attraverso un gradino; ben conservati sono i piloni con le scale d'accesso al tetto e, sulla sommità delle pareti della cella e nei blocchi della trabeazione della peristasi, gli incassi per la travatura lignea di copertura. L'esterno e l'interno del tempio erano rivestiti di stucco con la necessaria policromia.
La sima mostrava gronde con protomi leonine e la copertura prevedeva tegole marmoree. La sua struttura fu rafforzata per la trasformazione in chiesa cristiana (VI sec.) che comportò anzitutto un rovesciamento dell'orientamento antico, per cui si abbatté il muro di fondo della cella, si chiusero gli intercolunni e si praticarono dodici aperture arcuate nelle pareti della cella, così da costituire le tre navate canoniche, le due laterali nella peristasi e quella…

Allineamento archeoastronomico

Come quasi tutti i templi greci, esso risulta allineato secondo la direzione est-ovest. In particolare sono stati eseguiti in passato degli studi sul suo allineamento con il sorgere del sole durante l'equinozio di primavera.

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写真
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概要

様式ancient Greek architecture

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経路 地図

37.28966 N · 13.59207 E

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