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KaartKastelen en ruïnesSanta Lucia del Mela

castello di Santa Lucia del Mela

Kastelen en ruïnes
castello di Santa Lucia del Mela
Foto: Wikimedia Commons · CC BY-SA

Il castello di Santa Lucia del Mela si trova a Santa Lucia del Mela in città metropolitana di Messina. Sorge sulla sommità del colle Mankarru e domina i corsi dei torrenti "Floripotema" e "Mela".

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Storia

Durante le epoche: greco-siceliota, romana, bizantina; ai tempi dell'Emirato islamico di Sicilia e del successivo Regno di Sicilia sotto le Dinastie degli Altavilla, degli Svevi, degli Aragonesi e infine, del Viceregno di Sicilia l'edificio è protagonista nonché il monumento principale della storia millenaria della città.
Del primitivo insediamento greco-siceliota sono pervenute varie tracce di cinte murarie dell'età classica.
Nel periodo compreso fra il VII secolo a. C. e il V secolo d. C., Santa Lucia del Mela è insediamento romano con una zona castrum sorta durante il periodo della lunga dominazione romana. Con la caduta dell'Impero (V secolo – IX secolo), diviene insediamento bizantino con un castrum mutuato dalla dominazione bizantina, sotto la denominazione di Mankarru, periodo durante il quale, non si esclude l'esistenza di un'anteriore fortificazione o torre d'avvistamento del periodo imperiale.

XI - XII secolo, Fortificazione Normanna dalle tipiche peculiarità dell'architettura della siculo-normanna;
1228, Dimora periodo svevo dalle connotazioni tipiche dell'architettura della Dinastia sveva del Regno di Sicilia;
1266 - 1282, Parentesi angioina, Vespri siciliani;
1322, Dimora periodo aragonese, Dimora regia con baluardi protettivi ascrivibili all'architettura della Dinastia Aragonese;
1673, Santuario Madonna della Neve, la parziale demolizione della torre quadrangolare di nord-est comporta la costruzione del Santuario;
1625, Seminario, la ristrutturazione dell'edificio destina alcune ali della costruzione a Seminario.
L'insieme degli edifici che costituiscono il Castello resiste al devastante terremoto della Calabria meridionale del 1783 ma, subisce i danni arrecati dal terremoto della Calabria meridionale del 1894 e dal terremoto di Messina del 1908. Di…

Santuario Madonna della Neve

Nel 1673 la fortificazione decadute le funzioni di difesa, abbandonata e in rovina è ceduta dal proprietario don Francesco Morra Principe di Buccheri a monsignore Simone Impellizzeri, prelato dell'epoca, che provvede alla ristrutturazione del complesso affidandola a don Francesco Picciotta.
Il titolo di Madonna della Neve, affonda le sue origini nei primi secoli della Chiesa ed è strettamente legato al sorgere della basilica di Santa Maria Maggiore in Roma considerata il più antico santuario mariano d'Occidente. Precisamente al IV secolo, sotto il pontificato di Papa Liberio. Questa è la tradizione, anche se non comprovata da nessun documento; le chiese sotto il medesimo titolo sono dette "Liberiane" dal nome del pontefice, dal popolo sono chiamate familiarmente "ad Nives", della Neve.
La torre quadrangolare pericolante è abbattuta per fare posto alla costruzione del Santuario. Nel 1674 al centro di una maestosa cornice barocca, è collocata la stupenda statua marmorea della "Madonna della Neve", opera di Antonello Gagini del 1529, proveniente dalla chiesa di San Giuseppe della rurale contrada omonima, col titolo di Nostra Donna della Neve o Madonna delle Celle o Madonna degli Uccelli.
In aperta campagna, in contrada delle "Celle", per via di un preesistente monastero dotato di celle per la clausura dei monaci, come si evince da un manoscritto dell'Archivio della Curia Vescovile, esiste una cappella dedicata alla Madonna della Neve. Da qui deriva l'appellativo di Madonna delle Celle col tempo dialettalmente mutuato col nome di Madonna degli Uccelli. Questa seconda definizione è da attribuire anche alla presenza di un volatile tenuto dal pargolo, quale emblema e segno distintivo della casata dei Gagini.

Altare

L'altare maggiore è occupato da una grande composizione di…

Seminario

Nel 1695, nei locali ristrutturati dell'ala occidentale, è trasferito dal Palazzo Vescovile, il Seminario che diviene in breve tempo un rinomato centro di studi. Maestri insigni e personalità eccelse ne hanno percorso la storia. In merito si menzionano:

Il luciese Abate Antonio Scoppa, letterato, ambasciatore a Parigi del Regno delle Due Sicilie e accademico di Francia;
Il filosofo Pasquale Galluppi, nato a Tropea, che da giovinetto completa il ciclo di studi nel seminario, divenendo professore di Teologia Dogmatica;
Il giurista Francesco De Luca da Barcellona Pozzo di Gotto, Ministro delle Due Sicilie nel 1848;
Il luciese professore Michele Basile;
Il letterato Michele Bertolami di Novara di Sicilia, deputato nel 1848 in Palermo e poi in Roma;
Il milazzese Giovanni Cassisi magistrato e statista insigne nonché Ministro del Regno delle Due Sicilie;
Il poeta Antonio Giunta.
Ai piedi dello scalone d'ingresso è collocata la statua marmorea di "San Michele Arcangelo" attribuita a Andrea Calamech del 1572, proveniente dalla diruta chiesa di San Michele Arcangelo di via Facciata, qui collocata il 29 aprile 1934.
All'interno della torre cilindrica, è collocata una preziosa biblioteca con incunaboli, cinquecentine e testi molto antichi. Dal belvedere del Castello è possibile ammirare un incantevole panorama. L'orizzonte spazia da Capo Calavà a Capo Vaticano in Calabria e sullo sfondo la corona costituita dalle sette isole, isolotti e scogli che costituiscono l'Arcipelago Eoliano.
Ristrutturato ed ampliato da Federico II di Aragona sovente fu teatro di eventi cruenti e sanguinosi. Nel 1600, decaduto alle funzioni di difesa, abbandonato ed in rovina è ceduto dal proprietario don Francesco Morra principe di Buccheri, a Monsignor Simone Impellizzeri, 39º Prelato (1673), che…

Manufatti

Torrione cilindrico meridionale o Mastio, sede della Biblioteca nel vano superiore e di una cisterna in seguito utilizzata come cella di prigione.
Seminario, ubicato nell'ala occidentale della costruzione.
Fronte nobile, corrispondente al variegato prospetto settentrionale dell'edificio costituito dalla facciata del Santuario, dalla contigua ala nord e dall'ala di nord-ovest.
Santuario, in sostituzione del primitivo Torrione quadrangolare posto al vertice nord-orientale.
Cappella Palatina, del primitivo "Palatium" è documentata e localizzata la Cappella di Palazzo nei vani posteriori dell'attuale Santuario.
Porta, inserita tra i vani della sacrestia e il Torrione meridionale, anticamente dotata di Ponte levatoio.
Corte, spazio interno della costruzione.
Bastione o Baluardo meridionale.
Cortina di Levante.
Cortina di Ponente.
Piazza d'Armi.
Porta Carraia di Levante.
Porta Salita Castello anticamente dotata di Ponte levatoio.
Galleria, cuniculo di collegamento dal Castello al Lavacro dei Saraceni.
Galleria, cuniculo di collegamento dal Castello a Via Facciata.

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38.13927 N · 15.28203 E

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