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La chiesa di Santa Maria della Guardia è uno dei centri religiosi di Catania, sita nella Piazza di Santa Maria della Guardia, nel quartiere Guardia, e sede principale dell'omonima parrocchia.
Nel 1865 la borgata di Guardia rappresentava una superficie arida di nuda e nera lava vulcanica. Verso il 1870-1872, alcuni fedeli, che si recavano annualmente in questa contrada, ebbero l'idea di edificare una chiesa, allo scopo di sviluppare moralmente e materialmente la borgata e potere adempiere ai loro doveri religiosi nei mesi estivi. Coloro che si incaricarono di portare a termine l'ambizioso progetto furono il professor Salvatore Bruno dell'Università degli Studi di Catania, che concesse il terreno poi usato per costruire la chiesa, il sacerdote Finocchiaro e l'avvocato Antonino Zappalà Spina, che si occuparono in seguito della realizzazione pratica del progetto. La prima chiesa ebbe una forma circolare.
Durante la costruzione, Zappalà Spina si recò in terra francese e, giungendo per mare a Marsiglia, fu colpito dalla bellezza del faro che si ergeva luminoso sul promontorio del porto, dove una grande statua dorata di Maria, a corona della chiesa, aveva funzione di faro per i naviganti. Lo spunto venne colto dallo Spina, il quale designerà poi la sua chiesa con il nome simbolico di Guardia.
Le fonti sul giorno di apertura della chiesa sono discordanti: la parrocchia ricorda come data il 10 aprile 1875, altri testi il 1º aprile 1874: tutte le fonti sono però d'accordo sul fatto che la benedizione fu officiata dall'allora arcivescovo di Catania, Giuseppe Benedetto Dusmet. Di quel giorno si conservano alcune annotazioni:
Successivamente, con atto notarile del 16 marzo 1877, presso il notaio Distefano Grasso, Salvatore Bruno fece donazione del terreno, figurato a parallelogramma, dove era costruita la Chiesa, all'Arcivescovo Dusmet come unico parroco della diocesi. Nel 1885 la Chiesa veniva affidata dallo stesso Arcivescovo a tre frati francescani, Padre Domenico…
Uno dei più importanti paramenti della chiesa è senza dubbio un ritratto di Maria, dipinto presumibilmente dal pittore siciliano Antonino Gandolfo intorno al 1877 su commissione di Zappalà Spina. L'attribuzione del dipinto è stata a lungo incerta: infatti, fino ai giorni nostri, ben cinque membri della famiglia Gandolfo hanno seguito la vocazione di pittore, di cui quattro maschi ed una donna. Dal punto di vista cronologico, tuttavia, appare chiaro che a dipingere la Madonna fu sicuramente Antonino, visto che lo zio Giuseppe, di eguale fama, morì nel 1855. Il dipinto, che è ritenuto ancor oggi il simbolo della parrocchia, è stato recentemente restaurato. Si tratta di un olio su tavola di legno, di dimensione 76 × 94 cm. La storia del dipinto è stata travagliata e difficile.
Dopo la benedizione della chiesa, uno degli atti primari fu quello di far dipingere un ritratto, utile alla concretizzazione del concetto di Guardia, da parte di qualche pittore del luogo. Di questa incombenza si occupò Spina, il quale invitò presso la sua villa un ottimo pittore del luogo, Gandolfo, al quale suggerì l'idea della realizzazione di un quadro. Nel dipingere, il Gandolfo si ispirò alla figura della cosiddetta Madonna di Foligno di Raffaello e la ridisegnò, inserendo una serie di riferimenti alla chiesa della Guardia: ai piedi della Madonna, circondata di angeli, dipinse una giovinetta, simbolo della nascente borgata che offre il cuore a Maria; dalle braccia di Maria, il bambino Gesù, porge alla ragazza un'ancora, segno di stabilità e di fermezza della fede; a destra dipinse la chiesetta della Guardia con sullo sfondo la scogliera di San Giovanni li Cuti, a sinistra, in profondità, la Cattedrale di Catania, e quindi, in lontananza, il monte Etna, che all'epoca doveva essere realmente…
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