Kaart › Musea en theaters › Catania
⛔ Dit centrum heeft een ZTL: check de tijden voordat je naar binnen rijdt
La Città della scienza, detta anche Città della scienza di Catania per distinguerla dall'omonima struttura napoletana, è un'iniziativa di promozione e di divulgazione scientifica gestita da volontari provenienti in prevalenza dall'Università degli Studi di Catania e situata in una vecchia raffineria di zolfo sita in via Simeto a Catania, non distante dalla stazione centrale. Essa è composta da un museo scientifico interattivo composto da cinque sezioni definite isole, un'area espositiva distribuita lungo un corridoio sospeso, un auditorium, alcuni laboratori e un'area ristoro.
La Città della scienza catanese non ha avuto una genesi breve e lineare, tra ritardi e aperture a singhiozzo, trovando la sua inaugurazione sperimentale a diciotto anni dalla sua progettazione, avvenuta identificando una vecchia raffineria dismessa quale futura sede di quello che sarebbe dovuto diventare il secondo museo scientifico del Mezzogiorno.
La raffineria
L'industria solfifera siciliana divenne portante dopo il 1851, principalmente per l'impiego dello zolfo quale anticrittogamico contro l'Oidium tuckeri, parassita della vite. Lo zolfo di Sicilia divenne piuttosto rinomato e ricercato in Europa e trovava a Catania il maggiore centro di raffineria, di smercio e di trasporto attraverso una fitta rete di ferrovie e quindi via mare. Il maggior raggruppamento di opifici era localizzato lungo l'attuale viale Africa (il nucleo maggiore di questi costituisce oggi il Centro fieristico le Ciminiere) per la breve distanza dalla stazione centrale e di conseguenza dal porto del Caito, ma non mancavano ad esempio in prossimità del Porto Ulisse nel quartiere di Ognina. Nel 1887 si contavano ben 17 raffinerie che davano lavoro a circa 40.000 persone. Tra queste, non distante dalle evocative vie dei Zolfatai e Raffineria, esisteva il laboratorio dei due fratelli Caruso Torrisi, da cui svettava la ciminiera del forno in cui si fondeva lo zolfo grezzo alta 23 metri. La tecnica usata per la raffinazione del minerale era il metodo Lamy, adottato in città dal 1844: nella caldaia in ghisa a vapore si raggiungevano i 116 °C per la fusione; lo zolfo liquido era incanalato in cilindri verticali chiusi; da qui passava ai recipienti aperti e quindi versato negli stampi rettangolari da circa 50 kg (pani o balati) o cilindrici (cannoli). Era presente anche un mulino a doppia macina per la…
L'edificio scelto per ospitare la Città della scienza catanese ne ha anche condizionato in parte l'estetica e la gestione degli spazi. Trattandosi di un vecchio opificio, si sono potuti utilizzare i grandi ambienti destinati a deposito. Una parte dei lavori ha interessato la messa in sicurezza dell'alta ciminiera, imbrigliata in una tensostruttura che in caso di sisma violento permette alla colonna di mattoni di crollare su sé stessa in un punto localizzato e sicuro. Il cortile irregolare dove avveniva la pesatura dello zolfo, è diventato il fulcro del centro, attorno cui si distribuiscono i diversi ambienti, concepito come un luogo di incontro e di socializzazione, mentre gli elevati ambienti dalla notevole luminosità si sono prestati ad ospitare due livelli di visita, abbattendo i diaframmi realizzati dopo la chiusura della raffineria. L'edificio si trova esteso su 2700 metri quadrati distribuiti su circa 2000 m² di strutture chiuse e 700 m² costituiti dal cortile. L'ingresso è ricavato da un ambiente reso luminosissimo grazie al rivestimento di ampie superfici con lastre di vetro temperato da cui inizia uno scivolo a spirale in zinco-titanio conducente in una galleria sospesa che permette di vedere in contemporanea le attività del piano sottostante e gli spazi espositivi del secondo piano. La galleria si snoda per lunghezza attraverso tutti gli ambienti, legandoli tra loro. Le diverse sale sono concepite in funzione del visitatore evitando una cesura tra gli spazi espositivi e di interazione. La sala maggiore chiude il plesso a est ed è ritmata da tre alti pilastri rinforzati da un esoscheletro antisismico. Isolato dal percorso visita è l'auditorium, al quale si può accedere anche dalla via Costarelli. Parallelo ad esso sono i diversi ambienti di servizio e gli…
La distribuzione dello Science Centre - area di interazione - prende il nome di isole. Le isole delineate sono cinque: Vita, Robot, Bit, Eureka! e Spazio.
Vita
Curato dal dipartimento di biologia, quest'area permette la comprensione delle discipline relative agli organismi viventi per comprenderne la diversità, il funzionamento e le interazioni dal livello molecolare a quello comunitario, attraverso i meccanismi evolutivi che condizionano i processi biologici. L'area ospita diversi microscopi, le riproduzioni tattili delle cellule (procariotica, eucariotica vegetale ed eucariotica animale) e l'albero della vita, un grande cilindro su cui è illustrata l'appartenenza delle principali specie viventi azionato dalla ruota della vita.
Robot
Quest'area è dedicata alla robotica e alla realizzazione ed esposizione di automi. Tra i reperti in mostra, il braccio meccanico capace di risolvere il gioco della torre di Hanoi nel minor numero di mosse, robot capaci di calciare un pallone, salutare e inchinarsi. Questi macchinari servono a far capire quanto elaborate siano attività apparentemente semplici come i gesti quotidiani. Questa è anche l'unica area con guida museale elettronica.
Bit
La sezione informatica del museo è caratterizzata dall'alta concentrazione di sofisticati elaboratori elettronici capaci di una interazione diretta tra l'uomo e il computer, di utilizzare interfacce tridimensionali, di percepire i movimenti del corpo umano e farlo interagire attraverso animazioni e simulazioni virtuali, di interagire con superfici tattili.
Eureka!
Dedicato al mondo della fisica, l'area espositivo-ludica Eureka! possiede numerosi exhibit, ossia meccanismi concepiti per allenare la mente e imparare giocando. Si tratta di oggetti con cui interagire per apprendere i fondamentali di…
All'interno del complesso sono ospitate diverse mostre finalizzate all'aspetto didattico ovvero al coinvolgimento emotivo-estetico. Le mostre didattiche sono distribuite lungo il corridoio sospeso, mentre le altre esposizioni non seguono percorsi lineari, incentivando la visita libera nel fruitore del museo. La filosofia delle esposizioni e delle installazioni artistiche si fonda sul pensiero di Frank Oppenheimer, fondatore dell'Exploratorium di San Francisco: "Sia l'arte che la scienza sono necessarie per comprendere pienamente la natura".
Galleria d'immagini
La galleria sospesa è stata inaugurata con l'esposizione di oggetti appartenenti ai dipartimenti universitari dell'ateneo catanese. Adatta a ospitare mostre, nel 2015 espone diversi esemplari appartenenti alle collezioni storico-scientifiche abitualmente custodite nelle sedi dei dipartimenti di provenienza. Sono esposti esemplari di uccelli imbalsamati provenienti dal museo di zoologia di Catania, fossili del museo di paleontologia. La particolarità della galleria sta nel richiamare le sottostanti isole ludiche richiamando all'aspetto didattico il gioco e viceversa. Per esempio, al di sopra dell'isola Eureka! sono esposti alcuni esemplari dell'antica strumentazione di fisica, parte della vasta collezione universitaria (circa 200 pezzi) datati al periodo a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Restaurati e catalogati prima dell'esposizione, alcuni di questi reperti sono pienamente funzionanti.
Il linguaggio in mostra
Lungo gli ambienti esiste anche un percorso che parte dalla sala lettura per distribuirsi per tutto l'edificio intitolato Il linguaggio in mostra. Sono esposte frasi e comunicazioni verbali che conducono dalle prime articolazioni vocali al segno e alla scrittura digitale. L'area è curata dal…
Van Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Lees het hele artikel
Overgenomen van de officiële website, gelezen op 15 september. Controleer voordat je vertrekt.
Gegevens: Wikidata (CC0). Prijzen en tijden veranderen: controleer voordat je gaat.
Route Kaart Website +39 095 6139243
37.50958 N · 15.09892 E
chiesa del Santissimo Sacramento Ritrovato (Santissimo Sacramento Ritrovato)
chiesa del Santissimo Crocifisso della Buona Morte (Crocifisso della Buona Morte)Verkeerde openingstijden, een afgesloten weg, een verhaal dat verteld mag worden: schrijf het hier. Een mens leest het voordat er iets op de pagina verandert.
Het veiligheidspunt van dit gebied ★ Niet te missen Terug naar de kaart
Plekken: © OpenStreetMap-bijdragers (ODbL). Teksten en foto’s: Wikipedia en Wikimedia Commons, CC BY-SA. Kaart: OpenStreetMap.