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Il Duomo di Castroreale o Duomo di Santa Maria Assunta, sorge in piazza Duomo e il prospetto principale si affaccia su piazza Duomo e Corso Umberto I. È la più grande delle chiese di Castroreale. Appartenente all'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, vicariato di Barcellona Pozzo di Gotto sotto il patrocinio di San Sebastiano, arcipretura di Castroreale, parrocchia di Santa Maria Assunta.
Nella struttura sono identificabili innumerevoli ricostruzioni, ristrutturazioni, ampliamenti, restauri, migliorie apportate nel corso dei secoli, ma è spesso difficile risalire alle cause che hanno determinato tali interventi. L'edificio è un monumento longevo, ubicato in un contesto intriso di storia millenaria.
A parte rari e lievi eventi bellici o imprevedibili incendi di carattere prettamente locale, la stragrande maggioranza delle calamità che hanno interessato il centro abitato di Castroreale è costituita da eventi sismici che nel corso dei secoli hanno interessato vasti comprensori o province o zone della Sicilia [4], molte volte estese aree dell'Italia meridionale. Nello scorso millennio nell'isola sono stati documentati decine di terremoti distruttivi, quello del 22 aprile 1717 ad esempio, è conosciuto proprio come terremoto di Castroreale, pertanto navate, absidi, campanili e manufatti per quanto massicci, sono stati continuamente sottoposti a sollecitazioni e crolli.
Le fonti non sempre provate e certificate, quasi sempre appannaggio di soli cronisti storici nobiliari o d'istituzioni religiose, limitate territorialmente, andavano sistematicamente perdute a ogni disastro. Anche i vari contagi ed epidemie di peste e colera caratterizzano nel tempo molti aspetti religiosi e sociali della vita cittadina, eventi che si inseriscono in un contesto più ampio di quello costituito dalla sola realtà locale.
Epoca aragonese
Per gli storici locali il titolo di "Chiesa Madre" deriva dalla chiesa di Gesù e Maria, luogo di culto trecentesco eretto entro le mura della città col titolo di San Nicolò, sede dell'omonima "Confraternita di Gesù e Maria".
Sulla data di avvio dei lavori della sua costruzione gravano molte incertezze per la mancanza di notizie fondate e…
Facciata tipica del manierismo con decorazioni di stile classico e barocco. Il lato destro è occupato dalla massiccia mole del campanile che occupa parzialmente la piccola spianata frontale, sulla sinistra è presente un poderoso e animato contrafforte. La facciata è incentrata su un maestoso portale marmoreo, una breve scalinata consente l'accesso attraverso l'unica porta del prospetto principale. La cornice interna del portale è sormontata da architrave festonato con testa d'angelo alata. Un fregio centrale sostenuto da putti reca l'iscrizione "MONSTRA TE ESSE MATREM MDCCXXV" (1725). Sotto l'elaborato cornicione è incastonata una targa posta sotto il regno di Filippo IV di Spagna MDCXXXIII (1633). Colonne ioniche dai capitelli corinzi reggono un doppio timpano sovrapposto, la parte aggettante spezzata e simmetrica ad arco. Le sime reggono due figure femminili col corpo reclinato e lo sguardo rivolto al centro della facciata. La fascia del frontone reca l'iscrizione "SANCTA MARIA ADVOCATA POPULI CASTRENSIS ORA PRO NOBIS". All'interno del timpano spezzato una coppia di erme con volti maschili sostiene una trave con testa d'angelo scolpita, a sua volta sormontata da timpano ad arco intero con vasi inghirlandati di frutta posti sugli spioventi. Sopra una targa riportante la data MDCCLXXVI (1776) è collocato uno stemma coronato con putti e motivi a foglie d'acanto recante la dicitura "SPES NOSTRA SALVE". Al centro, la nicchia con volta a conchiglia, ospita la statua della Vergine su un basamento d'angeli alati. Il contrafforte richiama il caratteristico cornicione mistilineo con lobo centrale sormontato da croce con banderuola, pinnacolo piramidale sul lato estremo a sinistra.
Nella controfacciata è incassato l'arco a sesto acuto dell'antica abside, chiaro segnale dal…
Navata centrale
L'impianto è a croce latina con ampia navata centrale e copertura a capriate. L'aula è articolata in tre navate divise da sedici colonne culminanti con variegati capitelli corinzi sui quali poggiano e si aprono sette grandi archi a tutto sesto su ogni lato, lungo le pareti di ciascuna navata minore sono disposti sei altari e un ingresso laterale. Peculiarità dell'impianto ecclesiale è la presenza di un cornicione in pietra locale sulle pareti laterali interne, manufatto sorretto da pilastri paraste scanalati con capitelli corinzi atto a formare delle navatelle ad arco poco profonde, dove sono incassati gli altari minori. Entrambe le composizioni sono finemente e riccamente decorate con fregi floreali, antropomorfi e geometrici in rilievo; sui contrafforti sono presenti numerosi vasi ornamentali e stemmi di casate nobiliari o famiglie illustri.
In prossimità delle ultime arcate a ridosso del grande arco del transetto, sul lato destro è possibile ammirare un pregevolissimo pergamo marmoreo del 1646, commissionato dai Giurati di Castroreale sul modello cinquecentesco di Andrea Calamech documentato nel duomo di Messina. Al centro dei lati del capitello corinzio sono riprodotti i volti dei quattro Evangelisti (verosimilmente i volti di eresiarchi: Maometto, Giovanni Calvino, Martin Lutero, Zuinglio), lungo la stele raffinatissimi motivi floreali e antropomorfi, nei riquadri dell'ottagono della navicella del pulpito, scolpite sugli intarsi delle formelle in marmo, le figure della Vergine, di santi e sante. Nelle immediate vicinanze, su una penisola aggiunta al pavimento del transetto, è sistemato l'ambone di moderna fattura. Nella campata diametralmente opposta è collocata la cattedra.
Navata destra - lato est
Prima campata: Altare della Madonna del…
Anche lo strumento musicale subisce i danni delle calamità, ricostruito sul modello dell'antica cassa lignea risalente al 1612 ad opera del maestro organaro Giovanni Vito Adragna, già rimaneggiato e ampliato nel XIX secolo, subisce le distruzioni del terremoto del 1908, ad eccezione del prospetto anteriore. Fino al 1998 il monumentale manufatto era addossato alla controfacciata occultando l'arco trionfale della costruzione medievale. Pochi documenti storici scampati alla distruzione permettono di ricostruire lo strumento con le caratteristiche basilari quali dovevano essere nel 1612, cioè di uno strumento di base 16' e quindi di potenza sonora notevole, ma di ampliarlo, dotandolo di 2 tastiere e di estensione do1 – fa5 (54 tasti).
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chiesa di Santa Maria degli Angeli (Santa Maria degli Angeli)
torre di Federico II (Federico II's tower)Verkeerde openingstijden, een afgesloten weg, een verhaal dat verteld mag worden: schrijf het hier. Een mens leest het voordat er iets op de pagina verandert.
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Plekken: © OpenStreetMap-bijdragers (ODbL). Teksten en foto’s: Wikipedia en Wikimedia Commons, CC BY-SA. Kaart: OpenStreetMap.