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Mendolito ist die geläufige Bezeichnung für eine ehemalige sikulische Stadt unbekannten Namens, die im Bezirk Mendolito der Stadt Adrano lag. In der wissenschaftlichen Literatur wird sie auch Simaethia genannt. Sie liegt gut 4 km in Luftlinie nordwestlich von Adrano auf der linken Seite des Simeto in der Metropolitanstadt Catania in Sizilien.
La frequentazione dell'area si è ipotizzata a partire dall'XI-IX secolo a.C., sebbene più a est e più in alto in quota si trovi la Grotta del Santo, frequentata già in età castellucciana (prima metà del III millennio a.C.).
Una serie di capanne relative alla facies etnea della cultura sicula iniziarono a costituire un villaggio certamente nel corso dell'VIII secolo a.C., periodo a cui appartengono i ritrovamenti più antichi rinvenuti negli scavi compiuti presso le aree abitative. La formazione di una cittadella si potrebbe ipotizzare quale conseguenza al sorgere delle prime poleis sicheloe, ossia le città fondate dai coloni greci in Sicilia durante la fine del secolo.
L'accrescimento del potere, la conquista di porzioni sempre più consistenti di territori e la fondazione di sub-colonie da parte delle città greche porta il villaggio alla realizzazione di una massiccia opera di fortificazione in emplekton nel corso della seconda metà del VI secolo a.C., di cui ci rimane una maestosa porta stretta tra due profonde torri "a ferro di cavallo", quasi certamente rifatta in più parti, come testimonia una parete della torre ovest da cui emerge una struttura precedente dagli angoli a blocchi ben squadrati, inglobata dal resto del fortilizio a grosse pietre poligonali. Il villaggio conosce l'abbandono nel corso del V secolo a.C., forse a seguito della fondazione di Adranon.
Nel corso dei secoli il sito, ormai spopolato, assume un carattere decisamente rurale: mai del tutto abbandonato - resti di tegole ellenistiche e frammenti di ceramica romana possono far pensare alla presenza di una comunità contadina - divenne tappa obbligata per il passaggio del fiume Simeto, mediante un ponte edificato originariamente in età romana.
Tale struttura venne ricostruita nel corso della…
La fondazione della città viene fatta risalire all'XI-IX secolo a.C., in un'ansa del fiume Simeto tra Adrano e Centuripe.
Il luogo ricco di vegetazione e al sicuro da attacchi da parte dei nemici era un luogo ottimale per far sorgere una città. Fu un importante centro per la lavorazione dei metalli. L'area archeologica si estende per circa 80 ettari tra le contrade Mendolito, Mendolitello, Polichello e Sciare Manganelli e comprende una serie di edifici rinvenuti nel corso degli anni 1960, 1980 e 2000, nonché una lunga porzione di mura perimetrale e la porta sud dell'abitato. L'area comprende diversi fondi privati non ancora soggetti ad esproprio.
Necropoli
La città aveva presso la contrada Sciare Manganelli la sua necropoli meridionale, a distanza non eccessiva dalla porta sud. Qui vennero alla luce durante le campagne di scavo di Orsi alcune tombe in pianta circolare definite dall'archeologo triestino tholoi. Dette tombe dovevano probabilmente essere chiuse da filari in pietra digradanti verso un centro in alto formando una pseudocupola.
Altre quindici tombe a tholos vennero scoperte dalla Pelagatti; queste erano formate da un unico ambiente ovoidale o circolare cui si accedeva da un piccolo dromos, mentre il pavimento era ricavato dal banco roccioso. Si è ipotizzato che fossero destinate ad accogliere più individui monofamiliari.
I corredi, differenziati, erano composti da ceramiche locali nello stile di Licodia, ceramiche di importazione greca, oggetti in bronzo e scarabei pseudo-egizi in faience. La necropoli non appare precedere la metà dell'VIII secolo a.C. e la sua frequentazione appare concentrata tra il VII e il V secolo a.C..
Nella proprietà Stissi rinvenne un tipo di sepoltura diversa dalle precedenti: una deposizione alla cappuccina di tipo greco databile…
A scoprire il sito, come detto, fu alla fine del XIX secolo il prevosto Salvatore Petronio Russo, studioso adranita che identificò parte delle mura e dell'abitato. Egli ritenne che il sito dovette chiamarsi Simaethia, traendo il nome dal vicino fiume Simeto, presso cui sorgeva la cittadella.
Negli anni 1898-1909 l'archeologo Paolo Orsi si occupò degli scavi in zona, ampliando le ricerche nell'abitato e a sud, presso le Sciare Manganelli, dove identificò una necropoli a tholoi. Nel periodo in cui egli si interessò alla contrada del Mendolito si rinvenne occasionalmente il grande ripostiglio da circa 800 kg in bronzo nel fondo Ciaramidaro; fu poi cura dell'archeologo acquistare i vari pezzi che erano stati dispersi dal luogo di rinvenimento. La pubblicazione dei suoi Taccuini di scavo avvenne settanta anni dopo per opera dell'archeologa Paola Pelagatti, la quale tornerà a scavare nel sito a partire dal biennio 1962-1963. In questi anni verranno alla luce la Porta Sud e la lastra in pietra calcarea incisa in caratteri greci e lingua sicula. Nel corso di tali scavi vennero alla luce anche altre sepolture ed abitazioni, nonché resti architettonici di un edificio di culto o pubblico.
Altri scavi vennero compiuti dalla Sovrintendenza di Catania sotto la conduzione dell'archeologa Gioconda Lamagna nel biennio 1988-1989. In questa occasione si ampliarono le conoscenze dell'abitato nel predio Sanfilippo e si identificò un grande edificio allungato a pianta rettangolare diviso da tre pareti interne in quattro ambienti di diversa dimensione.
Gli ultimi scavi compiuti sempre sotto la direzione della Lamagna vennero iniziati nel 2009 per concludersi nel mese di febbraio dell'anno successivo, grazie all'ausilio dei volontari di Siciliantica che vennero distribuiti in sei turni di…
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