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castello di Pentefur

Casteddi e ruvini
castello di Pentefur
Fotu: Wikimedia Commons · CC BY-SA

Il castello Pentefur si trova su uno dei due colli su cui sorge l'abitato di Savoca, comune italiano della città metropolitana di Messina, in Sicilia.

Apprufunnimentu (it)
Storia

Il maniero occupa il pianoro sulla sommità dell'omonimo colle; edificato in posizione strategico-difensiva, ha la base di forma trapezoidale. È ridotto ormai a pochi ruderi, consistenti in ampi tratti della cinta muraria merlata (merli guelfi) e dotata di feritoie, in alcune cisterne e nei resti di un mastio quadrangolare. Detto mastio era a due elevazioni, su un'area di 350 m², sito nella parte più alta del pianoro, al suo interno sono ancora visibili le tracce di una ripartizione in diversi ambienti. Risulta riconoscibile l'area riservata alla cucina, grazie al ritrovamento di gusci di frutti di mare e di resti di ossa di animali macellati. Sono ancora visibili tracce di varie pavimentazioni risalenti a diverse epoche che vanno dal VII al XVII secolo.
Potrebbe essere stato eretto su un precedente centro abitato fortificato di epoca tardo-romana o bizantina.
Secondo un'antica leggenda medievale, venne edificato dai leggendari e misteriosi Pentefur: cinque ladroni evasi dal carcere di Taormina che lì stabilirono il loro nascondiglio dal quale condurre scorrerie per le contrade vicine.
Tuttavia, il toponimo "Pentefur" deriverebbe da "πέντε - pente" = cinque e "φυλή - fulè" = quartiere, quindi cinque quartieri, per il fatto che l'originario abitato di Savoca, in epoca bizantina era ripartito in cinque quartieri.
A partire dal IX secolo, il castello fu frequentato e riadattato, lo dimostra la tecnica costruttiva (di influenza araba) delle cisterne presenti al suo interno.
L'attuale struttura è una riedificazione del XII secolo, voluta dal Re Ruggero II di Sicilia, diventata residenza estiva dell'Archimandrita di Messina, signore feudale della Baronia di Savoca.
L'Archimandrita messinese trascorreva, assieme alla sua corte, i mesi estivi dell'anno all'interno del…

Elenco dei Signori feudali di Savoca e Signori del Castello di Pentefur (1134-1812)

1134-1149, san Luca I di Messina, Abate Basiliano
1149-1158, Luca II, Abate
1158-1165, Onofrio I, Abate
1165-1168, Niceforo, Abate
1168-1184, Onofrio II, Abate.
1184-1190, Ninfo I
1190-1202, Leonzio I, Abate
1202-1219, Luca III Abate
1219-1223, Ninfo II
1224-1233, Macario
1233-1239, Ninfo III Abate
1239-1248, Paolo I
1248-1249, Paolo II
1250-1255, Pafnuzio
1256-1259, Giacomo I
1259-1261, Teofimo
1261-1266, Eutimio, Abate
1266-1282, Isacco
1282-1290, Giacomo II, Abate.
1291- ? Barnaba
1313-1345, Ninfo IV, Abate
1345-1355, Teodorico il semplice, Abate.
Tra il 1355 ed il 1386, la cittadina di Savoca e il suo Castello passano sotto il diretto controllo della Corona di Sicilia che lo esercita tramite militari; gli Archimandriti messinesi non esercitano alcun potere politico.

1355-1356, Guglielmo Rosso d'Aidone, Capitano di guerra
1356-1385, Federico di Giordano, Capitano di guerra.
1357, Pietro Markisio, vice-capitano di guerra.
1385-1386, Tommaso Crisafi, Capitano di guerra.
1386, Federico Spadafora, Capitano di guerra
Il Castello non è più "Regio" e torna definitivamente in mano agli Archimandriti.

1386-1415, Paolo III di Notarleone (Archimandrita)
1415-1421, Fr. Onofrio III de Bufalis
1421-1450, Fr. Luca IV de Bufalis
1450-1456, Fr. Paolo V de Bufalis
1456-1465, Card. Basilio Bessarione da Trebisonda
1465-1468 Fr. Pietro Vitali
1468-1503, Leonzio II Crisafi
1503-1510, Alfonso d'Aragona
1510-1530, Card. Andrea della Valle
1530-1555, Annibale Spadafora
1555-1561, Giovanni Andrea Mercurio
1561-1564, Garzia del Naro
1564-1585, Lorenzo Teodoli
1585-1591, Francesco I del Pozzo
1591-1599, Nicolò Stizzìa
1599-1620, Felice Novello
1620-1628, Fr. Ludovico Agliaga
1628-1647, Diego de Requiesenz
1647-1650, Francesco II Gisulfo e Osorio
1650-1682, Card. Federico…

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