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La chiesa di Santa Cita è un luogo di culto cattolico della città di Palermo, situato nel mandamento Castellamare, oggi parrocchia con il titolo di S. Mamiliano.
1369, Sono documentati la chiesa e l'ospedale di Santa Cita presso «Porta San Giorgio» edificata dalla comunità lucchese.
1428, I domenicani della vicina chiesa di San Domenico chiedono la concessione di un luogo più appartato a Nicolò Speciale viceré di Sicilia e a Ubertino de Marinis arcivescovo di Palermo.
1458, È edificata la consorella chiesa di San Vincenzo Ferreri dei «Confettieri».
1586 - 1603, Ha inizio la costruzione della nuova chiesa di Santa Cita, opera diretta dall'architetto Antonio di Salvo. Interruzione dei lavori per la morte dello stesso allo gettare delle fondamenta. Grazie alle numerose commissioni di mercanti e patrocinatori, Antonello Gagini ha realizzato nel preesistente luogo di culto monumentali apparati funebri d'impianto rinascimentale. La ricostruzione comporta lo smantellamento e spesso la perdita dei preziosi aggregati marmorei. In molti casi i capolavoro sono sapientemente ricollocati nella nuova struttura.
1586, La ripresa dei lavori diretti da Giuseppe Giacalone prevede lo spostamento del cantiere: la chiesa dei Santi Quaranta Martiri Pisani al Casalotto intralcia con la realizzazione dell'abside secondo il progetto.
1603, Consacrazione del nuovo edificio, le vecchie colonne della primitiva costruzione sono attualmente visibili nel chiostro.
1781, La chiesa è portata definitivamente a termine.
1943, I bombardamenti della seconda guerra mondiale devastano la navata sinistra e le prime due cappelle della navata destra.
1945, Nel primo dopoguerra la chiesa è utilizzata come deposito di derrate alimentari e aula di Tribunale.
1952, Riapertura e dedicazione a San Mamiliano.
La chiesa ha subito grossi danni per i bombardamenti della seconda guerra mondiale, a causa dei quali sono andate perdute le navate laterali ma sono rimasti intatti l'abside ed il transetto. Annesso alla chiesa vi è l'omonimo oratorio. All'interno si conservano molte opere d'arte. È presente anche un arco di pietra appartenente alla prima chiesa del XIV secolo. Di particolare rilievo la Cappella della Madonna del Rosario decorata con commessi marmorei scolpiti da Gioacchino Vitagliano nei primi anni del XVIII secolo su modelli di Giacomo Serpotta. Espressione del rinascimento siciliano la Pietà di Giorgio da Milano, scolpita alla fine del XV secolo.
Acquasantiera di Bartolomeo Dalechima del 1460 proveniente dalla demolita chiesa di San Giacomo la Marina.
XVI secolo - disposizioni documentate
Le meticolose descrizioni di Antonino Mongitore e Gioacchino di Marzo permettono di ricostruire le genealogie dei casati committenti, la composizione delle cappelle gentilizie, la disposizione ante e post rimodulazione delle opere di Antonello Gagini.
?, "Cappella Corbera", manufatto marmoreo, monumento funebre commissionato dalla famiglia Corbera con la riproduzione del Risorto sul sepolcro fra guardie pretoriane. Opera recuperata e riassemblata in una cappella laterale sinistra.
1522c., "Sepolcro", manufatto marmoreo, monumento funebre commissionato da Francesco Zuppetta per il fratello Giovanni Zuppetta † 1522, opera caratterizzata dal rilievo Cristo libera le anime dei Santi Padri dal Limbo. Rilievo superstite incastonato in una cappella laterale. Entrambi i bassorilievi erano documentati nella Cappella di Santa Maria Maddalena.
XIX secolo - disposizioni documentate
Navata destra:
Prima campata: Cappella di Santa Cita. Altare con statua raffigurante Santa Cita.
Seconda campata: Cappella di Santa Maria Maddalena. Altare con statua raffigurante Santa Maria Maddalena con dipinto di Pietro Novelli. Luogo patrocinato e deputato alle sepolture delle famiglie Beccadelli di Bologna - Gomez de Silvera.
Terza campata: Cappella di San Tommaso. Altare con statua raffigurante San Tommaso d'Aquino della bottega del Masaccio. Titolare del patrocinio la famiglia Termini.
Quarta campata: Cappella di Maria Vergine. Altare con statua marmorea raffigurante la Vergine. Titolare del patrocinio la famiglia Del Colle. È documentato un quadro di Antonello da Messina.
Quinta campata: Cappella di Santa Rosa. Altare con statua raffigurante Santa Rosa.
Navata sinistra:
Prima campata: Cappella della Pietà. Altare con statua raffigurante la Pietà di scuola…
Convento domenicano di Santa Cita, dodicesima istituzione dell'Ordine dei frati predicatori in terra di Sicilia fondato nel 1428. Allo stato attuale sono pervenuti una piccola porzione di chiostro, il portico occidentale e relativo loggiato, quest'ultimo insieme alla scalinata, costituisce l'accesso all'Oratorio.
Dal 22 luglio 1489 dipendeva da questa sede il convento domenicano di Castelvetrano.
Pietro Geremia, predicatore domenicano.
Nel 1852 proveniente dalle strutture della Casa gesuitica di San Francesco Saverio all'Albergheria, vi fu trasferito l'ospedale negli ambienti dove attualmente si trova la caserma della Guardia di Finanza "Giuseppe Cangialosi".
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Museo del Risorgimento Vittorio Emanuele OrlandoN'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
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