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L'Obelisco alle XIII Vittime del 14 aprile 1860, o più semplicemente l'Obelisco delle XIII Vittime, è una scultura situata a Palermo, nell'omonima piazza, nei pressi della Cala.
Nel corso della repressione della rivolta da parte dell'esercito borbonico, tredici arrestati furono rinchiusi nel Castello a Mare. Temendo nuove insurrezioni, le autorità borboniche decisero di procedere alla loro esecuzione senza processo, a monito contro i rivoltosi.
I prigionieri furono condotti, con gli occhi bendati, presso un bastione di Porta San Giorgio, dove vennero costretti a inginocchiarsi e fucilati. Dodici di essi morirono dopo le prime due scariche di fucile. L'unico sopravvissuto, il macellaio palermitano Sebastiano Camarrone, fu ucciso con un colpo alla testa.
Il monumento fu progettato dallo scultore Salvatore Valenti ed inaugurato il 4 aprile 1883, giorno del 23° anniversario dello scoppio della Rivolta della Gancia.
La struttura è costituita da un obelisco sormontato da una stella. Sul basamento sono incisi i nomi dei tredici patrioti fucilati: Michelangelo Barone (30 anni), Gaetano Calandra (34), Sebastiano Camarrone (30), Cono Cangeri (34), Andrea Coffaro (60), Domenico Cucinotta (31), Nicolò Di Lorenzo (32), Giovanni Riso (58), Liborio Vallone (44), Pietro Vassallo (40), Francesco Ventimiglia (27), Michele Fanara (22) e Giuseppe Teresi (28).
Nel corso dei bombardamenti del 1943, l'area circostante fu quasi interamente distrutta. Il monumento, tuttavia, rimase sostanzialmente indenne e non riportò danni significativi. Nel 1952 il monumento fu spostato nella sua attuale collocazione, all'interno dell'area del sito archeologico del Quartiere degli Schiavoni, comunque a poca distanza dall'originaria localizzazione.
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N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
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