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Il palazzo Sangiuliano è situato in piazza dell'Università a Catania, di fronte alla sede dell'Università. Ospita gli uffici amministrativi dell'Università degli Studi di Catania.
Il palazzo è sito nell'area della fera lunaris, cioè la zona dove prima del terremoto del Val di Noto del 1693 si teneva il mercato del lunedì. Prima del sisma, vi era iniziata la costruzione del nuovo Collegio dei Gesuiti, ma dopo di esso non fu più possibile procedere a causa della contrarietà sia dai padri del convento di Santa Caterina, sia delle monache del monastero di Sant'Agata, per il timore di sguardi indiscreti, sia dall'Università, nonostante la speranza dei Gesuiti che gli studenti potessero fruire tanto della cultura quanto della religione. Il collegio dovette quindi ripiegare e ricostruire nella sede del collegio antico, acquisendo dei terreni di proprietà della famiglia Asmundo. Antonino Paternò Castello barone di Mandrascate, che nel 1693 aveva sposato Giulia Asmundo, chiese e ottenne dalla Regia Curia l'assegnazione del terreno di proprietà dei Gesuiti nella fera lunaris, con le case diroccate e poi ricostruite che vi sorgevano, in virtù di crediti vantati nei confronti del collegio. Inoltre, nel 1702 Antonino Paternò Castello ottenne, grazie alla discendenza della moglie, il titolo di primo marchese di San Giuliano della famiglia Paternò Castello.
Avendo già acquistato nel 1731 forniture di calce e rena rossa, il primogenito di Asmundo, Orazio Paternò Castello e Asmundo secondo marchese di san Giuliano, decise nel 1735 di costruire il suo grande palazzo e incaricò l'architetto e abate Giovanni Battista Vaccarini di redigere il progetto. I lavori vennero avviati il 20 dicembre 1738 quando Orazio, divenuto capitano di giustizia della città, li affidò a Domenico Battaglia e Ignazio Boscarino. La costruzione del "Quarto di Levante" fu ultimata il 17 novembre 1741, ma i lavori proseguirono con l'acquisto e la demolizione di ulteriori case nella contrada…
Di particolare interesse è il partito centrale con il maestoso portone e la tribuna d'onore soprastante, di sicura ideazione vaccariniana. Costruito con vari marmi policromi, il portone è fiancheggiato da due colonne di marmo. Al culmine dell'arco è posto un doppio stemma, a sinistra dei Paternò Castello, committenti del palazzo, a destra quello degli Asmundo. Dello stesso Vaccarini è l'invenzione dell'originale scalinata a due rampe con portico a colonne posto in fondo alla corte interna in asse con il portone.
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37.50372 N · 15.08784 E
chiesa di Santa Maria dell'Ogninella (chiesa Santa Maria Ogninella)
chiesa di Sant'Orsola (Sant'Orsola)N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
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