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basilica di Maria Santissima del Soccorso (Chiesa Madre di Maria Santissima del Soccorso)

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basilica di Maria Santissima del Soccorso (Chiesa Madre di Maria Santissima del Soccorso)
Foto: Wikimedia Commons · CC BY-SA

La basilica di Maria Santissima del Soccorso o chiesa madre o matrice è il principale luogo di culto cattolico ubicato in Piazza Don Minzoni di Sciacca.

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Storia

Epoca bizantina
Tempio dedicato a San Pietro, chiesa di San Pietro in Castro, primitivo luogo di culto con funzioni di chiesa madre ubicato entro la cinta muraria del castello vecchio.

Epoca normanna
Fondata nel 1108 da Giulietta la Normanna, figlia del conte Ruggero al centro dell'antico quartiere Ruccera. Signora di Sciacca dal 1100 al 1136, incarna le vicende personali con Roberto I di Bassavilla, legame osteggiato dal padre, con quelle della peccatrice penitente, alla quale volle dedicare il tempio più grande fra quelli patrocinati ed edificati nella Signoria di Sciacca.
Un'altra versione attribuisce l'edificazione al padre Ruggero d'Altavilla quale voto di ringraziamento alla Vergine Maria sotto il titolo dell'«Assunta». Era consuetudine dei membri del casato d'Altavilla innalzare chiese e cattedrali nei luoghi teatro delle più cruente battaglie contro l'invasore arabo, evento che si incardina nel lungo processo di ricristianizzazione dell'isola.
La progettazione della medievale costruzione è affidata ad Isidoro Incisa. Del primitivo impianto sono pervenute le absidi rivolte ad oriente e i poderosi archi gotici quattrocenteschi.

Epoca aragonese
Il sacro tempio era anche utilizzato come polo sociale ove venivano discusse e definite le scelte politico - amministrative della cittadina.
Il 30 giugno 1443 è celebrata la solenne ordinazione episcopale di Matteo de Gallo e Gimarra dell'Ordine dei frati minori conventuali di San Francesco d'Assisi, futuro beato della chiesa cattolica.

Epoca spagnola

Epidemie e affidamento
Come città di mare e alla stessa stregua delle due capitali del Regno, anche Sciacca sperimentò i lutti derivanti dalle varie epidemie di peste. In tempi differenti ma, congrui con il contagio avvenuto a Palermo il 7 giugno 1624 e la grande epidemia…

Facciata

La basilica sorge su un leggero declivio, pertanto il piano di calpestio è raccordato alla sede stradale da una breve gradinata con accesso ad un piccolo sagrato recintato con balaustre con tipiche colonnine ad anfora. Prospetto tripartito con nervature verticali in pietra viva costituite da paraste binate poggianti su alti plinti delimitanti i tre varchi d'accesso. Con i recenti restauri le estese parti in tufo creano un delicato contrasto cromatico con le limitate superfici intonacate. Singole paraste in conci delimitano le pareti con finestre dei prospetti nord e sud. Un cornicione con elaborate modanature e cornici marcapiano separano i due ordini. Chiude la prospettiva nella parte centrale un frontone incompleto che richiama l'architettura del primo ordine, raccordato ad esso da maestose volute a ricciolo. Stesse volute di raccordo e contrafforti lungo tutto lo sviluppo della copertura superiore.
Prospetto barocco con elementi rinascimentali e unico campanile sul lato sinistro. Colonne e capitelli ionici si sovrappongono alle paraste interne delle nervature centrali su entrambi gli ordini, sostenendo un timpano ad archi sovrapposti e spezzati che delimita il portale principale. Completano la decorazione della facciata tre sculture di Giandomenico e Antonino Gagini realizzate nel 1541, rispettivamente Santa Maria Maddalena, statua collocata fra i timpani ad arco dell'ingresso principale, San Pietro Apostolo e San Paolo Apostolo collocate entro le nicchie sovrastanti i timpani ad arco degli ingressi minori del prospetto. Le colonne del secondo ordine delimitano un finestrone con vetrate istoriate decorato con volute e sormontato da timpano a triangolo. Al centro sulla sommità una croce in ferro battuto.
La statua raffigurante San Calogero arricchisce l'ingresso…

Interno

Con la rimodulazione seicentesca le colonne sono state trasformate in possenti pilastri e gli archi ogivali mutati in archi a tutto sesto. Nel primitivo tempio sono documentate 14 cappelle e 23 altari. Oggi sono presenti quattro cappelle per navata minore, due nel transetto, due absidiole, un cappellone.
Il soffitto della navata centrale è interamente affrescato con la raffigurazione del Trono di Dio e la corte celeste, tema tratto dall'Apocalisse, ai lati dieci quadroni illustranti scene di vita di Santa Maria Maddalena, sull'asse mediano centrale sono presenti altri due quadroni: uno all'ingresso e l'altro in prossimità del presbiterio raffiguranti rispettivamente la Gloria di Maria e la Trasfigurazione.
Tutto il ciclo pittorico è opera di Tommaso Rossi, figlio di Mariano Rossi, realizzato nel 1829.

Navata destra
Prima campata: Cappella della Madonna delle Vittorie. Nell'ambiente è presente il sarcofago di Bartolomeo Tagliavia † 1551, manufatto attribuito a discepolo della bottega di Antonello Gagini, opera proveniente dalla primitiva Cappella della Madonna di Monserrato. Sulla parete il dipinto noto come Madonna dei Raggi, denominazione dovuta per via dei fasci di luce irradiati dalle mani del soggetto, opera d'autore ignoto.
Seconda campata: Cappella di Santa Maria Maddalena. Sull'altare è collocata la statua lignea raffigurante Santa Maria Maddalena penitente in sostituzione di una primitiva tela, opera di Francesco Lanzirotto dal titolo Santa Maria Maddalena con Santi e Beate.
Terza campata: ingresso laterale meridionale. Sul pilastro lato presbiterio è collocato il pulpito ligneo opera di Giuseppe Cannella del 1764, ideatore e autore del coro e dei confessionali.
Quarta campata: Cappella di San Calogero. Sull'altare è posta la statua lignea raffigurante San…

Sacrestia

Nella sacrestia e altri ambienti parrocchiali sono documentati:

1577, Formelle o stemmi, manufatti marmorei raffiguranti Santa Maria Maddalena tra leoni rampanti - antico stemma cittadino - lo stemma della famiglia Perollo e quello della famiglia Garro - Maurici. Opere realizzate da Giandomenico Gagini.
?, Martirio di San Lorenzo, dipinto proveniente dalla chiesa eponima.
?, Martirio di San Pietro, dipinto.
?, Santi Cosma e Damiano, dipinto.
?, Assunzione di Maria, verosimilmente bozzetto per affresco della volta della chiesa di Santa Maria delle Giummare.
XV secolo, Santa Maria degli Angeli o Madonna di Loreto, statua marmorea con dedica nel piedistallo della famiglia Tagliavia patrocinatrice della scultura, opera proveniente dalla chiesa del convento di San Francesco.
XV secolo, Santa Maria di Gesù, statua marmorea proveniente dalla chiesa del convento di San Francesco, già custodita nella chiesa di San Rocco.
?, Maria Maddalena, antico dipinto su tela, opera di ignoto.
?, Crocifisso, manufatto ligneo, documentato al centro del soffitto dell'antica chiesa.
Salone di San Rocco:
?, San Rocco, dipinto, opera di Giuseppe Sabella.
Sarcofago di Gerardo Noceto † 1545, botanico saccense del '500, collocato in un locale a piano terra, sottostante alla sagrestia, adibito a circolo ricreativo.

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Fotos
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Auf einen Blick

Erbaut1108
StilNorman Style

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37.50646 N · 13.08411 E

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