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Il castello dei Ventimiglia sorge a Castelbuono, nella città metropolitana di Palermo.
Voluto nel 1317 dal conte Francesco I Ventimiglia, è ad oggi il risultato di numerosi rifacimenti che rendono difficile ricostruirne l'aspetto originario. In seguito al restauro del 1997 sono inoltre emerse strutture di un edificio precedente al castello della famiglia di Geraci.
A pianta quadrangolare, presenta all'esterno un misto di stili che in quel periodo influenzavano tutta l'architettura siciliana. Il volume a cubo con le torri angolari quadrate riecheggia il normanno; la torre rotonda si rifà invece alle costruzioni militari sveve. Il terremoto degli inizi del XIX secolo ne distrusse i merli – di forma ghibellina a coda di rondine – le mura di cinta, le torri e gli archi, oggi in rovina. Alcune strutture difensive del XIII secolo e alcuni ambienti del XIV secolo sono al contrario rimasti intatti.
Nel 1920 il castello, nel frattempo acquisito dal barone Fraccia, passò al comune di Castelbuono. Oggi è sede del Museo civico.
Nel 2016 l'Amministrazione del Comune di Castelbuono vi ha realizzato un impianto geotermico a bassa entalpia nell’ambito del progetto “Green Communities” a sua volta parte del programma “Energie rinnovabili e risparmio energetico 2007-2013”.
All'interno le ricche sale hanno soffitti a cassettone scolpiti e decorati, e finestre e portali di stile gotico (soffitto ligneo quattrocentesco della “Sala Magna” decorato e poggiante su mensole scolpite). Al XV secolo risalgono le prime ristrutturazioni, conseguenti al trasferimento nel castello della reliquia di Sant'Anna, poi proclamata patrona della città. La primitiva cappella di Corte fu più tardi trasformata in magazzino e quindi in teatro.
Nell'attuale Cappella Palatina si conserva l'urna del 1521 della reliquia, a forma di busto e ornata di rilievi, con scene della vita di sant'Anna e san Gioacchino e la nascita di Maria. Nei due altari laterali si osservano due tele, una "Discesa di Cristo", copia di un'opera del Rubens, e l'Estasi di San Liborio, opera del pittore castelbuonese Mariano Galbo (XIX secolo). L'interno è interamente rivestito di stucchi, opera dei fratelli Giuseppe e Giacomo Serpotta e ordinati da Francesco Rodrigo Ventimiglia. Raffigurano figure umane virili, putti, angeli, elementi floreali sacri e mitologici, con una varietà di stile che va dal più arcaico pesante di Giuseppe, al più agile e realistico di Giacomo. L'apparato figurativo si compone di quattro allegorie che ben si adattano alla Santa: la Presentazione di Maria al Tempio; sposalizio di Giuseppe con Maria; allegoria del Paganesimo e del Cristianesimo. Gli stalli del coro recano i mezzibusti dei Signori Ventimiglia e personaggi dell'Antico Testamento.
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