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La chiesa di Santa Maria di Monserrato o chiesa delle Croci è un edificio di culto ubicato nel centro storico di Palermo in via delle Croci e via Carlo Alberto dalla Chiesa, adiacente al viale della Libertà a fianco del Giardino Inglese. Altrimenti nota come Cappella del Rifugio o Conservatorio delle Povere di Cifuentes sotto il titolo di «Maria dei Sette Dolori».
XVI secolo, Pietro de Luna, duca di Bivona, è proprietario della villa e del terreno ubicate fuori le mura.
1575, La villa e le pertinenze sono utilizzate come lazzaretto per la peste di San Carlo Borromeo, che colpì con due diverse veicolazioni del morbo: da sud, penetrando da Sciacca, importata dai corsari italiani che avevano saccheggiato la zona di Orano.
1600, Restauro effettuato da Luca Cifuentes. L'edificio è trasformato in residenza temporanea per i Viceré di Sicilia che vi soggiornavano al loro arrivo a Palermo in attesa dell'insediamento con trionfale accoglienza. Per breve tempo il complesso rientra nelle proprietà amministrate dal Monastero di San Giovanni dell'Origlione.
1624, Le strutture sono adibite nuovamente a lazzaretto per la nuova ondata di peste.
1668, Trasformazione in ospizio per fanciulle povere della Congregazione del «Rifugio dei Poveri», sodalizio istituito nel 1632. La nuova destinazione provoca l'incremento di nuovo fervore e sostenitori patrocinatori.
1690 4 aprile, L'arcivescovo Ferdinando Bazan y Manriquez su suggerimento del predicatore Antonio da Olivadi (al secolo Giuseppe Punteri) guida a Palermo dei missionari cappuccini, organizza una processione per la raccolta di elemosine verso i luoghi della zona del Reclusorio, in quanto rievocavano il paesaggio del Calvario della Passione di Cristo. In quella occasione furono piantate sulla pianura antistante la villa sei croci e una dinanzi alla scala d'ingresso della cappella. Da quel momento l'area fu indicata con il toponimo Piano delle sette Croci. Asdrubale Termini intitola la chiesa col nome di «Maria dei Sette Dolori».
1844, La proprietà è assegnata dal tribunale a Ernesto Wilding, principe di Butera.
1853, Realizzazione della facciata in seguito all'apertura del viale della Libertà…
Il prospetto presenta una loggia con tre arcate in conci di tufo, secondo il gusto romantico del rudere medievale. Il restauro è una combinazione dalle linee gotiche derivate dalla contaminazione normanno - chiaramontano - catalano, per definire la costruzione resa mutile dal taglio della strada. Il piano di calpestio è raccordato alla sede stradale con due scalinate. Una loggetta campanaria sormonta il prospetto laterale.
Interno a navata unica con tre altari collocati in cappelle e nicchie parietali, sottocoro con volte a crociera e tre arcate ribassate che sostengono il coro tripartito. La volta a botte presenta affreschi raffiguranti Maria addolorata ai piedi della croce, angeli alati, due cori di puttini dipinti a monocromato, quattro medaglioni recanti le figure di Sant'Agostino, Santa Monica, Sant'Alfonso Maria de' Liguori e Santa Rosalia.
Parete destra:
medaglione Anna Vella e lo Bianco 1806
Sacra Famiglia di Raffaello Visalli 1744.
Parete sinistra:
Vestibolo con porta lignea del XVIII secolo;
Cappella dell'Addolorata. Sull'altare la statua lignea di San Giuseppe col bambino del XVII secolo;
Cappella della Madonna di Montserrat. Sull'altare il simulacro di Santa Maria di Montserrat.
Presbiterio - abside:
Altare maggiore costituito da Crocifisso collocato su reliquiario. Nel catino absidale sono raffigurati la figura dell'Eterno Padre, tre medaglioni con le immagini di San Giovanni Battista, San Pietro e San Paolo, vele trapezoidali con puttini dipinti in monocromato.
Sono inoltre presenti l'antica statua lignea di Santa Lucia proveniente dalla demolita chiesa di Santa Lucia al Borgo, la vara raffigurante la Mater Dolorosa e la teca del Cristo morto ovvero i simulacri processionati dalla confraternita il Venerdì Santo durante i riti della Settimana Santa di Palermo.
Rifugio e conservatorio delle povere di Cifuentes
1668, Rifugio e conservatorio delle povere di Cifuentes sotto il titolo di «Maria dei Sette Dolori» ossia delle Croci. La cappella della struttura scampata agli eventi bellici costituisce l'attuale luogo di culto.
Congregazione del «Rifugio dei Poveri»
Congregazione del «Rifugio dei Poveri» sotto il titolo di «Maria dei Sette Dolori» ossia delle Croci, patrocinata da…
La chiesa di Santa Lucia al Borgo e il complesso conventuale erano ubicati sul confluire dell'attuale Corso Scinà nel Piano dell'Ucciardone e risultavano ai margini della zona popolata appena fuori Porta San Giorgio, amministrati dalla chiesa di San Giacomo la Marina.
1208, Consacrata nel periodo di Pasqua da Papa Innocenzo III, Lotario dei Conti di Segni. Per tale motivo si diffuse l'usanza tra i fedeli che vi si recavano per ricevere l'indulgenza plenaria il Giovedì santo.
1568, Titolari del patrocinio la Maestranza dei Materassara.
1570, Il «Borgo», quartiere periferico della città in via d'espansione, fu voluto da Carlo d'Aragona Tagliavia, Principe di Castelvetrano, presidente del Regno, Viceré di Sicilia. Un'ampia parte del quartiere era posseduta dalla famiglia Fornaja che intorno al 1571 fondò una piccola chiesa, annessa al Collegio di Maria, dedicata alla Madonna di Monserrato. I Fornaja erano titolari del patrocinio del cappellone.
1575, Gran parte delle strutture del quartiere ubicato fuori le mura sono utilizzate come lazzaretti per la peste.
1590c., L'arcivescovo Cesare Marullo la concede ai padri dell'Ordine della Santissima Trinità col il permesso di edificare un convento.
1593, La chiesa è concessa ai Frati minori riformati che la ristrutturarono ispirandosi al modello della Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio di Roma.
1626, La chiesa è affidata all'Ordine dei frati minori conventuali, assume il titolo di «Santa Lucia al Borgo» dedicata alla vergine siracusana Lucia.
1775 10 marzo, Dopo circa due secoli di attività, conseguenza dell'ingrandimento del borgo, il titolo parrocchiale fu trasferito a codesto luogo di culto, che fu ristrutturato su progetto dell'architetto del Senato Palermitano Nicolò Palma sotto il governo del Viceré di Sicilia…
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parco di Villa Trabia (Villa Trabia)
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