La chiesa di Santa Teresa d'Avila e il primitivo convento dell'Ordine carmelitano costituiscono un aggregato cattolico ubicato lungo via Francesco Mormino Penna, nel centro storico di Scicli, nel Libero consorzio comunale di Ragusa.
Epoca spagnola
Il tempio sotto il titolo di Santa Chiara era annesso al convento seicentesco eretto sotto la regola delle Carmelitane Scalze.
Nel 1673 alla comunità religiosa fu estesa la clausura. La via Santa Teresa divideva l'aggregato carmelitano dalla vicina struttura a levante, il monastero delle religiose canonichesse dell'Ordine agostiniano di Valverde facente capo alla chiesa di San Michele Arcangelo.
Il terremoto del Val di Noto del 1693 distrugge le strutture della primitiva istituzione. Nei primi decenni del 1700 fu edificata una piccola chiesa, ma la fabbrica risultò precaria e la chiesetta fu abbattuta, per essere ricostruita e perfezionata nelle forme attuali, secondo un progetto di Girolamo Iacitano. Gli interni furono rifiniti tra il 1755 e il 1762 con un apparato decorativo in gesso e stucchi, opere di Pietro Cultraro.
Epoca contemporanea
La chiesa è stata chiusa al culto nel 1950. Nel 1960 il vescovo di Noto la cedette al Comune. Il monastero è di proprietà privata.
Adibita a museo, ospita e custodisce alcuni splendidi affreschi cinquecenteschi provenienti dall'ex complesso di Santa Maria della Croce dell'Ordine dei frati minori osservanti e di altri brani settecenteschi portati qui dal convento dell'Ordine dei frati minori cappuccini di Scicli.
La chiesa presenta un prospetto rettangolare delimitato da due paraste concave di ordine tuscanico collocate su alti plinti - cantonali. La prospettiva si chiude in alto con un loggiato a tre luci, affiancato sulla destra dalla cella campanaria.
Il portale d'ingresso in conci costituito da lesene con architrave, è sovrastato da una finestra quadribolata finemente lavorata, con balaustra sottostante e rosoni floreali ai quattro angoli.
Nella controfacciata è addossata una grande cantoria contraddistinta da due volte a crociera, una nel sottocoro, una nel soffitto.
Aula rettangolare con due altari minori addossati alle pareti laterali. Nel 1854 le superfici interne furono decorate con affreschi sulla volta e tre quadroni con scene di vita di Santa Teresa, realizzati dal pittore don Gaetano Di Stefano, sacerdote di Chiaramonte Gulfi. Dipinti arricchiti da cornici e stucchi settecenteschi di Pietro Cultraro. Nella seconda metà del settecento furono realizzati i tre altari lignei, successivamente indorati.
Il pavimento della navata, datato 1756, è opera della famiglia Lupo ed è costituito da lastre in pietra bianca di Comiso e pietra pece nera di Ragusa. Per le sue forme geometriche è una delle più interessanti pavimentazioni della provincia, tra i più belli dell'area iblea per il disegno composto da forme romboidali ed intrecci mistilinei. La piastrellatura dell'abside risale al 1761 ed è costituita da manufatti di provenienza campana, le celeberrime maioliche di Vietri.
Sull'altare destro costituito colonne scanalate con fusto inferiore arabescato, sormontate da capitelli corinzi, è collocata una tela raffigurante la Madonna in trono ritratta tra San Simone Stock e Santa Chiara, opera di Ludovico Suirech del 1761. La trabeazione superiore si fonde con l'articolato cornicione caratterizzato da elementi aggettanti.
Aus Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Den ganzen Artikel lesen
Daten: Wikidata (CC0). Preise und Zeiten ändern sich: vor dem Besuch prüfen.
chiesa di Santa Maria della Consolazione (Chiesa della Consolazione)Falsche Zeiten, eine gesperrte Straße, eine Geschichte, die sich zu erzählen lohnt: Schreiben Sie es hier. Ein Mensch liest es, bevor sich auf der Seite etwas ändert.
Sicherheitspunkt für dieses Gebiet ★ Nicht verpassen Zurück zur Karte
Orte: © OpenStreetMap-Mitwirkende (ODbL). Texte und Fotos: Wikipedia und Wikimedia Commons, CC BY-SA. Kartenkacheln: OpenStreetMap.