Carte › Châteaux & ruines › Aci Catena
L'area archeologica di Santa Venera al Pozzo è un sito archeologico nel comune di Aci Catena, nella Città metropolitana di Catania, in Italia.
Furono i Greci a trovare una sorgente a bolla di acqua benefica e vi costruirono dei locali probabilmente a scopo termale.
Una volta giunti i Romani tali edifici furono abbattuti e sulla loro base furono erette delle strutture termali di cui oggi sono rimasti i ruderi risalenti ad un periodo posteriore al I secolo. Come era antica consuetudine le terme erano costituite da diversi ambienti tra di loro collegati: una prima stanza, della quale non si sa se fosse coperta o meno, costituiva un luogo di incontro dove si parlava, giocava, commerciava; questa era seguita da una seconda, adibita a spogliatoio, dalla quale si poteva passare o al Frigidarium (per un bagno freddo) o al Tepidarium il quale, a sua volta, comunicava con il Calidarium. Il Tepidarium e il Calidarium conservano ancora oggi la caratteristica volta a botte, riscontrabile anche negli edifici termali di Ercolano e Pompei.
I due locali presentavano un doppio pavimento e di quello superiore non è stata trovata alcuna traccia perché era presumibilmente in legno. Tale pavimento era sorretto da colonnine di mattone, suspensurae che sono state rinvenute su quello inferiore e, il fatto che ci sia stato un doppio pavimento, è dimostrato anche dal livello della soglia nei due ambienti.
Il doppio pavimento e il sistema delle suspensurae (ingegnosa trovata di Sergio Orata, un commerciante di ostriche del I secolo originario di Baia, (località termale) consentiva un'efficiente circolazione dell'aria calda (prodotta da cataste di legna che gli schiavi dall'alba iniziavano a bruciare) attraverso le scanalature.
L'aria calda saliva lungo una conduttura a forma di arco e riscaldava anche il Calidarium le cui pareti laterali, per evitare di disperdere il calore, presentavano una bordura in battuto di coccio che sigillava…
L'abitato
All'estremità orientale del fondo, 160 metri più a nord delle Terme, lo scavo archeologico ha portato all'individuazione di un edificio di cui sono stati esplorati finora 37 ambienti, di dimensioni variabili tra i 9 e i 32 m², per un'estensione di un m² 1700. Sono stati messi in luce. Legati tra loro, i muri perimetrali del lato orientale ed occidentale, per metri 25, e dei lati settentrionale e meridionale esplorati per metri 32.
Dei 37 ambienti individuati, in alcuni casi comunicanti tra di loro, un grande vano centrale sembrerebbe avere svolto la funzione di corte interna a cielo aperto.
Dall'esame delle tecniche costruttive impiegate si ricava la presenza di preesistenti fabbricati, che dovrebbero essere abbandonati o distrutti intorno al 280 a.C., le cui strutture furono parzialmente riusate. I muri, costruiti in pietrame irregolare a secco, in alcuni casi fungono da fondazione agli spiccati di una costruzione realizzata in epoca successiva in muratura ordinaria di pietrame naturale legato da malta di calce.
Di particolare interesse è il vano A il cui lato nord si imposta direttamente su un muro a secco che insieme ad altri tre, costruiti con la stessa tecnica e tra loro legati, costituisce la parte più consistente finora rinvenuta della fase più antica. Lacerti di muri della stessa fase rimasero seppelliti, all'interno di quasi tutti gli ambienti dell'edificio 1, in strati di terra che hanno restituito, oltre a frammenti di età greca arcaica, vasellame a vernice nera ed acromo databile al primo ventennio.
Allo stato attuale della ricerca archeologica si può affermare che l'edificio 1, costruito dopo il 280 a.C., era probabilmente in stato di abbandono quando su di esso, all'inizio del IV secolo d.C., si impiantò un'officina per la produzione di…
Nel 2000 la Regione siciliana istituisce i parchi archeologici e tra questi vi è il parco archeologico e paesaggistico della Valle dell'Aci che comprende parte dei territori dei Comuni di Aci Castello, Aci Catena, Acireale, Aci Sant'Antonio e Valverde ed ha il suo centro tra le terme di Santa Venera al Pozzo ad Aci San Filippo, Capo Mulini e Aci Trezza. Nel 2013, dopo una breve ma intensa stagione di progetti ed eventi realizzati sotto la direzione dell'architetto Carmelo Distefano il parco viene soppresso su indicazione dell'allora sovrintendente di Catania Vera Greco nonostante rappresentanti del mondo politico, della cultura e dell'associazionismo ne chiedevano il mantenimento avviando anche una raccolta firme. Nel 2014 l'assessore regionale ai Beni culturali e ambientali e dell'identità siciliana Mariarita Sgarlata, per la sua importanza strategica, lo reinserisce nel sistema dei parchi archeologici siciliani. Nel 2019 il Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci firma il decreto d'istituzione con la nuova denominazione di Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci portando a compimento il progetto di Sebastiano Tusa.
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eremo di Sant'Anna (Chiesa di Santa Venera al Pozzo)Un horaire faux, une route fermée, une histoire qui mérite d’être racontée : écrivez-le ici. Une personne le lit avant que la page change.
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