Carte › Châteaux & ruines › Patti
L'area archeologica di Tindari si trova nel comune di Patti in Sicilia. Località storicamente nota anche coi nomi di Tindario, Tindarida, Tindaride.
Età del Bronzo
Nel 1950 e nel 1952 vennero rinvenuti, sotto un’insula romana, i resti di un insediamento preistorico, risalente alla prima età del Bronzo. Questi reperti, consistenti in dei focolari, hanno permesso l’identificazione della facies culturale di Rodì-Tindari-Vallelunga.
Il vasellame rinvenuto dagli scavi era pertinente all’ambito alimentare, esso era diviso in vasi più piccoli e fini per porgere e consumare le pietanze, ed altri più grandi e spessi per conservarli. Venivano modellati a mano in impasto e lucidati o lisciati di colore nero o bruno. Tra i reperti si annoverano anche corni fittili, tipici dell’Eneolitico, e rondelle dedicate al computo.
Gli abitanti dell’insediamento intrattenevano rapporti con gli abitanti delle isole Eolie detti genti di Capo Graziano, come dimostrato dai reperti decorati a motivi lineari ed a zig-zag, rinvenuti a Tindari.
È difficoltoso individuare la cultura di Rodi-Tindari in un determinato lasso temporale, ma è più probabile si collochi nell’età del bronzo antico, tra il XX ed il XVII secolo a.C. Inoltre, gli studi di Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier, hanno fatto ipotizzare che la successiva cultura di Thapsos-Milazzese, collocata nell’età del bronzo medio, tra XVI e XIII secolo a.C., si sia originata proprio da quella di Tindari.
Epoca classica
Colonia fondata da Dionisio I, tiranno di Siracusa nel 396 a. C. circa, in una porzione del territorio di Abaceno, città a sua volta alleata dei cartaginesi, sul promontorio inserito nel golfo di Patti nel tratto di costa sul mar Tirreno prospiciente l'arcipelago delle Eolie, compreso tra Capo Calavà e la penisola di Mylae. Rade, calette, insenature ai piedi degli strapiombi costituiscono ripari naturali per le imbarcazioni, dall'antichità è praticata la pesca dei tonni…
Alla prima cinta di mura dionigiane del IV secolo a.C., furono affiancate le più solide mura romane in blocchi quadrati provviste di canali di drenaggio e postierle.
La fortificazione a doppia cortina di blocchi in arenaria a disposizione isodoma, con torri quadrangolari e grande porta a tenaglia (Porta dell'Urbe) nel settore sud - occidentale: fu impiantata all'inizio del III secolo a.C. al di sopra del primo apparato difensivo risalente alla fondazione della città.
Ovest, località Cercadenari. Propylon monumentale, sboccava nell'agorà porticata. Monumento funerario.
Est. Nella zona più elevata, oggi occupata dal santuario di Tindari doveva trovarsi l'acropoli sacra della città sorta verosimilmente sui basamenti del tempio di Cibele. Roccia San Filippo e Roccia Lojacono.
Decumanus superiore
Decumanus centrale
Strada imperiale e decumani paralleli sull'asse est - ovest intersecati da cardines nord - sud, apparato viario provvisto di sistema fognario e canalizzazioni per il rifornimento idrico. Il reticolo definiva gli isolati delle insule. Il castrum costituito da edifici, domus private e costruzioni pubbliche, con una disposizione a terrazze. Sul decumano lato mare si affacciavano le tabernae, i magazzini e le abitazioni del ceto medio.
A monte del decumano principale, adagiato sul fianco di una collina, è scavato il teatro. Dall'agorà, lungo il fianco dell'acropoli si snodava la strada che con ampia curva giungeva all'unica porta ove sorgeva una necropoli.
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