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basilica dei Santi Pietro e Paolo

Chiese Barocco
basilica dei Santi Pietro e Paolo
Foto: Wikimedia Commons · CC BY-SA

La basilica collegiata dei Santi Apostoli Pietro e Paolo o basilica minore pontificia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo è un importante luogo di culto cattolico ubicato nell'articolata piazza del Duomo ad Acireale, nella città metropolitana di Catania. Adiacente alla basilica cattedrale di Maria Santissima Annunziata, rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura barocca e neoclassica del centro storico cittadino.

Approfondimento
Storia

Le origini ed epoca spagnola
La fondazione della chiesa è strettamente legata all'antica Arciconfraternita dei Santi Pietro e Paolo. Originariamente, i membri si riunivano in una piccola cappella posta a ridosso dell'antica chiesa madre di Acireale. Le prime notizie di un edificio autonomo risalgono al 1550. Nel 1608, i rettori della confraternita decisero di cedere la chiesetta originale e l'annesso cimitero ai governatori della Matrice (che necessitavano di spazi per l'ampliamento del Duomo) e diedero il via a una massiccia opera di ricostruzione per conciliare la spartizione dell'area con la trasformazione dell'adiacente Cattedrale.
Nel corso del XVII secolo, la Confraternita dei Santi Pietro e Paolo si segnalò anche per i ripetuti e talvolta violenti contrasti con la rivale Confraternita di San Sebastiano. I lavori per il nuovo tempio furono appaltati nel 1613; già nel 1619 vi si celebravano i sacramenti e la struttura a navata unica fu ultimata intorno al 1635.

Il terremoto del 1693 e la ricostruzione barocca
Il violento terremoto del Val di Noto del 1693 inflisse danni gravissimi all'edificio. Come riportato dalle cronache dell'epoca, le scosse sismiche provocarono il crollo del cappellone maggiore, della sacrestia e dell'adiacente Cappella di Gesù e Maria, riportando lesioni in tutto il corpo della fabbrica.

Nel disastro andarono perduti il soffitto ligneo e i pregevoli affreschi realizzati da Giovanni Fulco e Baldassarre Grasso.
La ricostruzione post-sismica segnò il trionfo dello stile tardo-barocco siciliano. A partire dal 1741, su disegno del celebre pittore e architetto Pietro Paolo Vasta, venne innalzata l'attuale fastosa facciata in pietra calcarea bianca siracusana.

Epoca contemporanea e rifacimento neoclassico
A cavallo tra il Settecento e…

Descrizione

Esterno
La facciata costituisce uno degli scorci prospettici più scenografici della piazza del Duomo. Si articola su tre livelli:

Il disegno originario di Pietro Paolo Vasta (1741) caratterizza i primi due ordini con la sovrapposizione di colonne libere, binate o singole, arricchite da capitelli corinzi che creano giochi di chiaroscuro. Nel primo ordine si apre il portale d'accesso incorniciato da pesanti modanature, mentre nel secondo spiccano le nicchie con le statue dei santi titolari, Pietro e Paolo, affiancate da targhe circolari e chiuse da un timpano d'ispirazione classica.
Nel 1765, su disegno dell'architetto Paolo Guarrera, venne aggiunto un terzo ordine coronato da volute per donare maggiore slancio verticale al complesso.
Sulla destra svetta il campanile, realizzato nel 1735 in pietra lavica e calcarea e terminante con una cuspide. Benché fosse stato progettato un campanile gemello per il lato sinistro, nel rispetto della simmetria barocca, quest'ultimo non fu mai realizzato.

Interno
L'impianto a navata unica presenta campate laterali scandite da colonne ioniche sormontate da capitelli corinzi. L'ambiente reca la netta impronta dei restauri ottocenteschi di Patanè, con eleganti stucchi di gusto neoclassico e un arco trionfale riccamente decorato. L'area del presbiterio, balaustrata e raccordata al pavimento per mezzo di quattro gradini, è sovrastata da una cupola. Nella controfacciata trova posto la cantoria.
Di recente restaurazione è la Cappella del Divino Amore, così come la Cripta sotterranea, ambienti che sono stati ricondotti al loro originario aspetto settecentesco.

Opere d'arte
La basilica funge da importante pinacoteca del Sei e Settecento acese.

Parete destra
Prima campata: Cappella di Sant'Alfio. Custodisce la pala raffigurante Sant'Alfio, San…

Altri ambienti

Sacrestia: Conserva il pregevole dipinto settecentesco dei Santi Pietro e Paolo in adorazione del Santissimo Sacramento di Matteo Ragonisi, e due statue lignee dei santi titolari realizzate nel 1658 dallo scultore e orafo Girolamo Carnazza. In passato, la sacrestia custodiva anche 5 stendardi processionali di Vasta, oggi trasferiti alla Pinacoteca Zelantea.
Cappella di Gesù e Maria: Custodisce l'espressiva statua in cartapesta del Cristo morto, donata nel 1732 dal confrate Pietro Paolo Valerio.
Cappella della Madre del Divino Amore: Decorata nel 1771 dal pittore Alessandro D'Anna con affreschi tratti da scene bibliche: Salomone accoglie la Regina di Saba e Giuditta ed Oloferne.
Cripta: Ambiente ipogeo primitivo, originariamente destinato alla sepoltura di alcuni membri delle confraternite cittadine.

Confraternite storiche

Dopo la riedificazione del tempio settecentesco, nella chiesa furono fondate diverse confraternite, che alla fine del Settecento si ridussero a sette. Attualmente le confraternite attive sono:

Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso in San Pietro: Fondata nel 1666 e approvata dal vescovo di Catania Michelangelo Bonadies, è una delle più antiche in città (le origini documentate risalgono a prima di quella data).
Congregazione del Santissimo Cristo alla Colonna: Legata storicamente al patrocinio dell'omonima cappella.
Confraternita dei SS. Martiri Alfio, Filadelfio e Cirino: Fondata alla fine del XVII secolo, è titolare e custode dell'altare dedicato ai Santi Fratelli Martiri.
Pia Unione delle Guardie d'onore al Santo Sepolcro: Sodalizio istituito nel 1911.

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Foto
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In breve

Costruzione1889

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