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chiesa di San Benedetto il Moro

Chiese
chiesa di San Benedetto il Moro
Foto: Wikimedia Commons · CC BY-SA

La chiesa di Santa Maria Assunta è la Chiesa madre del comune siciliano di Acquedolci nella città metropolitana di Messina.

Approfondimento
Storia

Costruita tra il 1926 ed il 1928, su una piccola collina conosciuta con il nome di "Cruzzuluddu", fa parte di un unico progetto urbanistico con Piazza Libertà. Il complesso architettonico della Chiesa Madre di Acquedolci è stato realizzato da Giovanni Giordano che fu allievo dell'arch. Ernesto Basile. L'apertura al culto è avvenuta nel 1928, anno in cui venne trasferita la statua del Crocifisso. Fu dedicata alla B.V Assunta nel 1931 da monsignor Antonio Anastasio Rossi vescovo di Patti. Negli anni, probabilmente a motivo del dipinto dell'abside che raffigura il santo o per la dedicazione della Parrocchia al patrono compaesano san Benedetto il Moro avvenuta nel 1938, è stata identificata anche come chiesa di San Benedetto il Moro. Per circa trent'anni è stata sede di una delle quattro parrocchie di San Fratello, sede di una delle due arcipreture fino al 1969, anno in cui il Comune di Acquedolci ottenne l'Autonomia amministrativa. Da quel momento è divenuta sede dell'unica Parrocchia di Acquedolci, comunità parrocchiale tra le più popolose della Diocesi di Patti.

Il Santo Patrono

La comunità parrocchiale di Acquedolci venera come patrono San Benedetto il Moro, religioso siciliano dell'Ordine dei Frati Minori. San Benedetto il Moro è titolare della omonima Parrocchia dal gennaio 1938. La figura di questo santo mistico di origine africana è un importante riferimento non solo religioso ma anche laico poiché interpreta, con il proprio esempio e stile di vita umile ed accogliente, i valori dell'integrazione europea, dell'accoglienza, dell'antirazzismo e del multiculturalismo, rappresentando nella società contemporanea un riferimento per il dibattito globale sulla dignità, la libertà, l'uguaglianza e la giustizia tra i popoli, la non-discriminazione e l'antirazzismo, valori fondanti dell'Unione europea che sono principi cardine della Dichiarazione universale dei diritti umani.

La Chiesa Madre "Santa Maria Assunta" (sec. XX)

Il Complesso architettonico della Parrocchia San Benedetto il Moro è stato edificato in seguito ad una frana che, l'8 gennaio del 1922, distrusse l'antica e omonima chiesa Matrice di San Fratello. Nell'ottica di una delocalizzazione dell'antico paese collinare, la nuova Chiesa Madre venne progettata nel centro del nuovo abitato di Acquedolci. Il progetto che prevedeva la costruzione della Chiesa, del palazzo della Canonica e della Torre campanaria, venne redatto nel 1925 e nel 1926 venne messa in posa la prima pietra. L'edificio ha il prospetto ben proporzionato che si affaccia sulla piazza Libertà. La facciata monumentale è rivolta a nord, le linee architettoniche sono in stile rinascimentale con due ordini di colonne ordine ionico e ordine corinzio. Un ampio frontone, la cui cornice dentellata con decorazioni a mensola racchiude il timpano, è sormontato dalla croce in ferro battuto. Sulla facciata si legge la frase del Magnificat "FECIT MIHI MAGNA QUI POTENS EST", chiaro riferimento alla volontà originaria di dedicare questa chiesa alla Madonna. L'edificio con l'annesso palazzo canonico è caratterizzato da un'alta torre campanaria che è anche torre civica, tra le più imponenti della diocesi di Patti. Il campanile, con cuspide in rame, dotato di orologio meccanico, segnavento e parafulmine, rappresenta un simbolo identitario di Acquedolci. L'edificio monumentale si integra perfettamente nella Piazza Duomo, incorniciata dal suggestivo Monte San Fratello che deve il nome a San Filadelfo martire. Sulla piazza si affacciano alcune palazzine in stile liberty siciliano.

Lo stile, gli interni e le opere artistiche

L'interno dell'edificio sacro è a tre navate. Nella navata centrale ritroviamo eleganti decorazioni in gesso con capitelli compositi ornati con putti che sorreggono la cornice ornata da un susseguirsi di bassorilievi con motivi floreali e volti di angeli. Le decorazioni della navata centrale, di scuola palermitana, sono tipiche dello stile Art Nouveau nella sfarzosa variante del Liberty siciliano orientale che aveva ereditato gli elementi tipici della tradizione barocca. Sopra la cornice si innalza una volta a botte che termina con una cupola a crociera in corrispondenza del presbiterio, sede di un altare a cofano in pregiato marmo di Orosei (o daino reale). Il Catino absidale è affrescato e raffigura la scena dell'estasi di San Benedetto da San Fratello con l'apparizione della Madonna delle Grazie. L'opera è del pittore calabrese prof. Giorgio Pinna che, nell'anno 1928, affrescò anche la lunetta che sormonta l'abside raffigurando l'Assunzione di Maria. Il ciclo di vetrate istoriate è opera dei laboratori "La Diana" con sede in Monteriggioni-Siena. I soggetti sacri sono tutti realizzati a mano con la tecnica del vetro soffiato dipinto a grisaglia, cotto a gran fuoco e rilegato con trafilato di piombo, saldato con lega di stagno. Nelle vetrate della navata centrale sono raffigurati i santi apostoli, la vetrata centrale riproduce l'Assunta e le due bifore delle cappelle laterali raffigurano l'Annunciazione (nella cappella patronale della Dormitio) e due Cherubini (nella cappella dell'Altare della reposizione).
Gli eventi bellici dell'agosto del 1943 non risparmiarono Acquedolci né la chiesa, danneggiata gravemente da una esplosione nella volta della navata centrale (in questa occasione andò distrutto un prezioso lampadario donato dalla famiglia dell'economista Giuseppe…

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Foto
chiesa di San Benedetto il Moro chiesa di San Benedetto il Moro chiesa di San Benedetto il Moro

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In breve

Costruzione1929
Stilearchitettura neoclassica

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Indicazioni Mappa

38.05515 N · 14.58572 E

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