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La chiesa di San Francesco Saverio è una chiesa edificata a partire dal 1684 per volere dei gesuiti, su progetto dell'architetto Angelo Italia, ubicata nel centro storico di Palermo nel mandamento Palazzo Reale o Albergaria.
Epoca spagnola
1633 20 settembre, I padri della Compagnia di Gesù fondano a Palermo la loro quarta casa di terza probazione sotto il titolo di san Francesco Saverio. Patrocinio della marchesa di Giarratana Giovanna Aragona Ventimiglia sposata Settimo.
1634, Il cardinale Giannettino Doria benedice il primo nucleo.
1680, Hanno avvio i lavori per la costruzione della nuova Casa dei Gesuiti. Nel 1685 è avviata la ricostruzione del tempio in magnifiche forme su disegno del gesuita Angelo Italia.
I lavori per l'edificazione terminarono nel 1710 e, come si può leggere sulla lapide posta sul lato destro dell'ingresso, il 24 novembre 1711 fu consacrata al culto dal palermitano Bartolomeo Castelli, vescovo di Mazara del Vallo. Alcuni documenti affermano invece che scultori e marmorari vi lavorarono sino al 1743 sostituendo le precedenti decorazioni in stucco.
La chiesa, chiara rappresentazione delle produzioni barocche in Sicilia, si trova nel quartiere dell'Albergheria, nel luogo precedentemente occupato da un considerevole numero di edifici, demoliti per far spazio alla costruzione della casa della Terza Probazione dell'Ordine dei Gesuiti (esistita fino al 1960 circa), chiamata così perché in essa i giovani gesuiti emettevano il voto di fedeltà al papa.
1767, Soppressione della Compagnia di Gesù. A Palermo ai gesuiti è riconosciuto il solo compito dell'insegnamento scolastico.
Epoca contemporanea
Esterno
Cupola
L'esterno ha una cupola centrale e quattro cupole minori, oltre a una torre campanaria dello stesso stile architettonico con un orologio oggi non più funzionante.
La grande e alta cupola poggia su quattro pennacchi raffiguranti scene di vita di San Francesco Saverio. Essa è arricchita da otto finestre, in riferimento alla Risurrezione di Gesù nell'ottavo giorno della settimana. Il simbolismo religioso lo si ritrova nelle forme del quadrato, del cerchio e delle cupole che, oltre a rappresentare l'idea di perfezione e di equilibrio, sono una chiara allusione all'incontro fra la dimensione terrestre (le quattro direzioni del mondo) e la gloria di Dio nel Risorto (la cupola come cielo aperto).
Facciata
La facciata è suddivisa in due ordini: la parte inferiore, più estesa in larghezza, è scandita da lesene in pietra calcarenitica locale e spazi bianchi che ospitano quattro nicchie sorrette da davanzali in pietra di Billiemi. Queste erano state progettate per ospitare statue di santi gesuiti, ma non furono mai realizzate. Al centro si trova il portale settecentesco. Ai lati due colonne tortili sostengono altrettante volute e nella conchiglia vi è raffigurato San Francesco Saverio con un giglio e il cuore aperto, incoronato da due putti. Sotto il busto del santo è invece raffigurato un granchio che tiene una croce. Secondo una leggenda infatti Francesco Saverio perse un giorno il suo crocifisso in un fiume e proprio un granchio glielo riportò.
Nel secondo ordine della facciata si alza solamente la parte centrale con due colonne che reggono il timpano. Al suo interno un cartiglio in marmo recita: Dedi te in lucem gentium (ovvero: "Ti ho stabilito come luce delle nazioni"). La frase è contenuta nel Libro di Isaia in riferimento a Gesù Cristo, ma in questo caso…
Quarta Casa o Casa di Terza Probazione.
In questa sede i nuovi sacerdoti della Compagnia di Gesù, dopo aver ricevuto l'ordinazione, vi compivano il periodo del secondo noviziato, prima di far la solenne professione del quarto voto.
1636, La struttura fu costruita nell'antico quartiere dell'Albergheria, nella zona dove oggi sorge il pensionato universitario di San Francesco Saverio.
1680, In principio tale costruzione era alquanto modesta, ma nel 1680 si cominciò ad ingrandita. Hanno avvio i lavori per la costruzione della nuova Casa dei Gesuiti.
1710, Accanto all'istituzione fu edificata la sontuosa chiesa.
1767, Soppressione della Compagnia di Gesù. A Palermo ai gesuiti è riconosciuto il solo compito dell'insegnamento scolastico.
1778, Il re Ferdinando I delle Due Sicilie destina l'istituzione a "Casa d'educazione della bassa gente".
1800, La casa d'educazione fu trasferita alla Rocca e i locali dell'ex casa gesuitica furono trasformati in Ospedale militare. In questo frangente l'edificio fu ampliato aggiungendo una terza elevazione. Tale ospedale rimase attivo fino al 1852, anno in cui fu trasferito nell'ex Convento di Santa Cita, dove attualmente si trova la caserma della Guardia di Finanza "Giuseppe Cangialosi".
Dopo i moti di Palermo del 1848, l'Ospedale Grande e Nuovo di Palazzo Sclafani - in seguito trasformato in caserma - fu definitivamente trasferito presso questa sede. Le funzioni di ospedale "civico" operarono fino agli anni trenta del XX secolo, quando gradualmente l'ospedale fu trasferito nel nuovo Ospedale Civico in contrada "Filiciuzza".
L'8 settembre 1943, l'intero complesso fu pesantemente colpito e danneggiato durante le incursioni aeree nel contesto dei bombardamenti cittadini della seconda guerra mondiale.
Negli anni sessanta un'infelice scelta…
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