La chiesa di Santa Lucia è la chiesa madre di Mistretta.
Epoca normanna
Le prime notizie del tempio cristiano, verosimilmente edificato su preesistente luogo di culto o edificio pagano, risalgono al 1170, anno in cui il vescovo Bosone de Gorram la donò con tutti i suoi arredi e patrimoni ad un canonico della sua cattedrale. Della struttura normanna orientata ad est, e del suo arredo, non è rimasto nulla.
Epoca aragonese
Nel 1490 fu ricostruita nelle forme attuali con l'orientamento abside - prospetto ribaltato.
Epoca spagnola
Nel 1521, fu edificata la possente torre campanaria. Nel 1552, in piena epoca rinascimentale l'edificio è stato arricchito con il portale di Giorgio Brigno, l'ancóna dei fratelli Vincenzo e Antonino Gagini mentre col fiorire del barocco siciliano nel XVII secolo, è realizzato il ricchissimo portale principale e quello meridionale, entrambi opere in pietra arenaria di scalpellini locali. Più contemporanea è la commissione e realizzazione di opere d'arte figurative e decorative per mezzo di manodopera locale abile in manufatti in pietra e legno, botteghe palermitane specializzate in marmi e argenti, maestranze dei centri vicini esperte in tele, stucchi ed affreschi.
Nel 1630 fu ampliata con l'innalzamento dell'abside e del transetto, la costruzione del tiburio ottagonale rivestito di maioliche verdi cristalline e le due cappelle mariane simmetriche: Cappella della Madonna dei Miracoli e Cappella di Santa Maria Odigitria. Nella nuova zona presbiteriale ad ovest, il coro e le due absidiole laterali: Cappella del Santissimo Sacramento e Cappella di Santa Lucia.
Questi lavori sono realizzati a ridosso del sisma del 25 agosto 1613 o "terremoto di Naso". Sono molti altri gli eventi sismici che nelle devastazioni su scala regionale, hanno provocato danni contenuti all'integrità complessiva del monumento come…
L'impianto a croce latina con tre navate scandite da arcate su robuste colonne, facciata compresa fra due possenti torri delle quali una sola è compiuta e datata 1521.
Ingresso prospetto anteriore: portale in stile barocco siciliano delimitato da due colonne che sorreggono un doppio timpano ad arco spezzato sovrapposto con la statua intermedia di Santa Lucia, sulle cimase sono collocate le raffigurazioni allegoriche della Speranza e della Carità. Nei pennacchi sono inseriti due medaglioni: a sinistra è raffigurato Re Davide con la cetra, simbolo di sapienza e di giustizia, a destra è raffigurato Ferdinando II d'Aragona il Cattolico, raffigurato con il braccio sinistro piegato sulla spalla destra mentre stringe con la mano lo scettro col giglio dei re aragonesi, simbolo del trionfo della fede e della purezza nel comando. Sulle paraste
Controfacciata: gli ambienti e manufatti corrispondono all'antica zona absidale fino al XVII secolo.
Cappella del Fonte battesimale. Intagli lapidei e decorazioni murali dipinte del XVI secolo caratterizzano l'ambiente, il fonte battesimale marmoreo è attribuito a Vincenzo Gagini, opera del 1575, la copertura lignea e statue sono opere di Giovanni Biffarella del 1732. Prima dell'inversione della chiesa, la cappella ospitava la statua di Santa Lucia.
Torre campanaria: opera di maestranze locali e palermitane 1521 - 1562.
Pronao: acquasantiere marmoree di Ambrogio Schillaci del 1667.
Cappella della Madonna di Pompei. Ambiente caratterizzato da decorazioni in stucco, altare in marmo con dipinto su tela entro cornice neogotica del 1922, opera patrocinata dalla famiglia Seminara – Ortoleva.
Prima campata: altare delle Anime Purganti. Alla parete il dipinto Anime Purganti o Redenzione del Mondo raffigurante Gesù risorto mentre separa i giusti dai peccatori, olio su tela di Giuseppe Tomasi da Tortorici del 1651, opera commissionata dalla Confraternita delle Anime Purganti.
Seconda campata: altare di San Gaetano da Thiene. Alla parete il dipinto San Gaetano, olio su tela di Giuseppe Tomasi da Tortorici del 1651. Alla base del dipinto è riprodotta una delle prime raffigurazioni della città.
Terza campata: Ingresso settentrionale. Portale marmoreo, uno dei primi in puro stile rinascimentale attribuito a Giorgio da Milano, esponente della corrente degli artisti lombardo-comaschi, opera eseguita nel 1493. Della medesima corrente costituiscono figure di spicco gli esponenti della famiglia dei Gagini. Due esili lesene scanalate, stipiti con fregi fitoformi, teste di putti alate alla base, incorniciano l'ingresso fino al robusto architrave recante i medaglioni raffiguranti San Pietro e San Paolo posti ai lati dello stemma regio con i simboli della città di Mistretta. Pinnacoli ornamentali e decorativi delimitano la lunetta raffigurante la Madonna con Bambino fra le sante siciliane Lucia e Agata, il tutto sormontato dalla figura dell'Onnipotente benedicente con ai lati due piccole statuette raffiguranti rispettivamente l'Angelo Annunziante e la Vergine Annunziata. Sullo stesso prospetto laterale è presente il portale gotico proveniente dalla chiesa di Sant'Antonio Abate, sul quale è incisa l'iscrizione: "1575 FU LA PESTE".
Quarta campata: altare dell'Ecce Homo. Nicchia con Ecce Homo, statua lignea del XVII secolo.
Quinta campata: altare del Crocifisso della Provvidenza. Ambiente in marmi mischi con altorilievi raffiguranti Maria e la Maddalena di Domenico Battaglia…
Prima campata: altare di Sant'Anna. Alla parete il dipinto San Giovannino con Gesù, olio su tela, opera di Antonio Manno del 1771.
Seconda campata: altare dei Santi Ausiliatori. Alla parete il dipinto Cristo in Croce e Santi Ausiliatori, olio su tela di Benedetto Berna del 1692.
Terza campata: ingresso meridionale. Portale datato 1626 opera di maestranze locali sormontato da statua marmorea intermedia raffigurante Santa Lucia. Ingresso altrimenti detto di «San Gaetano» per il motto inciso sull'architrave.
Quarta campata: altare del Cristo Risorto. Sulla mensa la statua marmorea del Cristo risorto proveniente dalla primitiva cappella realizzata dai fratelli Antonino, titolare della commissione, e Vincenzo Gagini del 1554. Il manufatto, un tempo al centro della "ancóna" oggi nella Cappella di Santa Lucia, è collocato nell'attuale sito dal 1875.
Quinta campata: altare della Deposizione o delle «Cinque Piaghe». Alla parete il dipinto Deposizione o Pietà, olio su tela di Antonio Manno del 1771.
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Museo regionale delle tradizioni silvo-pastorali Giuseppe Cocchiara
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