La Chiesa di Santa Maria della Valle di Josaphat, detta anche Chiesa della Gancia, è un luogo di culto cattolico sito in Paternò, in provincia di Catania. É sussidiaria alla Chiesa di Santa Maria dell'Alto.
La costruzione della chiesa fu avviata nel 1092, su commissione della contessa aleramica Adelasia del Vasto, terza moglie del normanno Gran conte Ruggero. I Normanni, giunti in Sicilia su sollecito del papa Niccolò II nel 1059, per cacciare gli Arabi che occupavano l'isola da due secoli, avevano come principale obiettivo della propria strategia politica la diffusione del rito latino. Essi favorirono perciò la nascita di monasteri secondo la regola benedettina ed emarginarono i centri monastici basiliani, che l'ortodossia greca rendeva sospetti di atteggiamenti favorevoli al regime bizantino, e pertanto la chiesa edificata a Paternò, come molte altre sorte nell'isola in epoca normanna, fu donata all'Ordine di Santa Maria di Valle Josaphat, da cui trae origine il nome.
Oltre che come luogo di culto, la chiesa ebbe anche la funzione di fortezza militare, poiché la sua fondazione avveniva successivamente alla rivolta del 1085 di Catania capeggiata dall'arabo Benavert. Il Vescovo di Catania, il bretone Ansgerio, agli inizi del XII secolo, elevò la chiesa a priorato dell'Ordine, e successive donazioni di beni e terreni compiute tra il 1113 e il 1222 da Adelasia e dal fratello Enrico, divenuto Conte di Paternò, accrebbero la sua importanza e il suo patrimonio. Il 30 settembre 1114, Ansgerio concedette alla chiesa l'esenzione dalla giurisdizione vescovile e numerose prerogative ecclesiastiche, e la elevava a parrocchia e a cimitero; il successore di Ansgerio alla diocesi catanese, Maurizio, con privilegio del 14 luglio 1124, confermava le donazioni del Conte Enrico; il papa Innocenzo II con bolla del 18 maggio 1140, confermava all'abate di Valle Josaphat i privilegi concessi dai vescovi Ansgerio e Maurizio. Successive conferme di privilegi e donazioni sono contenute in vari…
La Chiesa di Santa Maria della Valle di Josaphat sorge nella parte settentrionale e orientale del colle di Paternò, e si trova poco distante dal castello normanno. É sussidiaria alla Chiesa di Santa Maria dell'Alto (anch'essa sul colle), ed è nota anche come Chiesa della Gancia, in quanto il termine "gancia" rappresenta la forma corrotta di grangia, poiché il complesso ospitava al suo interno le derrate provenienti dai cospicui possedimenti del monastero per essere poi ridistribuite agli altri conventi dell'Ordine o inviati in Terra santa, dove l'ordine militare della Valle di Josaphat si trovava impegnato nelle Crociate. Il quartiere in cui la chiesa è situata è perciò denominato Gancia.
L'edificio risulta molto semplice nelle forme, ma la sua possente mole testimonia l'originaria coesistenza delle funzioni militari con quelle religiose, come nella gran parte delle architetture civili fondate dai Normanni dopo la conquista dell'Isola. Lo stile architettonico è quello gotico chiaramontano, dovuto a interventi effettuati nel XIV secolo. L'impianto planimetrico è rettangolare, a vi si innesta, con una leggera rotazione degli assi simmetrici, il corpo di fabbrica dell'antico monastero; il prospetto presenta il portale con arco a sesto acuto, sormontato da una finestra rettangolare, un campanile annesso nella parte sinistra, e, a testimonianza del carattere militare che la chiesa ha avuto, la merlatura che lo sovrasta. Nella facciata laterale, è presente un portale secondario murato.
L'interno, ad un'unica navata e perfettamente rettangolare, presenta un soffitto ligneo, le cui capriate, sostituite nel tempo, rispettano comunque la sua conformazione originaria. Il presbiterio - evidenziato all'esterno dal torrione merlato che conclude la costruzione - è coperto da una…
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