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Filippo Juvarra

Personaggi

Chi era
1678–1736 · architetto e scenografo italiano · Messina

Filippo Juvarra
Foto: Wikimedia Commons · CC BY-SA

Filippo Juvarra è stato un presbitero, architetto e scenografo italiano, uno dei principali esponenti del barocco, che operò per lunghi anni a Torino come architetto di casa Savoia.

Approfondimento
Biografia

Giovinezza

Primi anni a Messina
Filippo Juvarra nacque il 7 marzo 1678 nella città di Messina, figlio di Pietro ed Eleonora Tafurri (o Tafuris), sposata in seconde nozze nel 1668 dopo la morte della prima moglie Caterina Donia.
La formazione del giovane Filippo avvenne, nell'ambito artistico messinese, sotto la guida del padre, di professione argentiere, che fu in grado di valorizzare il precoce talento del figlio; in questo modo, Juvarra - descritto dal fratello Francesco Natale come «di naturale molto vivace, e di buonissimo intelletto» - apprese i rudimenti dell'argenteria e venne introdotto all'esercizio del disegno, in parallelo agli studi teologici, ai quali venne avviato all'età di dodici anni. Nella bottega del padre l'adolescente Filippo eseguì opere di arte orafa e argenteria anche di un certo pregio, fra le quali si ricordano un calice (1695), due ostensori per la chiesa delle Giummare a Sciacca (1697) e per quella di San Giorgio a Modica (1700), otto candelieri (1698) e altri due di grandi dimensioni (1701) per il duomo di Messina.

Studi architettonici a Roma
Ordinato sacerdote nel 1703, Juvarra decise di trasferirsi a Roma, così da perfezionare le proprie conoscenze teoriche e pratiche dell'architettura e delle arti in generale: nell'Urbe, ove giunse nell'estate del 1704 all'età di ventisei anni, fu ospite dei Passalacqua presso via dei Leutari, in un quartiere densamente abitato da messinesi. Juvarra era digiuno di ogni esperienza architettonica concreta, tanto che ancora nel 1724 il concittadino Francesco Susinno lo avrebbe etichettato come «pittore architetto e cesellatore»; appassionato autodidatta, egli in ogni caso si accostò all'architettura divorando i trattati di Vitruvio, Andrea Pozzo e Jacopo Barozzi da Vignola, senza un tirocinio pragmatico.…

Stile

È lo stesso Juvarra a descrivere la sua concezione architettonica nel 1725, precisamente nella dedica del volume di disegni inviato in dono al conte Traiano Roero di Guarene nel 1725:

Lo stile di Juvarra risente fortemente sia dell'architettura romana seicentesca, orientata alla linearità e all'organizzazione spaziale in chiave monumentale, sia dell'esperienza maturata lavorando come scenografo al servizio di Pietro Ottoboni; nella maturità, inoltre, si mostrò assai sensibile anche al lessico francesizzante, che applicò specialmente nelle decorazioni. Fondendo queste molteplici influenze, Juvarra emerse come uno dei maggiori interpreti del rococò e del barocco nell'architettura di tutti i tempi.
In tal senso, tra i dati stilistici fondamentali dello stile di Filippo Juvarra riscontriamo una sapiente calibrazione degli effetti plastici e prospettici, che si concretizzano in maniera larga e aerea nelle sue realizzazioni, spesso rendendole dei veri e propri «congegni ottici». Il linguaggio architettonico di Juvarra, inoltre, è caratterizzato da un'esaltazione del rapporto tra architettura, paesaggio e città (definito addirittura «piccante» da Giulio Carlo Argan); l'ambiente, infatti, nelle realizzazioni juvarriane non è più trattato come una banale quinta architettonica, bensì come un elemento intimamente raccordato con le forme architettoniche e le soluzioni urbanistiche, delle quali costituisce una parte integrante. Notevole, infine, il forte debito nei confronti di Bernini e Borromini; di quest'ultimo, in particolare, l'architetto messinese si considerava discepolo in ragione della comune attenzione sulla sobrietà e sulla coerenza nell'uso degli elementi ornamentali.

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Foto
Filippo Juvarra Filippo Juvarra Filippo Juvarra Filippo Juvarra Filippo Juvarra Filippo Juvarra Filippo Juvarra Filippo Juvarra

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