La grotta delle Palombe è una cavità reogenitica di frattura sviluppatasi all'interno dei Monti Rossi, durante l'eruzione del 1669.
Nel 1823, Mario Gemmellaro in compagnia dell'inglese John Marshall, si impegnò per primo in una pericolosa discesa nella grotta, spingendosi fino 120 m di profondità sotto i Monti Rossi e lasciandovi alla fine una lapide ancora lì fissata e sulla quale si legge la seguente iscrizione:
Durante l'eruzione del 1669 si aprirono nuove bocche, che nel corso del tempo formarono i Monti Rossi, e la lava raggiunse la città di Catania distruggendola parzialmente.
La cavità si apre all'interno di uno dei coni formatisi in prossimità dei Monti Rossi. Questa cavità lasciata dal magma che rifluiva all'interno della frattura del predetto cono è oggi visitabile ma solo da speleologi esperti (diversi salti verticali separano l'accesso dal fondo: 17, 7, 37 m; fino ad un tratto ultimo in risalita).
Un pozzo profondo 8 m dà accesso ad una prima sala delle dimensioni di 5 m per 15. In fondo a questa sala si trova un pozzo profondo 3 m che conduce ad un cunicolo in forte pendenza lungo 15 m che termina in una sala più piccola della precedente sovrastante un pozzo profondo 17 m. Dalla base di questo pozzo si segue la frattura eruttiva per circa 60 m in direzione sud. Si prosegue attraverso un passaggio situato a 6 m di altezza, raggiungibile con una scaletta che si può fissare ad uno spuntone roccioso.
Attraverso questa apertura si perviene ad un tratto della cavità dove le pareti si presentano integre e distanti tra loro un paio di metri. Poco più avanti si nota un crollo a carico della parete occidentale. Conseguenza del crollo è la formazione di una sala ad un livello superiore, per raggiungere occorre risalire il fronte del materiale franato superando un salto di 6 m su blocchi instabili. Dalla sala si segue per 25 m un ripido pendio di materiale incoerente. Successivamente si può seguire ancora per 75 m la frattura che si presenta nuovamente integra ed in graduale restringimento sino ad occludersi.
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37.62370 N · 15.00630 E
Museo della civiltà contadina
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