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Morgantina fu un'antica città sicula e greca sorta nell'attuale territorio di Aidone, comune italiano del libero consorzio comunale di Enna in Sicilia.
La città sorgeva su un ondulato e allungato pianoro, scosceso ai fianchi e culminante nel monte Cittadella (578 m s.l.m.) Posto a sbarramento della valle del Simeto e dei suoi tributari, il sito controllava una vastissima zona, delimitata dalle Madonie e dall'Etna a nord, dal mar Ionio a est, dagli Erei meridionali a sud e a ovest. Si trattava di un passaggio obbligato delle vie di comunicazione tra la costa orientale e l'interno della Sicilia.
Ai suoi piedi la fertile pianura del Gornalunga e i ricchi pascoli che lo circondano alle spalle, costituivano un ulteriore vantaggio per l'insediamento.
Le più antiche tracce di frequentazione del sito appartengono alla prima età del bronzo (2100 -1600 a.C.), epoca a cui risale un villaggio di capanne circolari e rettangolari che occupò il colle di Cittadella (contrada "Terrazzi di San Francesco").
Il villaggio appartenne alla Cultura di Castelluccio, riconducibile ai Sicani, caratterizzata da un'elementare organizzazione civile e dal possesso di rudimentali tecniche di artigianato domestico e agricole e alla successiva cultura di Thapsos.
Nel sito sono state rinvenute anche ceramiche micenee e submicenee
A partire dall'XI secolo a.C. la popolazione dei Morgeti,provenienti dall'Italia meridionale, raggiunse la Sicilia, cacciando i Sicani della zona.
Secondo la storici greci un gruppo di Morgeti guidato dal re Morgete, fondò nel X secolo a.C. la città di Morgantina, sul colle della Cittadella.
Per oltre trecento anni i Morgeti occuparono il luogo, integrandosi con le altre popolazioni affini dell'interno e prosperando grazie allo sfruttamento agricolo della vasta pianura del Gornalunga
Nella seconda metà dell'VIII secolo a.C., era iniziata in Sicilia la colonizzazione greca e verso la metà del VI secolo a.C. Greci di origine calcidese giunsero a Morgantina risalendo la valle del Simeto e del suo affluente Gornalunga; si insediarono nella città convivendo abbastanza pacificamente con i precedenti abitanti, come sembra testimoniare la mescolanza di elementi culturali nei corredi funebri.
I coloni calcidesi assimilando la religiosità degli indigeni trasformarono la Dea Madre nelle loro divinità greca Demetra e Persefone, come testimoniato dai famosi acroliti teste marmoree complete di mani e piedi con il corpo composto da materiale deperibile risalenti agli anni 525-510 a.C.
La città sembra venisse distrutta una prima…
I resti furono individuati per la prima volta alla fine del XIX secolo dall'archeologo Paolo Orsi e inizialmente la città venne identificata con Herbita. Il ritrovamento di alcune monete in bronzo e la concordanza dei dati archeologici con le notizie riportate dalle fonti permisero quindi il riconoscimento con l'antica Morgantina. La zona archeologica occupa un'area di oltre venti ettari.
Si sono occupate del sito principalmente università e istituzioni americane, inglese e scandinave. Una menzione speciale merita il re di Svezia Gustavo VI Adolfo, che venne a Morgantina più volte negli anni '50 su invito di Sjöqvist, il suo ex segretario, per lavorare sul sito.
Della città ellenistica restano nell'area recintata notevoli resti: diversi edifici pubblici, per lo più articolati intorno alla piazza dell'Agorà (ginnasio o "stoà nord"), "stoà orientale" e "occidentale", il pritaneo, l'ekklesiasterion, il duplice "santuario dell'Agorà", il granaio pubblico, la "Grande Fornace", il teatro o koilon e il Macello romano e importanti case di abitazione, riccamente ornate da mosaici (case "del Capitello dorico", "del Mosaico di Ganimede", "della Cisterna ad arco", "delle Antefisse", "dei Capitelli tuscanici", "del Magistrato", e ancora, la "Casa Fontana" e la "Casa sud-est").
L'agorà
A lato di un'ampia strada in acciottolato che costituiva l'asse viario centrale della città, si notano i resti degli edifici pubblici del centro politico ed amministrativo della polis, disposti intorno alla piazza principale o agorà, che occupa un pianoro delimitato da due rilievi ad ovest (più esattamente sud-ovest) e ad est (nord-est), e seguendo il dislivello naturale, è suddivisa in una piazza alta, verso nord (nord-ovest), delimitata da portici (stoài) su tre lati, e una piazza bassa verso sud…
La monetazione di Morgantina copre un arco di tempo, che s'estende dal V al II secolo a.C., ed è una delle più interessanti delle città del centro della Sicilia, sia per la varietà di tipologia dei coni, sia per l'alto livello artistico dell'incisione.
Una piccola litra d'argento (circa 0,70 g) con una spiga di grano e la scritta MORCAИTINA venne coniata negli anni 465-460 a.C. poco prima della conquista di Ducezio e pare secondo alcuni studiosi che l'effigie raffigurata sia quella del mitico re Morges, un segno indistinguibile per la popolazione in gran parte sicula egemonizzata dai coloni calcidesi.
La moneta di bronzo coniata dalla zecca che divenne il simbolo della polis siculo-ellenizzata è quella con Athena elmata con la scritta greca MORGANTINON e il leone che sbrana il cervo, una simbologia che richiama non solo le divinità Demetra e Persefone (vds. Acroliti- Santuario centrale) ma anche il programma politico del condottiero Dione (l'allievo di Platone) che sbarcò in Sicilia con il suo esercito nel 357 a.C. e chiese l'aiuto dei morgantini per combattere il nipote Dionisio il giovane.
Si possono identificare tre fasi, una di tipo greco, nel V e nel IV secolo a.C. (MOΡΓANTINΩN), una seconda fase durante la seconda guerra punica con monete siceliote-puniche (SIKELIOTAN) ed una dei mercenari Iberici (HISPANORVM).
Le diverse emissioni contrassegnano le tappe fondamentali della storia politica ed economica della città: la città sicula di Ducezio, la rifondazione sotto Timoleonte di Corinto e Agatocle, lo sviluppo urbanistico e la ricchezza sotto Re Gerone II, la resistenza antiromana ai tempi della seconda guerra punica e la conquista romana. Al tempo dell'alleanza siculo-punica, vennero coniate monete con l'iscrizione "dei Sicelioti" (SIKELIOTAN).
La metrologia…
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