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La chiesa di San Francesco d'Assisi all'Immacolata si trova sulla piazza San Francesco d'Assisi nel centro storico di Catania, nel quartiere San Francesco dei Corbisari - Teatro e Odeon romani di Catania.
Epoca romana
Il sito ospitava un tempio pagano dedicato alla dea Demetra. (Cibele/Cerere)
Epoca sveva
1254, Primitivo insediamento dell'Ordine Francescano presso la chiesa di San Michele, a quei tempi adiacente al Castello Ursino.
1260, Insediamento nel luogo attuale dove vi era la chiesa della Speranza.
Epoca aragonese
1329, La Regina consorte di Sicilia Eleonora d'Angiò promuove la costruzione del primitivo convento e chiesa di San Francesco d'Assisi all'Immacolata quale voto di ringraziamento verso la Vergine per lo scampato pericolo derivante dall'eruzione dell'Etna di quello stesso anno.
Epoca spagnola
Il 2 agosto 1655 il Viceré di Sicilia Roderigo Mendoza y Roxas y Sandoval, duca dell'Infantado, seguendo l'esempio del cardinale e arcivescovo Giannettino Doria invitò l'arcivescovo di Messina Simone Carafa, i vescovi Marco Antonio Gussio di Catania, Giovanni Antonio Capobianco di Siracusa, Ferdinando Sanchez de Cuellar di Girgenti, Juan Lozano di Mazara del Vallo, Francesco Gisulfo e Osorio di Cefalù, Ludovico Alfonso de Los Cameros di Patti e vescovo supplente di Monreale, esortandoli a fare lo stesso voto solenne all'Immacolata Concezione e promuoverlo nelle rispettive diocesi.
1693, Il terremoto del Val di Noto di quell'anno, tra il 9 e l'11 gennaio distrugge il monumento.
Epoca contemporanea
Esterno
Il corpo della chiesa si erge con il prospetto di pietra calcare, rivolto con tre porte a ponente; il sagrato è preceduto da una scalinata di pietra lavica dell'Etna, con un cancello in ferro battuto ed una balaustrata con quattro pilastri che sorreggono le statue imponenti, rappresentanti da sud a nord: San Giuseppe da Copertino, Sant'Agata, Santa Chiara d'Assisi e San Bonaventura.
La facciata fu edificata intorno al 1854 con sedici semicolonne addossate alle mura e tre simulacri rappresentanti – da sud a nord – Sant'Antonio di Padova, l'Immacolata Concezione dietro una cancellatina decorata di lampade, San Francesco di Assisi.
Nel frontone sono scolpite le insegne di San Francesco e sulla cuspide sono altre figure intorno alla croce di ferro.
Ai lati del frontone si notano verso l'alto due torrette quadrangolari con aperture, e sono sormontate da cupolini sui quali sono piantate le banderuole in ferro e le iniziali indicanti i quattro punti cardinali. Di queste torrette la settentrionale serve da campanile con tre bronzi sacri.
Interno
L'interno dell'impianto basilicale a croce latina è ripartito in tre navate divise per mezzo di sei pilastri e con il pavimento in marmo a quadrelloni bianchi ed azzurri. L'apparato decorativo in stucco è realizzato da Giuseppe Gianforma con la collaborazione del figlio Gioacchino e rifiniture dello stuccatore Filippo Cunsolo.
Navata destra
Controfacciata: Dietro una cancellata, nel vano alloggio costruito nel 1973, è custodito il fercolo dell'Immacolata Concezione del 1745, la statua è attribuita a Michele Orlando. Sopra l'architrave in alto è collocata la tela raffigurante il Miracolo della mula di Bonvillo ovvero la mula dell'eretico in ginocchio dinanzi all'Ostia consacrata, opera di Giuseppe Rapisardi del 1852.
Prima…
XVI secolo, San Giacomo, dipinto su tavola, opera documentata nella Cappella Torre di Polidoro da Caravaggio.
Cappella Torre.
Sepolcreto Gioeni MDCCXLII.
Annibale Gioeni.
Raimondo Gioeni.
Federico Gioeni.
Lorenzo e Agata Gioeni 1581.
Il Convento dei Frati Minori Conventuali ebbe la sua prima sede nel XIII secolo (1256) accanto alla chiesa di San Michele Arcangelo, in quella che oggi è Piazza Federico II di Svevia, di fronte al Castello Ursino, ma a seguito di contenziosi e contrasti con l'Imperatore ed i suoi discendenti questi frati ebbero una loro sede definitiva solo nel 1329 grazie alla Regina Eleonora d'Angiò, moglie del Re di Trinacria Federico III d'Aragona. Dopo il Terremoto del Val di Noto del 1693 fu ricostruito forse da Giovanni Battista Vaccarini, e in quella che oggi è Via Vittorio Emanuele II crollò il cosiddetto "Arco di Marcello" (i cui resti vennero demoliti), ritenuto in seguito a dei ritrovamenti archeologici nel XIX secolo un podio templare più che un arco.
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Badia Piccola del Monastero di San Benedetto (Badia Piccola)N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
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