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chiesa di San Nicolò l'Arena (San Nicolò l'Arena)

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chiesa di San Nicolò l'Arena (San Nicolò l'Arena)
Fotu: Wikimedia Commons · CC BY-SA

La chiesa di San Nicolò l'Arena a Catania è un edificio di culto cattolico, sito in Piazza Dante. Avente una superficie di oltre 1500 m2 e un'altezza massima di circa 66 m alla cupola, è la chiesa più grande della Sicilia. L'attuale edificio di culto, sorto successivamente all'eruzione dell'Etna del 1669, sostituisce un più antico tempio rinascimentale, risalente al 1578.

Apprufunnimentu (it)
Etimologia

Il primo tempio eretto dai benedettini a Catania venne titolato Sancti Nicolai de Arenis, letteralmente San Nicola dell'Arena, poi traslitterato nell'attuale denominazione, e prende spunto dalla devozione dei monaci a San Nicola di Bari e dalla terra sabbiosa dell’etna, chiamata rena rossa, che caratterizzava il primo complesso monastico, eretto a Nicolosi, da cui provenivano i monaci che fondarono il grandioso Monastero di San Nicolò l'Arena il 28 novembre 1558. Le denominazioni "rena" e "arena" sono state egualmente usate nei secoli.

Storia

L’Ordine Benedettino in Sicilia
In epoca bizantina Placido, discepolo di San Benedetto, è inviato a gestire i 12 poderi siciliani dell'Ordine Benedettino, donati dal padre Tertullo. La prima istituzione benedettina documentata nel catanese è il monastero di San Vito, alle pendici dell'Etna, istituzione ripopolata con i religiosi provenienti dall’Abbazia benedettina di Sant'Eufemia, in Calabria.
Nel 1136 Enrico del Vasto, primo della stirpe degli Aleramici siciliani, dona la chiesa di San Leone in Pannacchio al casale di Paternò. Nel 1150 i religiosi ricevono da Simone, figlio di Enrico, la chiesa di San Nicolò l'Arena di Nicolosi, con annessi l'ospizio, i vigneti, i pascoli e le terre. Nel 1156, per volere della contessa Andalizia, sorge il monastero omonimo nella contrada di Ruvolo Grosso, in territorio di Biancavilla. Nel 1160, per volere del conte Simone del Vasto, è fondato il monastero di Santa Maria di Licodia. Nel 1358 i monaci di San Leone si aggregano ai monaci di San Nicolò l'Arena.

Età moderna
Con il trasferimento dei monaci benedettini, da Nicolosi a Catania, e la costruzione del nuovo monastero, vi fu anche la costruzione della nuova Chiesa di San Nicolò l’Arena. Del primitivo impianto cinquecentesco, inaugurato nel 1578 alla presenza del viceré Giovanni de la Cerda, si hanno sporadiche notizie e appena un cenno, nella veduta di Catania della seconda metà del XVI secolo, firmata da Pierre Mortier, in cui si vede appena un gruppo di povere abitazioni nel sito della Cipriana, sede dell'antica giudecca di Catania, dal 1553 proprietà dei monaci nicolositi. L'antica chiesa è presumibile fosse dedicata a San Nicola di Bari, come il medioevale Monastero di San Nicolò l'Arena di Nicolosi e come quello successivo di Catania.
Nel 1669 la struttura venne devastata…

Descrizione

I riferimenti alla basilica vaticana sono ben riconoscibili: nei pilastri che reggono le navate con le paraste corinzie e i cornicioni plasticamente rilevati; nelle finestre, che riecheggiano motivi prettamente romani; infine, soprattutto nella pianta a croce latina e a tre navate, con transetto e cupola all'incrocio dei bracci, con cappelle laterali e sulle absidi del transetto e un coro sopraelevato molto profondo per accogliere gli stalli dei monaci.
Le navate divise da grandi arcate, con tutte le volte poste alla stessa altezza, con la luce forte e diffusa, proveniente dalle alte finestre, sui lati e in facciata, e ulteriormente accentuata dall'alta cupola, permette di abbracciare con uno sguardo l'intera superficie della chiesa fino all'altare maggiore, con le sole cappelle laterali poco più in ombra, a suggerire una spazialità e monumentalità maggiori. A dare maggior luce alla zona dell'altare è poi la grandiosa cupola dell'Ittar, imponente struttura che domina la città ed è alta all'interno 62 metri.
Dal lato sinistro del transetto si accede alla sacrestia, opera di Francesco Battaglia, e al Sacrario dei Caduti, ricavato in alcuni locali dietro l'abside maggiore e sotto alcune aule del monastero. Il sacrario ospita le lapidi a ricordo dei caduti della prima guerra mondiale ed è ornato dagli affreschi di Alessandro Abate, fortemente degradati a causa dell'umidità, mentre la sacrestia, con gli stalli lignei settecenteschi e gli affreschi di Giovan Battista Piparo comunica col chiostro orientale da cui prende luce.
Le cappelle laterali sono tutte rivestite di marmi pregiati e di esse, infatti, si occuparono con particolare attenzione i monaci e gli abati del convento, che non solo fecero arrivare marmi da tutta Italia, ma anche per le pale d'altare si rivolsero a…

Interno

L'edificio presenta un impianto a croce latina, ambiente ripartito in tre navate da poderosi pilastri, crociera sormontata da snella cupola. L'interno custodisce opere ciclopiche che paiono minuscole nella vastità degli spazi e immersi nel candore degli intonaci. La realizzazione dei manufatti delle cappelle rivela una profusione di materiali nobili che spaziano dal libeccio di Trapani, alabastro cotognino, alabastro di Fiumicino, alabastro di Roma, calcare alabastrino di Malta, calcare alabastrino di Palermo, giallo di Siena, verde di Calabria, marmo tessalico, bianco di Carrara, marmo di Taormina, marmo di Billiemi, verde antico, diaspro nero paragone, bardiglio di Genova, rosso di Francia, fondata di brullia di Francia, morgatello di Spagna, giallo di Castronuovo di Sicilia, pietre di varie tinte di Taormina, marmo portasanta, saravezza di Genova, pinsevera di Genova, marmo nero di Portovenere. Oltre i celebri architetti e argentieri, sono chiamati ad abbellire il tempio i più famosi pittori del barocco romano e delle correnti affini.
L'abate Filippo Hernandez da Caltagirone patrocinò le cappelle di San Benedetto, San Giuseppe, San Placido, Sant'Agata, San Nicola e della Vergine Maria, ossia gli ambienti prossimi la crociera. L'abate Giovanni Andrea Paternò Castello, alcuni decenni più tardi, fu il promotore delle cappelle di San Giovanni Battista, Sant'Euplio, Sant'Andrea e San Gregorio, ossia gli ambienti prossimi l'ingresso.

Navata destra
Prima campata: Cappella di San Gregorio. Vincenzo Camuccini autore del quadro raffigurante San Gregorio invia Sant'Agostino in Inghilterra per convertire quel popolo.
Seconda campata: Cappella di San Giovanni Battista. Decollazione del Battista dipinto opera di Stefano Tofanelli.
Terza campata: Cappella di San Giuseppe. Mariano…

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Fotu
chiesa di San Nicolò l'Arena (San Nicolò l'Arena) chiesa di San Nicolò l'Arena (San Nicolò l'Arena)

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N brevi

Custruzzioni1687
Stilibarocco siciliano

Dati: Wikidata (CC0). Prezzi e orari cancianu: virifica prima di jiri.

Ndicazioni Mappa

37.50429 N · 15.08008 E

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