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Orto botanico di Palermo

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Orto botanico di Palermo
Fotu: Wikimedia Commons · CC BY-SA

L'Orto botanico di Palermo è una istituzione museale e didattico-scientifica del Centro Servizi del Sistema Museale dell'Università di Palermo, che vi ha sede. Adiacente a Villa Giulia, vi si accede da via Lincoln, al confine del quartiere Kalsa di Palermo, e accoglie oltre 12.000 specie differenti di piante.

Apprufunnimentu (it)
Storia

La sua origine risale al 1779, anno in cui l'Accademia dei Regi Studi, istituendo la cattedra di Botanica e Materia medica, le assegnò un modesto appezzamento di terreno per insediarvi un piccolo orto botanico da adibire alla coltivazione delle piante medicinali utili alla didattica e alla salute pubblica.
Questo primo orto ben presto si rivelò insufficiente alle necessità e nel 1786 si decise di trasferirlo in quella che è la sede attuale, presso il Piano di Sant'Erasmo, all'epoca tristemente famoso in quanto sede dei roghi dell'Inquisizione.
Nel 1787 Goethe in viaggio a Palermo visita l'orto botanico e ne fa una descrizione incantata, visti i suoi interessi naturalistici:

Nel 1789 fu iniziata la costruzione del corpo principale degli edifici dell'Orto, costituiti da un edificio centrale, il Gymnasium, e da due corpi laterali, il Tepidarium e il Calidarium, progettati in stile neoclassico dall'architetto francese Léon Dufourny.
Vicino al Gymnasium si trova la porzione più antica dell'Orto, detta Sistema linneo, anch'essa progettata dall'architetto Léon Dufourny con uno schema rettangolare suddiviso in quattro parallelogrammi. Su indicazione del padre francescano Bernardino da Ucria, insigne botanico, in questa porzione del giardino le specie furono disposte secondo la tassonomia linneana, sistema di classificazione sviluppato da Carl von Linné ed esposto negli aspetti riguardanti la botanica nel 1753 in Species Plantarum.
Il nuovo Orto fu inaugurato nel 1795 e nel 1798 si arricchì dell'Acquarium, una grande vasca in cui prosperano numerose specie di piante acquatiche.
Nel 1823 fu completata la Serra Maria Carolina. Il grande Ficus magnolioide, che costituisce il simbolo del moderno Orto, fu importato nel 1845 dalle Isole Norfolk.
In seguito a successivi ampliamenti,…

Strutture e collezioni

Sistema linneano

È il settore più antico dell'Orto, in cui le piante erano originariamente disposte seguendo il sistema di classificazione esposta da Carl von Linné nel 1753 in Species Plantarum.
Realizzato a schema rettangolare nel 1789, il settore è suddiviso in quattro aree a parallelogramma, dette i Quartini (4 sulla mappa), a loro volta suddivisi in aiuole.
L'impianto originario dell'area si è modificato nel tempo per lo sviluppo assunto da alcuni grandi esemplari a danno di altre piante che, sopraffatte, sono gradualmente scomparse.
Al centro del Sistema di Linneo si trova la Crociera, il piccolo e suggestivo piazzale formato dall'incrocio del Viale centrale con il Viale delle palme.

Gymnasium, Calidarium e Tepidarium
Di fronte al cancello di ingresso sta l'edificio centrale in stile neoclassico del Gymnasium (1 sulla mappa), che in origine era la sede della Schola Regia Botanice, dell'Herbarium, della Biblioteca e della dimora del direttore.
Affiancano il Gymnasium due edifici minori disposti simmetricamente. Essi sono ancora chiamati Calidarium (3 sulla mappa) e Tepidarium (2 sulla mappa) perché in origine ospitavano piante dei climi caldi e temperati rispettivamente.

Aquarium e altre vasche
In fondo al viale centrale, si trova l'Aquarium, una grande vasca circolare suddivisa in 24 comparti, ottenuti ripartendo radialmente tre settori concentrici in 8 parti, che ospita numerose specie acquatiche.
A pochi metri dall'Aquarium si trova il laghetto, un'altra ampia vasca in cui le piante sono disposte in modo informale. Altre vasche minori si trovano nei quartini del sistema linneiano.

Serre

L'Orto si è nel tempo arricchito di un complesso di serre che attualmente ricoprono circa 1300 m2.
La più antica di esse è la Serra Maria Carolina (6 sulla mappa), dono…

Specie accolte

L'Orto botanico di Palermo ospita oltre 12.000 specie differenti.
Sviluppatosi in una epoca di grandi esplorazioni, l'Orto palermitano si trovò, tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento ad essere punto di riferimento dei grandi orti botanici del Nord Europa che, a causa del clima favorevole, trasferirono qui molte specie ancora sconosciute o non ben classificate della flora esotica tropicale. Estremamente importante fu sotto questo profilo il collegamento con l'Orto botanico di Berlino, sotto la direzione di Adolf Engler, e quello con le regioni d'origine di molte specie esotiche asiatiche, africane, australiane e sudamericane.
All'Orto botanico di Palermo si deve, per fare alcuni esempi, l'introduzione nell'area mediterranea del mandarino (Citrus deliciosa) e del nespolo del Giappone (Rhaphiolepis bibas).
Il primitivo impianto linneiano comprendeva 1580 specie differenti, 658 delle quali tuttora esistenti.
Tra esse merita un cenno particolare un grande esemplare di Ginkgo biloba.

Nell'Aquarium si trovano varie specie di ninfee, fra le quali Nymphaea alba, Nymphaea tuberosa, gli ibridi di Nymphaea × marliacea, dalle vistose fioriture multicolori, Nuphar lutea e il fior di loto Nelumbo nucifera. Inoltre, nella parte più interna non sommersa ma sempre umida si trovano Alocasia sp., Colocasia sp., Zantedeschia sp., mentre nel vicino specchio d'acqua, il cosiddetto "laghetto", prosperano il papiro egiziano (Cyperus papyrus) ed altre ciperacee quali lo Scirpus lacustris e il Cyperus alternifolius.
A poca distanza crescono poi varie specie di bambù e dietro, su una collinetta artificiale, spicca un notevole esemplare di Dracaena draco.
Non lontano si trovano poi la pianta più alta dell'Orto, una vetusta Araucaria columnaris, e quella più grande, un…

L'Orto nella cultura

Nell'aprile del 1787, durante il suo soggiorno a Palermo, Goethe visitò l'Orto botanico di Palermo e ne rimase affascinato, come racconta nel suo resoconto sul Viaggio in Italia. È qui che egli concepì l'idea della cosiddetta "Urpflanze", cioè di una pianta originaria archetipica, presunta base di ogni divenire biologico.
Intorno al 1870, Francesco Lojacono detto il Pittore del Sole, dipinse una veduta dell'Orto.
Il romanzo I delitti di via Medina-Sidonia (1996) di Santo Piazzese è ambientato nell'Orto botanico di Palermo.
Il film Ore diciotto in punto (2013) diretto da Giuseppe Gigliorosso e realizzato con la partecipazione della scrittrice Valentina Gebbia è ambientato in parte all'interno dell'Orto Botanico di Palermo.

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N brevi

Custruzzioni1789

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