Trinaka Etna · Sicilia

MappaMusei e tiatriPalermo

Palazzo Abatellis

Musei e tiatri Mari

⛔ Nta stu centru cc'è na ZTL: talìa l'orari prima di tràsiri cu la màchina

Palazzo Abatellis
Fotu: Wikimedia Commons · CC BY-SA

Palazzo Abatellis è un antico palazzo nobiliare situato a Palermo in Via Alloro, arteria principale del quartiere della Kalsa. Il palazzo, insieme ad altri edifici storici di Palermo tra cui Palazzetto Agnello e la Cappella dell'Incoronata, è di proprietà del Fondo edifici di culto e in uso fin dagli anni '90, alla regione Siciliana. Palazzo Abatellis è sede dal 1954 della Galleria Regionale della Sicilia che espone una delle maggiori raccolte d'arte d'Italia e testimonia lo sviluppo della cultura figurativa in Sicilia dal XII al XVII secolo con opere di importanti artisti che si formarono o lavorarono più o meno a lungo sull'isola, oltre ad esporre opere di notevoli artisti non di area siciliana. La Galleria è nota per ospitare alcuni capolavori che costituiscono autentiche icone della storia dell'arte occidentale, nonché per l'allestimento di Carlo Scarpa, considerato un capolavoro assoluto della museografia del XX secolo.

Apprufunnimentu (it)
Storia

Il palazzo del 1495, opera di Matteo Carnilivari all'epoca attivo a Palermo in cui attendeva ai lavori di palazzo Ajutamicristo, e splendido esempio d'architettura gotico-catalana, era la residenza di Francesco Abatellis (Patella o Albatelli o Abbatelli, corrotto in Abatellis), maestro Portolano del Regno.

Monastero

Epoca aragonese
Di origini lucchesi l'Abatellis, al servizio di re Ferdinando II d'Aragona, fu nominato Prode Capitano indi trasferito a Palermo ove ricoprì la carica di Gran Siniscalco e di Pretore per tre successivi incarichi nel periodo a cavallo il 1486 e il 1495. In città, coi proventi accumulati in terra iberica, edificò un palazzo vicino al convento di Santa Maria degli Angeli detto la Gancia. Vedovo di una nobile spagnola, sposò una cittadina palermitana, ma nessuna delle due consorti diede alla luce un erede, pertanto l'Abatellis, dispose che il palazzo rimanesse alla seconda moglie, e che alla morte di essa, le strutture ospitassero un monastero di donne intitolato a «Santa Maria della Pietà» e amministrato secondo la regola dell'Ordine benedettino.

Epoca spagnola
Delle disposizioni testamentarie fu disattesa la tipologia dell'ordine atto a governare l'istituzione: infatti il 19 maggio 1526 un gruppo di religiose dell'Ordine domenicano, provenienti dal monastero di Santa Caterina, si trasferì nel palazzo. Furono necessari numerosi adattamenti per renderlo adeguato alle esigenze della vita monastica, e come si può vedere da una pianta pubblicata dal Filippo Meli in Matteo Carnelivari e l'architettura del quattro e cinquecento in Palermo, le diverse ali furono frazionate per realizzare celle e corridoi. All'esterno le finestre furono modificate e furono tolte le colonnine intermedie e, a volte, anche alcuni elementi decorativi. Nel 1553 il…

Esterno

Edificio a pianta rettangolare con cortile interno, costruito con pietre d'intaglio e torre angolare, si sviluppa su due livelli raccordato da due scale scoperte che si fronteggiano e da un magnifico loggiato a due ordini con archi a sesto ribassato al piano terra e archi a tutto sesto al piano superiore.
Il portale d'ingresso, sebbene maestoso e lineare, incastonato tra le due torri merlate che spiccano dalla rigorosa costruzione, è delimitato da una cornice in pietra sormontata al centro da stemmi recanti le armi della famiglia Patella - Abatellis. Il prospetto principale al piano nobile è decorato da raffinate trifore. Il cortile originariamente era lavorato in tufo così come l'ingresso e la torre, ad oggi tuttavia il palazzo rimane fortunatamente uno dei palazzi tardo-medievali meglio conservati dell'Italia meridionale e fortunatamente non rimaneggiato in epoca barocca come spesso è avvenuto tra XVII e XVIII secolo, tale stato di conservazione permette di capirne bene le forme e la struttura e di avere un grado di approssimazione minimo per ricostruirne la storia e lo stile

Le sale espositive

Nelle sale della galleria hanno trovato posto le opere provenienti da acquisizioni, donazioni e anche degli incameramenti dei beni degli enti religiosi soppressi nel 1866.
Al piano terra si trovano, fra i tanti manufatti tutti d'altissimo livello qualitativo: le opere lignee ad intaglio del XII secolo e le sculture del Trecento e del Quattrocento fra cui alcune di Antonello Gagini come l'Annunciazione e Ritratto di giovinetto, di Domenico Gagini come la Madonna del latte, le maioliche dipinte a lustro metallico dei secoli XIV e XVII, il Busto di gentildonna di Francesco Laurana (XV secolo) conosciuta come Eleonora d'Aragona, di forme elette e di plastica sodezza e le tavole dipinte di soffitti lignei.
Nella sala II, si trova lo straordinario grande affresco del Trionfo della Morte (databile con ogni probabilità agli anni 1445 e seguenti), proveniente da Palazzo Sclafani è esposto nella ex-cappella con una illuminazione dall'alto di grande impatto visivo. La morte, su un cavallo scheletrico, irrompe in un giardino e semina scompiglio con frecce letali tra giovani gaudenti e nobili donzelle, dopo aver seminato le gerarchie terrene, laici e religiosi, papi e imperatori, i cui corpi ormai giacciono esanimi, risparmiando quasi per beffa il gruppo di miserabili e derelitti che pure la invoca.

Al primo piano l'opera di maggior rilievo è, senza dubbio, l'Annunziata di Antonello da Messina (XV secolo). Opera di assolutezza formale, considerata un'autentica "icona" del rinascimento italiano, è collocata nella sala X conosciuta come sala dell'Antonello. La Vergine è colta nell'istante supremo dell'Annunciazione (l'angelo le sta di fronte ma è invisibile). Il gesto della mano, il trapezio del manto, la politezza delle forme e lo sguardo magnetico, esaltano la figura restituendole…

Opere principali

Annunziata, Antonello da Messina
Sant'Agostino, Antonello da Messina
San Gregorio Magno, Antonello da Messina
San Girolamo, Antonello da Messina
Trionfo della morte, autore ignoto, conosciuto come il maestro del trionfo della morte
Madonna col Bambino tra i santi Vito e Castrense, autore ignoto
Madonna col Bambino e san Giovannino, Agnolo Bronzino
Annunciazione, Pietro Novelli
Madonna delle Grazie con i santi Rosalia e Giovanni Battista, Pietro Novelli
Comunione di santa Maria Maddalena, Pietro Novelli
Mosè, Pietro Novelli
Incoronazione di San Casimiro, Pietro Novelli
San Pietro liberato dal carcere, Pietro Novelli
Busto di gentildonna detto di Eleonora d'Aragona, scultura di Francesco Laurana
Sant'Andrea, Girolamo Muziano
Trasfigurazione, Marco Pino
Incoronazione della Vergine, Riccardo Quartararo
Assunta fra i Cherubini ed angeli musicanti, Antonello Crescenzio
Santa Rosalia incoronata dagli angeli, Antoon van Dyck
Madonna con il Bambino, copia attribuita ad Antoon van Dyck
Madonna del Rosario, Antoon van Dyck
Cristo e la cananea, dono di Francesco I, Mattia Preti
Cristo e l'adultera, Mattia Preti
I quattro evangelisti, Mattia Preti
Ratto di Deianira, Luca Giordano
Strage degli Innocenti, olio su tela, cm 198 × 264, Luca Giordano
San Paolo Eremita, Jusepe Ribera
Sant'Agostino che sfoglia un libro, Jusepe Ribera
Madonna del latte, scultura di Domenico Gagini
Madonna col Bambino, scultura di Antonello Gagini
Annunciazione, gruppo scultoreo di Antonello Gagini
Sant'Agata visitata in carcere da San Pietro, Simon Vouet
Ultima Cena, Jaume Serra
Deposizione, Jan Provoost
Madonna dell'umiltà, Bartolomeo Camulio
Trittico Malvagna, Jan Gossaert, conosciuto anche come Mabuse
Il tormento di Tycius, Cesare Fracanzano
Compianto del Cristo morto, Vincenzo degli Azani detto Vincenzo…

Di Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Leggi tutta la vuci

Fotu
Palazzo Abatellis Palazzo Abatellis Palazzo Abatellis Palazzo Abatellis Palazzo Abatellis

Di Wikimedia Commons. Tocca na fotu pi auturi e licenza.

N brevi

Custruzzioni1495
ArchitettuCarlo Scarpa

Dati: Wikidata (CC0). Prezzi e orari cancianu: virifica prima di jiri.

Ndicazioni Mappa Situ

Orari: Tu-Sa 09:00-18:30; Su,PH 09:00-13:00; Mo off

38.11659 N · 13.37118 E

Signala n'erruri o agghiunci un dittagghiu

N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.

Lu puntu sicuru di sta zona ★ Di nun pèrdiri Torna a la mappa

Posti: © OpenStreetMap contributors (ODbL). Testi e fotu: Wikipedia e Wikimedia Commons, CC BY-SA. Mappa: OpenStreetMap.